Il fenomeno del manifesto selvaggio a Trani

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Le a sono “azzerate” dalle . Nella competizione per un posto sullo scranno comunale, infatti, accade che i manifesti di decine di candidati imbrattino i muri ed i volantini elettorali siano buttati per strada e sporchino la città. Il risultato? I aumentano in campagna elettorale e nulla serve la stampa su carta riciclata se poi quel “santino” finisce in discarica. Il territorio – fa osservare il – si difende perseguendo l’obiettivo “rifiuti zero” quale fattore di , riducendo entro il 2020 almeno la produzione dei rifiuti solidi urbani ed assimilati.

Secondo il Wwf Puglia, le candidature sono ambientaliste oppure hanno a cuore l’ambiente, se promuovono l’architettura biologica, l’adozione di sistemi d’illuminazione ad alta efficienza, l’introduzione nelle gare e negli appalti di specifiche di efficienza per gli acquisti degli enti pubblici, il recupero e valorizzazione dei residui agroforestali a fini energetici, l’adozione di regolamenti edilizi che prevedano l’obbligatorietà dell’uso delle energie rinnovabili nei nuovi edifici ed in casi di ristrutturazione. Altri temi sono la lotta al bracconaggio, tutela della biodiversità, salvaguardia delle specie in estinzione.

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