Il trasferimento dell’acqua tra Puglia e Campania sarà possibile grazie ad un accordo siglato dall’assessore alle Opere pubbliche e Protezione civile della Regione Puglia Fabiano Amati e dall’assessore alle Politiche ambientali della Regione Campania Giovanni Romano.
L’intesa avrà validità sino alla sottoscrizione dell’accordo di programma unico per il trasferimento delle risorse idriche tra le regioni del Distretto Idrografico dell’Appennino Meridionale (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Molise e Puglia). L’obiettivo è garantire la sostenibilità tecnica, ambientale e socio-economica del trasferimento idrico, anche attraverso azioni di monitoraggio delle acque superficiali e sotterranee: il territorio del distretto, infatti, è caratterizzato da un complesso sistema idrogeologico naturale e rilevanti interconnessioni tra idro-strutture di raccolta e distribuzione che impongono una programmazione condivisa dell’utilizzo delle risorse.
Le Regioni del distretto dell’Appennino Meridionale, con l’approvazione del Piano di gestione delle acque nel febbraio del 2010, hanno avviato un percorso volto alla razionalizzazione delle risorse idriche e alla regolamentazione dei trasferimenti interregionali, sottoscrivendo un documento comune d’intenti volto a pianificare l’uso delle risorse in termini di equilibrio tra disponibilità e fabbisogno tra i diversi usi, contemperando le esigenze dei contesti ambientali e sociali su cui agiscono i prelievi, evitando le perdite , gli sprechi, gli abusi e i cattivi usi.
“E’ un importante passo – ha commentato Amati – che le Regioni del Mezzogiorno d’Italia compiono verso un governo unitario della risorsa idrica e verso una regolamentazione dei trasferimenti ispirata a criteri di equità, anche alla luce di una valutazione aggiornata e precisa dei fabbisogni idrici e delle disponibilità effettive delle singole Regioni. Quando avremo sottoscritto l’accordo unico ci troveremo di fronte ad una novità amministrativa e culturale che anche questo protocollo favorisce: avremo finalmente posto in soffitta l’idea che l’acqua possa produrre utilità economica al territorio amministrativo in cui sgorga o scorre, accogliendo il concetto che di proprietà di tutte le regioni sono, assieme e solo assieme, l’acqua e la sete, per cui a tutti spetta contribuire per preservare corsi d’acqua e sorgenti”.


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