Disastro colposo, omissione dolosa di cautele sul luogo di lavoro e omicidio colposo. Sono le accuse cui dovranno rispondere i vertici di Ilva-Italsider, rinviati a giudizio per la morte di quindici operai, che hanno lavorato all’Ilva fino al 1975 e deceduti tra il 2004 e il 2010 a causa della prolungata esposizione all’amianto. Così ha deciso il Giudice per l’udienza preliminare Giuseppe Tommasino (nella foto l’esterno del Tribunale di Taranto), nel procedimento dell’amianto killer nello stabilimento siderurgico di Taranto. I proprietari, dal 1995, Emilio e suo figlio Fabio Riva, insieme con altri ventisei tra ex dirigenti dell’Italsider e dirigenti dell’attuale Ilva, tra i quali l’attuale direttore dello stabilimento Luigi Capogrosso, Giorgio Zappa, direttore generale Finmeccanica dal 1988 al 1993 e Giorgio Benevento, Giambattista Spallanzani, Giovanni Gambardella, Sergio Noce, Mario Lupo, dovranno comparire il prossimo 3 ottobre dinanzi il giudice monocratico Massimo De Michele.
Secondo la pubblica accusa, gli imputati avrebbero omesso, nei rispettivi ruoli, di «adottare cautele necessarie a tutelare l’integrità fisica degli operai, di realizzare sistemi di abbattimento delle polveri-fibre contenenti amianto, di far eseguire in luoghi separati le lavorazioni a rischio amianto, unitamente ad altre adeguate misure di prevenzione ambientali e personali per ridurre la concentrazione e la diffusione delle polveri-fibre di amianto generatesi durante le lavorazioni». Contravvenendo «a specifica normativa a tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro», gli accusati avrebbero causato il «disastro costituito dall’insorgenza di malattie tumorali nei lavoratori dello stabilimento e, nello specifico, la conseguente morte dei lavoratori, tutti deceduti per aver contratto patologie correlabili con l’esposizione professionale all’amianto come il mesotelioma pleurico, il mesotelioma peritoneale e il carcinoma polmonare».
Nel processo, si sono costituiti parte civile contro i 29 imputati le associazioni di familiari delle vittime Osservatorio nazionale Amianto assistita dall’avvocato Cataldo Fornari e Contramianto assistita dall’avvocato Ezio Bonanni, l’Inail e la Fiom; delusione per la scelta della Regione Puglia di non costituirsi in giudizio. Il sospetto è che ci possa essere un accordo per salvaguardare i posti di lavoro.


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