ILVA: Il Gip di Taranto ordina stop alla produzione

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Con una nuova ordinanza, il Gip del Tribunale di Taranto, (nella foto a fianco), ha ribadito che non è prevista “alcuna facoltà d’uso degli impianti a fini produttivi”. Il presidente dell’ Bruno Ferrante, per tutta risposta, ha convocato il consiglio di amministrazione e ha dato mandato ai propri legali di impugnare il provvedimento del Gip, notificato il 10 agosto 2012.

«Non è tecnicamente possibile produrre e al tempo stesso cambiare gli impianti adeguandoli alle migliori tecnologie – il commento di Alessandro Marescotti presidente di e Fabio Matacchiera del -. Non va dimenticato che la decisione della magistratura e’ volta a tutelare la salute dei cittadini e a salvare vite umane, proteggendo la sicurezza degli stessi lavoratori dell’Ilva attualmente esposti ad alti e inaccettabili rischi».

«La scelta di Ilva di impugnare la decisione del Gip è gravissima e dimostra che l’azienda è alla ricerca di una scorciatoia per evitare le prescrizioni della Procura e confermate dal Tribunale del riesame», ha commentato il presidente dei Verdi Angelo Bonelli.

«Credo che non corrisponda al comune sentimento di preoccupazione, lo stato di incertezza sul destino del’ILVA a causa dell’evoluzione delle vicende processuali – ha invece dichiarato il governatore della Puglia Nichi Vendola -. Se siamo cioè dinanzi ad un provvedimento irreversibile di spegnimento della fabbrica oppure se siamo invece di fronte a un percorso di prescrizioni da rispettare. È paradossale che un’intera città, e tutte le istituzioni dello Stato, non possano sapere se la soluzione di svolta ambientale ma insieme di salvezza dell’azienda risulti interdetta per via giudiziaria. Credo che la drammaticità del momento imponga a tutti gli attori di questa vicenda di dare un contributo di chiarezza e di responsabilità».

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One Response to ILVA: Il Gip di Taranto ordina stop alla produzione

  1. Felice Airoldi dicono:

    RIUSCIREMO MAI A METTERE IL RISPETTO DELLA DIGNITA’ UMANA DAVANTI ALL’EGEMONIA DEL GRANDE CAPITALE E DELLA GRANDE INDUSTRIA INQUINANTE?
    Sosteniamo Patrizia Todisco Gip di TARANTO, Donna, Combattente, Resistente.
    Quando si discute dello sviluppo di un Paese si discute esclusivamente del suo sviluppo economico, non culturale, sociale, ambientale. E questo è, di certo, un limite. Lo sviluppo complessivo di un Paese si riduce miseramente a cartina di tornasole della sua sola crescita economica come se questo fosse sufficiente ad innalzare gli standard di vita della popolazione e ad aumentare il benessere e la qualità della vita del cittadino. E’ condizione necessaria ma di certo non sufficiente.
    Se poi, la rincorsa sfrenata alla sola crescita economica, oltre che a deprimere la qualità della vita di sacche sempre più vaste di popolazione, ti dimentica riducendoti a vittima sacrificale di forme sempre più incisive di povertà, allora alla beffa c’è anche il danno.
    Quando si percepisce, quasi a pelle, la stanchezza nell’essere forzatamente imprigionati nella povertà e nella miseria della propria condizione sociale mentre intorno si dispiega sfacciatamente il graduale dissolvimento della solidarietà umana per colpa di una cultura di stampo liberista, ci si rende testimoni di una vera rassegnazione sociale e civile. Una lenta morte culturale che tiene il passo ad un degrado sociale ed economico decennale. Tutti rivendicano con rabbia la riconquista della propria dignità di essere umano.

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