Si chiamano dehors e sono spazi esterni di pubblico esercizio. L’argomento è stato affrontato un convegno, durante il quale è stato tracciato il quadro della situazione sulle richieste di occupazione di suolo pubblico in alcune città: sono oltre 320 a Firenze, più di un centinaio a Bari ed innumerevoli a Roma dove da anni si conduce la battaglia contro il “tavolino selvaggio”. Nel capoluogo toscano, in particolare, dopo un concorso internazionale per il design dei dehors del centro storico, il Comune di Firenze si è confrontato con la Soprintendenza su diverse problematiche che hanno di fatto ridimensionato gli obiettivi iniziali. È stato anche siglato un protocollo d’intesa per suddividere il centro storico in diverse zone. E’ stato stabilito che i dehors, laddove ammessi, non possono essere realizzati con una copertura totale, devono garantire una certa distanza dagli edifici storici ed essere chiusi su tre lati.
Secondo Elio Sannicandro, assessore all’Urbanistica del Comune di Bari, “i temi affrontati negli ultimi anni a Bari sono gli stessi di Firenze, Napoli, Roma e di tante altre città italiane e spesso il rapporto tra amministratori e commercianti diventa aspro a causa delle vigenti norme di tutela dei centri storici affidate alla responsabilità delle Soprintendenze ai Beni storici, architettonici e paesaggistici”.
Con il recente “Codice dei Beni Culturali” è stata sancita la tutela paesaggistica anche per piazze, strade e spazi pubblici. Ogni intervento, quindi, deve essere progettato con sensibilità e attenzione nel rispetto del contesto storico ed architettonico. In vari centri storici, in tal senso, i progetti di arredo urbano sono affidati ad architetti specializzati nel restauro in grado di discernere materiali, forme, dimensioni e modalità di intervento in relazione al contesto ed agli obiettivi di tutela e valorizzazione.
Da qui, secondo Sannicandro, nasce l’esigenza di “stabilire linee guida e criteri progettuali di cui potrebbe farsi carico il Ministero dei Beni Culturali insieme all’Anci. E’ indispensabile studiare una progettazione di contesto che tenga conto del luogo in cui si opera e del numero di esercizi commerciali prospicienti la piazza”. Tale proposta è stata accolta con interesse dai partecipanti. Su questo aspetto si è giunti ad un accordo con il direttore generale del ministero per i Beni culturali affinché sia avviato al più presto un tavolo nazionale su queste tematiche strategiche per lo sviluppo economico e turistico delle città italiane.


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