Un migliaio di parti civili nel processo Eternit, non si sono viste riconoscere i risarcimenti, a causa di una procedura processuale chiarita poi nelle settecento e passa pagine della motivazione della sentenza pronunciata dal giudice Giuseppe Casalbore, il 13 febbraio scorso. «Ciò non è frutto di errore – ha spiegato in una nota il presidente del Tribunale di Torino, Luciano Panzani, qualche giorno dopo, alle parti civili nel procedimento che non avevano sentito il proprio nome nel lungo elenco letto in aula – bensì conseguenza del tipo di patologia lamentata, non sempre correlata all’esposizione all’asbesto e, ancor più, dal fatto che il reato di omissione dolosa di cautele antinfortunistiche è stato dichiarato prescritto per tutti, e non solo per i siti di Napoli Bagnoli e Rubiera, per le malattie professionali manifestatesi prima del 13 agosto 1999». Ma proprio alla luce della motivazione della sentenza del Tribunale di Torino con la quale i signori Stephan Ernest Schmidheiny e Jean Louis De Cartier De Marchienne sono stati già condannati per le ipotesi di reato di cui agli artt. 434 e 437 c.p., l’avvocato Ezio Bonanni che assiste gli eredi del signor Resini Antonio, ammalato di asbestosi è deceduto nel 2006 per un tumore, ha depositato questa mattina una istanza, perché il Pubblico Ministero possa rivedere le carte processuali e poter, quindi, ipotizzare ulteriori reati, tra cui i reati contro la persona, rispetto ai quali le signore Claudia Resini Resini Rita nipoti del defunto Resini Antonio e la signora Adalgisa Biasutti, di moglie del Resini, anche per conto dell’Osservatorio Nazionale Amianto cui le eredi sono associate, hanno inteso sporgere una denuncia-querela. Il ricorso parte proprio dal contenuto della Sentenza, e dal fatto che il Tribunale ha ritenuto che i reati in oggetto siano distinti da quelli di omicidio e di lesioni; per cui è stato chiesto al Procuratore della Repubblica Raffaele Guariniello di valutare la possibilità di ipotizzare a carico degli imputati anche il reato di omicidio e per eventuale dolo.I reati di omicidio e di lesioni concorrono con quelli per i quali i due imputati sono stati condannati. Tecnicamente, l’avvocato Bonanni chiede che si possa valutare anche la possibilità di proporre impugnazione ad ogni effetto penale ex art. 572 c.p.p. avverso la Sentenza emessa dal Tribunale di Torino presieduto dal giudice Casalbore a febbraio. «La situazione del signor Resini – scrive l’avvocato Bonanni nella Richiesta di impugnazione ex art. 572 c.p.p. -, per il cui procedimento penale la vedova signora Biasutti ha esercitato l’azione civile sia per i danni iure proprio sia per i danni iure hereditario, non può essere dichiarata la prescrizione, anzi, alla luce delle argomentazioni della Sentenza, l’istante ha diritto ad ottenere il risarcimento di tutti i danni, sia sotto il profilo di cui alle fattispecie di cui all’art. 437 c.p. sia sotto il profilo di cui all’art. 434 c.p.».
Sentenza Eternit: ricorrono gli esclusi
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