Home Focus No TAP : parla Cristian Casili (M5S)

No TAP : parla Cristian Casili (M5S)

1154
0
SHARE
disordini TAP
Foto Mauro Bortone

 Nostra intervista al Consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Cristian Casili, che ha partecipato giorni fa alle manifestazioni contro l’espianto degli ulivi a san Basilio, schierandosi con forza per il No TAP

La realizzazione del gasdotto TAP – Trans Adriatic Pipeline – mette a rischio l’area SIC (cioè di interesse comunitario a causa delle sue peculiarità naturalistiche) antistante il litorale di Melendugno, che ospita praterie della preziosissima Posidonia. Questa è una delle ragioni che il Comitato NO TAP agita per la sospensione di lavori del gasdotto. A questa si aggiunge disponibilità del Comune di Squinzano ad ospitare l’opera (disponibilità immediatamente sconfessata dal sindaco Miccoli).

Il movimento trasversale per il No TAP non si ferma e affila le armi in vista della ripresa del lavori la prossima settimana. Ambient&Ambienti ha sentito Cristian Casili consigliere regionale del M5S e voce autorevole del No al TAP.

Chi è Cristian Casili
No al TAP Casili
Il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Cristian Casili

Cristian Casili, 38 anni, nativo di Nardò (LE), è agronomo. Da sempre attento ai problemi di inquinamento dei suoli mediterranei da metalli pesanti e di sistemi di fitodepurazione, recupero e riqualificazione di aree rurali. Fa parte dal 2010 del Movimento Cinque Stelle. Con questo raggruppamento viene eletto consigliere regionale nel 2015. E’ Vice Presidente della V Commissione (Ecologia, Tutela del Territorio e delle Risorse Naturali, Difesa del suolo, Risorse Naturali, Urbanistica, Lavori Pubblici, Trasporti, Edilizia Residenziale). Durante gli scontri tra manifestanti No Tap e Forze dell’ordine ha riportato una ferita al polso.

No TAP: i perché

Lei è in prima fila nella lotta contro la TAP e, più in generale, nella difesa delle rivendicazioni dei cittadini. Quali sono gli errori che secondo Lei sono stati compiuti e chi li ha commessi?

«Sicuramente sulla questione TAP ha compiuto errori il governo Vendola e poi si è proseguito con il governo nazionale attuale. Questi errori si sono visti sulla pelle; e si sentono quando si è in prima fila con i cittadini a tutelare interessi collettivi; e si vedono anche osservando uno spiegamento imponente di forze dell’ordine, polizia, carabinieri, finanza a tutelare interessi di un privato. Tanto spiegamento non lo si vede quando ci sono altri problemi ed emergenze ambientali e qui lo Stato ha mostrato la propria pelle.

Ma gli errori sono un po’ di tutti, quando è stato sottovalutato ciò che si doveva bloccare sul nascere. Il nostro territorio ha tante emergenze paesaggistiche e qui si è aggredito l’ecosistema marino e l’entroterra. Si sta per ora agendo su una superficie limitata, ma si sta dimostrando forza, violenza e arroganza da parte di chi non ha proprio voluto sentire. Se alla manifestazione non ci fossimo stati noi tutto sarebbe peggiorato. Noi abbiamo fatto sentire la vicinanza delle istituzioni alla gente: tanti sindaci, tanta forza a fianco dei cittadini».

no TAP Casili Potì
In questa foto, il sindaco di Melendugno Marco Potì e il consigliere regionale M5S Cristian Casili, tra i manifestanti contro i lavori del gasdotto TAP
Quali proposte concrete Lei ritiene, in quanto consigliere regionale salentino, che possano farsi per riportare la pace sociale? O il divorzio tra Istituzioni e cittadini è irreparabile?

«Voglio ribadire che le misure di compensazione non funzionano. Sono una contraddizione in termini: significa che compensano un impatto che quindi c’è! Ritengo che l’approccio ambientalista non funzioni, non porta lontano. Ma se la gente non vuole un’opera, se è un intero popolo che chiede ai sindaci di tenere duro, perché insistere? Dobbiamo pensare ad altro, come alle energie rinnovabili, ad una stagione energetica, proprio alla luce delle agitazioni dei giorni scorsi. Nella manifestazione io ho visto uno Stato contro un altro Stato e questo è bruttissimo, anche se capisco che le forze dell’ordine stavano lavorando e rispettando ordini ricevuti.

In definitiva ci si chiede cosa possa cambiare un tubo, ma il significato è un altro e significa che c’è bisogno di rispetto».

LEGGI ANCHE: Sì al TAP : intervista a Fritz Massa (PD)

Print Friendly

LEAVE A REPLY