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Nino Longobardi a Castel del Monte

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Nino Longobardi
Una delle opere di Nino Longobardi esposte nella mostra "Apparenze" a Castel del Monte

Castel del Monte ospita la mostra “Apparenze” di Nino Longobardi. Le sue scarne sculture invitano al confronto con la forza culturale di Federico II

Sono a Castel del Monte; nelle sale al piano terra del maniero è stata inaugurata Apparenze, una mostra di sculture dell’artista Nino Longobardi, in programma fino al 31 ottobre e voluta dal Polo Museale della Puglia  in collaborazione con Nova Apulia. La sintetica presentazione sia dell’artista sia del curatore, Achille Bonito Oliva, mi ha indotto a cercare la relazione filosofica che l’artista ha voluto attuare nei confronti di Federico II, il suo pensiero, l’interesse a conoscere ed indagare la natura, l’uomo, l’ambiente, studiando luoghi, architettura, paesaggio e gli animali del suo regno, trasmettendo la sua passione di attento ricercatore dei fenomeni naturali e dell’armonia che li circonda sulla terra.

Quando visito la mostra di Nino Longobardi, a Castel del Monte, alle 18,00 il sole è perpendicolare, con i suoi raggi, alla facciata del lato ovest, ogni giorno. Nessuna ombra è proiettata dalle due torri aggettanti che la chiudono. Questa precisione astronomica è la sintesi del pensiero di Federico II fattosi calcolo matematico e architettura, supportato dalla sua Corte. In questo luogo è stato creato un legame intimo tra l’architettura, il paesaggio, l’arte e la natura, caratteristica della sua cultura arabo-normanno-sveva.

Federico II e il paesaggio di Puglia

Ai fenomeni naturali egli dedicò tempo e attenzione supportato da una Corte ed un ambiente culturale vivacissimo e in Puglia fu agevolato dalla Piana della Capitanata e dalle colline dell’Alta Murgia. Il vento qui è padrone, crea cieli tersi e unici che gli permisero d’osservare, in tutte le stagioni, notti blu intense costellate di stelle.

A Corte si parlava latino, greco e arabo. Tre culture e tre idiomi che caratterizzarono l’assoluto splendore della sua cultura e del suo ambiente, dove circolavano le nuove teorie nei diversi ambiti del sapere, ospitando uomini di scienza, letterati, geografi, eruditi e filosofi; creando un’atmosfera culturale, che ben si conciliava con il suo piano politico.

Indipendenza intellettuale a corte

Questo punto di vista non lo distolse dall’attenzione particolare per i metodi sperimentali, suggeriti da un modo di concepire le scienze naturali fondate non solo sulla tradizione, intesa come conoscenza del passato, ma anche sulla diretta osservazione dei fenomeni e sulla loro costante verifica.

Questo punto di vista ha guidato gli studiosi laici della sua Corte verso l’indipendenza intellettuale vivendo una rinascita intellettuale e gli inizi di una significativa rivoluzione tecnica credendo, supposizione fondamentale per tutto il suo pensiero razionale, nella dignità e nella intelligibilità dell’uomo, della natura e del rapporto armonioso tra essi.

Federico II e la scienza

Era sensibile alle istanze della scienza, come a quella dell’architettura, dell’arte e della letteratura; non fu un caso che, alla sua Corte, ospitò Ibn-Idris, un’eccezionale scienziato e geografo e che dalla su corte iniziò a diffondersi il principio della circolarità della terra di Aristotele  tramite la traduzione di un trattato di Claudio Tolomeo che solo Federico capì essere alla base di tutta la scienza astronomica.

In Puglia volle fissare questa cultura, conoscenza, pensiero diffuso e condiviso, nelle pietre di uno suoi castelli, supportato da architettura, matematica e geometria, facendo costruire Castel del Monte: sintesi fisica degli studi astronomici.

Castel del Monte: la forma e la natura
Castel del Monte
Castel del monte illuminato dalla luce del sole alle ore 18

La trasposizione dell’astronomia nell’architettura, attraverso la geometria e la matematica, gli aprì uno scenario nuovo, ampio, immenso, cosmico, in cui l’architettura gli diede la possibilità di costruire un nuovo castello, modellato dalla luce dinamica dell’arco del sole e della luna. La forma, il paesaggio, la natura, l’arte, la tecnica, furono elementi fondamentali, per la sua composizione architettonica, unica nel suo genere che Fibonacci, uomo di Corte definì, con le sue tesi, il suo pensiero.

Nino Longobardi e le sue sculture

Nino Longobardi si confronta con Federico II, il suo pensiero attraverso le sue opere,. Esse, ancorché nude, scarne, quasi trasparenti, in confronto alla possenza delle mura ciclopiche, si presentano leggere e stimolano la mia immaginazione, riportandomi nella dimensione culturale appena descritta, avviandomi a pensieri legati alla letteratura e alla musica antica.

L’arte dunque, si nutre di arte, e abbandonandosi al tempo, tocca livelli sublimi di immaginazione che si trasformano in sculture sollecitando tutto ciò che l’immaginario personale di ognuno di noi possiede. Un territorio interiore vasto, che si amplifica e si implementa ogni volta che avviene un incontro con un’opera d’arte.

Esse, anche se mute, comunicano attraverso forme, ombre, colori, materia, simboli, numeri e segni voluti dall’artista che, per scelta, comunica attraverso le sue opere emozioni uniche. E queste emozioni solo un’opera d’arte, al cospetto di un visitatore attento, può elargirle, donando emozioni e avventure dello spirito; un viaggio sospeso e profondo all’interno di se stessi, per dialogare con l’essenza prima dell’uomo, della natura, del cosmo, dell’universo, in cui, da millenni l’uomo s’interroga.

Nino Longobardi, Apparenze, dal 26 aprile 2017 al 31 ottobre 2017; Andria, Castel del Monte. Orario: 1 Aprile – 30 Settembre Lunedì – Domenica 10.15 – 19.45 1 Ottobre – 31 Marzo Lunedì – Domenica 9.00 – 18.30. Telefono: +39 0883569997 – E-mail: pm-pug.casteldelmonte@beniculturali.it

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