Il sindaco di Bari Michele Emiliano ha incontrato nella sala consiliare di Palazzo di Città i sindaci dei comuni della provincia di Bari, il presidente regionale dell’ANCI Luigi Perrone, e il rappresentante dell’UPI Michele D’Innella per discutere sul tema “Istituzione delle città metropolitane: opportunità per i Comuni alla luce del decreto legge sulla spending review”, promosso dall’assessore alla Città metropolitana Filippo Barattolo.
È stata l’occasione per valutare gli effetti e le opportunità legate all’istituzione, a partire dal 1° gennaio 2014, della Città metropolitana di Bari. L’articolo 18 del decreto legge n.95 del 2012 non è stato ancora convertito in legge.
La conferenza metropolitana ha deciso di aggiornare i lavori a ottobre per cominciare l’iter tecnico per l’elaborazione dello statuto della città metropolitana. Al dibattito sono intervenuti l’assessore al Decentramento Mara Giampaolo, l’avvocato amministrativista Ignazio Lagrotta, la responsabile POS Città metropolitana e Decentramento del Comune di Bari Maria Cristina Di Pierro e il segretario generale del Comune di Bari Mario D’Amelio; hanno partecipato i presidenti delle circoscrizioni, consiglieri comunali e segretari di partito.
La nostra esigenza amministrativa, da sindaci, ha detto Emiliano, è in primo luogo quella di definire dal punto di vista giuridico che cosa significhi “potere di area vasta”; in moltissimi settori le scelte di un Comune ricadono anche sulla vita delle città limitrofe. «Per questo dobbiamo partire dalla definizione dei poteri d’area vasta, operazione che avrebbe potuto non coincidere con il processo di istituzione della città metropolitana. Ma la scelta del Governo è stata questa. Si tratta quindi di un lavoro durissimo dal punto di vista politico, in un momento come quello attuale tra i più difficili della storia per i Comuni italiani». Il sindaco di Bari ha proposto di organizzare nel mese di ottobre una giornata di studi «per cominciare a mettere in campo le opzioni che potrebbero essere di nostra competenza».


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Il Sindaco Emiliano rischia di far perdere alla città di Bari ed al suo hinterland maggiormente integrato un’occasione storica, che ha ben poco a che fare con la spending review. Il suo ostinato attaccamento ai confini veteromunicipali di Bari ha ragioni psicologiche nel fatto che si è impantanato a concepire con BA2015 una simil-provincia, non una metropoli sensu stricto. Se la smettesse di pensare a Gioia del Colle, Ruvo, Corato e altri centri distanti della Terra di Bari, potrebbe concentrarsi sulla coalescenza dei municipi limitrofi alla città, che condividono con essa problemi di igiene, di manutenzione, di sicurezza, di pianificazione. Solo in questo caso, scorporare l’attuale Bari in municipi veri e proporre il suffragio universale per il sindaco metropolitano sarebbero operazioni compatibili con il senso di appartenenza a Bari. Una famiglia di municipi integrati darebbe ai bitontini, ai molesi, ecc., la possibilità di conservare identità storico-geografico, ma consentirebbe nel contempo di completare una generosa e plurale “Greatest Bari”, vera aspirazione di una città che dal secolo scorso è cresciuta come altre hanno fatto solo in vari secoli. Non riconoscere questo significa costringere una Ferrari a correre come una Cinquecento.