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Ci sarebbe una discrasia – secondo l’avvocato , presidente dell’ – nella formulazione dell’art. 18, comma 8, legge 98/13, (conversione del ) entrata in vigore il 21 agosto scorso, che potrebbe portare a escludere dalla possibilità di attingere al fondo quegli istituti statali gestiti da enti locali che però hanno avuto in comodato gratuito gli immobili da enti religiosi e/o nei confronti di istituti religiosi.  Qualora fosse accertata, la norma in oggetto conterrebbe una inammissibile discriminazione rispetto a una fattispecie quale l’esposizione ad di bambini anche in tenerissima età. Come per il caso dell’Istituto Statale S.Giorgio di Barbianello (PV), ubicato in un locale di proprietà della parrocchia. La nella quale è stata segnalata la presenza di amianto è frequentata da bambini dai 3 ai 6 anni, i quali inconsapevolmente possono essere esposti alle fibre del cancerogeno.

È dello stesso avvocato Bonanni, l’iniziativa di scrivere al presidente del Consiglio on.le Enrico Letta e al ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca prof.ssa Maria Chiara Carrozza, per segnalare la necessità di disporre una proroga del termine del 15 settembre prossimo, entro il quale gli enti locali titolari di plessi scolastici con presenza di amianto possono inoltrare domanda per attingere ai fondi messi a disposizione dal Governo.

L’ONA – fa sapere Bonanni – sostiene l’iniziativa assunta dal parroco di Barbianello don Gianfranco Maggi, dai genitori e dalle istituzioni perché tutti i siti scolastici, senza alcuna distinzione, possano attingere ai fondi messi a disposizione dal governo, 150milioni di euro.

“È inaccettabile che bambini in tenerissima età siano inconsapevolmente esposti ad un cancerogeno come l’amianto – dichiara l’avv. Ezio Bonanni – solo perché frequentano degli istituti scolastici, come loro obbligo, e quindi costituisce un dovere, prima di tutto etico e morale, e poi giuridico, di disporre le bonifiche. In questi giorni abbiamo ricevuto centinaia di segnalazioni. Il caso più incredibile è successo a Roma, dove in seguito alla frequenza di un istituto scolastico è insorta una patologia purtroppo a esito infausto, del quale metteremo al corrente l’autorità giudiziaria e poi il caso di Barbianello, dove per un cavillo nella formulazione della legge, la scuola d’infanzia statale S. Giorgio rischia di non poter attingere ai fondi, perché lì il Comune ha avuto la struttura in comodato gratuito dalla Parrocchia e rimangono esposti all’amianto bambini dai 3 ai 6 anni. Non vorrei che ci fossero delle discriminazioni che sarebbero ancora più inaccettabili, attesa la pari dignità e la rilevanza della vita umana per tutti, senza distinzioni”.

Scritto da: Gianni Avvantaggiato

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