Manifestazione, ieri mattina a Gela (CL), degli operai del petrolchimico ENI esposti all’amianto. In cinquecento, tra i quali rappresentanti dell’Osservatorio Nazionale Amianto arrivati da tutta la Sicilia, hanno fatto sentire il coro della protesta attraverso le vie della città contaminata dai veleni della raffineria, fino a piazza San Francesco dove sono diventati un migliaio, per un sit-in davanti al Palazzo di città, per sensibilizzare le istituzioni pubbliche perché impongano il ristabilimento della legalità. Infatti, l’ufficio Contarp (Consulenza Tecnica Accertamento Rischi e Prevenzione) dell’Inail sostiene, tutt’ora, che gli amministratori del petrolchimico abbiano rimosso tutto l’amianto nel sito di Gela tra il 1991 e il 1992 e, quindi, i lavoratori sarebbero rimasti esposti all’amianto fino a quella data, mentre, invece, non più di un mese fa, l’Autorità giudiziaria ha provveduto al sequestro di un’altra quantità di amianto. E, inoltre, lo stesso ente insiste con il riconoscere i benefici amianto solo fino al 1992.
Per questi motivi, l’avvocato Ezio Bonanni, che assiste gli operai del centro siciliano di desolforizzazione del petrolio, ha chiesto e ottenuto un’udienza con il giudice del lavoro dottor Laurino, cui ha chiesto di eseguire un sopralluogo al petrolchimico per verificare la presenza dell’amianto sul posto. Il giudice si è riservato. Quindi Bonanni ha incontrato il sostituto procuratore della Repubblica dottoressa Serafina Cannatà, incaricata della problematica amianto, la quale ha assicurato all’avvocato che l’attività investigativa è tutt’ora in corso, anche in relazione ai sequestri già effettuati.
Terminata la manifestazione, c’è stata poi un’assemblea cittadina a Palazzo Ducale, dove le parti hanno deciso di costituirsi nei processi penali e di far partire il risarcimento dei danni a tutti i cittadini tramite una class action. A causa delle emissioni insalubri di idrogeno solforato e di altri reflui che hanno fortemente inquinato acqua e cibi in città, Gela ha il triste primato di una delle prime città in Europa e prima in Italia di bambini nati con malformazioni: su 13.000 bambini nati dal 1991 al 2002, ben oltre 500 sono microcefali; una percentuale dieci volte maggiore alla media nazionale.
È stato deciso, quindi, su suggerimento dell’avvocato Bonanni, di costituire un comitato nazionale dell’ONA per la prevenzione e la tutela dei bambini nati con malformazioni. Si provvederà quindi alla verifica delle mutazioni genetiche anche nelle altre sedi di raffinerie nel Paese. È stato anche anticipato lo studio di un disegno di legge, per opera di parlamentari aderenti all’ONA, per creare un fondo per le vittime di malformazioni dovute ai mutageni contenuti nell’ambiente lavorativo e in quello circostante le raffinerie.


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