Entro agosto 2012 è obbligatoria per i produttori italiani la certificazione della sostenibilità dei biocarburanti e dei bioliquidi che attesti il rispetto dei criteri del processo produttivo, consentendo di verificare la correttezza della composizione e l’effettiva riduzione di CO2. L’obbligatorietà è dettata dalla direttiva Red 2009/28 e necessaria per accedere agli incentivi di prossima definizione e poter beneficiare delle agevolazioni previste dalle regole transitorie definite nel regolamento stesso. L’Italia è al quarto posto in Europa per la produzione di biocombustibili, con una capacità produttiva nel 2011 di oltre 2milioni di tonnellate l’anno e un volume d’affari complessivo di circa 2miliardi di euro, secondo i dati dell’Unione produttori biocarburanti.
In Italia le attività di analisi, verifica e certificazione di biocarburanti e bioliquidi sono svolte da aziende come Bureau Veritas, il gruppo nato ad Anversa nel 1828 e attualmente con 140 sedi in tutto il mondo, e da SGS Italia, che ha ottenuto recentemente l’estensione dell’accreditamento per il sistema nazionale di certificazione della sostenibilità dei biocarburanti e bioliquidi per le categorie di produzione agricola; produzione di rifiuti e sottoprodotti e loro trasformazione-importazione e distribuzione.


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