Rinviati a giudizio i responsabili della Goodyear di Cisterna di Latina. L’accusa è di omicidio colposo e lesioni colpose. Stralciati gli altri imputati per la traduzione in inglese dell’avviso di chiusura indagini. Il dibattimento è stato fissato per il prossimo 15 novembre 2012.
Il GUP del Tribunale di Latina Nicola Iansiti, al termine della Camera di Consiglio, ha deciso questo pomeriggio per il rinvio a giudizio di Pierdonato Palusci, Antonio Corsi e Adalberto Muraglia, all’epoca dei fatti dirigenti della fabbrica di pneumatici di Cisterna di Latina. L’udienza dibattimentale è stata fissata per il 15 novembre prossimo alla presenza del giudice Lorenzo Ferri. L’accusa è, per tutti gli imputati, di omicidio colposo e lesioni colpose (artt. 41, 81, 589, 590 e 583 c.p.), per aver cagionato il decesso di decine e decine di lavoratori in seguito a neoplasie, per l’esposizione all’amianto e altri cancerogeni, utilizzati anche nel ciclo di produzione degli pneumatici. Il Giudice delle udienze preliminari ha accolto tutte le richieste delle parti civili, assistite dagli avvocati Ezio Bonanni, Cristiano Montemagno, Mario Battisti e Luigi Di Mambro.
«Si tratta di un altro importante passaggio nella battaglia di civiltà e di giustizia intrapresa dalle vittime e dai loro familiari già nell’anno 2000 – dichiara l’Avv. Ezio Bonanni – anche se purtroppo ci saranno ancora altri decessi, il tutto perché si è deciso di anteporre il profitto alla persona, e perché gli organi dello Stato non hanno interdetto queste condotte, anzi le hanno tollerate. Auspichiamo che il Procuratore della Repubblica di Latina decida di vagliare le richieste delle vittime di procedere per i reati di cui agli artt. 434 e 437 c.p., sulla base della Sentenza del Tribunale di Torino nel processo Eternit, culminata con la condanna degli imputati a 16 anni di reclusione, in accoglimento delle richieste formulate dal procuratore Raffaele Guariniello e dalle parti civili. L’Osservatorio Nazionale Amianto si costituirà parte civile in occasione dell’inizio del dibattimento e non è escluso che anche lo Stato e gli altri enti pubblici saranno chiamati in causa quali responsabili civili».


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