Non si arresterà lo sviluppo del fotovoltaico. Il Ddl sulle liberalizzazioni, infatti, permetterà di continuare a realizzare i progetti in corso. Così il presidente delle Industrie fotovoltaiche italiane (Ifi), Alessandro Cremonesi, commenta in maniera positiva il provvedimento, prendendo atto con favore dello stralcio dell’articolo 65, voluto dalla commissione Industria del Senato.
“E’ il risultato – afferma – di una collaborazione virtuosa tra politica e associazioni del settore che hanno saputo mettere in evidenza il danno economico e l’incongruenza di una norma che aveva un inaccettabile valore retroattivo. Ora gli impianti fotovoltaici in costruzione sui terreni agricoli possono tornare ad accedere al conto energia. Questo consentirà di portare a termine i progetti avviati che avevano subito un stop con ingenti danni per chi aveva già sostenuto gli investimenti”.
Con oltre 120 milioni di euro di investimenti già effettuati e 80 milioni di investimenti previsti nei prossimi due anni, 700 MW di moduli prodotti nel 2010, il Comitato IFI annovera fra i soci fondatori le principali aziende italiane produttrici di celle e moduli fotovoltaici che rappresentano oltre l’80% della produzione nazionale. I soci del Comitato IFI: Azimut, Brandoni Solare, Cappello Alluminio, Eclipse Italia, Energyglass, Energica, Ferrania Solis, Marcegaglia Buildtech, MX Group, Renergies Italia, Solarday, Solsonica, Spsistem, Torrisolare,Vipiemmesolar, Xgroup.


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Articolo 65 Liberalizzazioni votato in Senato il 1 marzo
Le contorsioni della Politica Italiana:In controtendenza a liberalizzare i nostri Senatur ricreano Monopolio nel favorire il Demanio Militare, ovvero “immense praterie” e ghiottonerie per le grandi lobby.
In merito mi sorprende il silenzio delle Associazioni di Categoria e, in modo particolare, la grande quiete dei cosiddetti Ambientalisti, protettori della flora e fauna. Probabilmente li hanno sedati o concesso “contentini”.
Mentre per gli impianti fotovoltaici già autorizzati,attraverso la giungla burocratica italiana, e/o in corso di costruzione e/o completamento vengono concessi 60 giorni, vale a dire “sbarazziamocene” e fottiamocene se mettiamo in fallimento giovani tecnici che hanno cercato di costruirsi dei propri spazi di VITA.
E’ urgente informare i politici preposti a modificare, prima della votazione finale, il comma in questione, concedendo , per il completamento e messa in esercizio degli impianti, un periodo di ameno cinque/sei mesi.
Un vero padrone concede anche un ossicino al proprio cane, diversamente chi mangia a gran boccone, prima o poi, o schiatta o s’affoga.
Buona riflessione e aggiustate il tiro.
Art. 65 votato in senato il 1 marzo scorso: Considerazioni e commenti. (corretto)
a) Viene introdotto il Demanio Militare: apertura alle grandi lobby:
b) Possono essere costruiti e messi in esercizio “entro 180 giorni” gli impianti approvati entro la data di entrata in vigore del Decreto, rispettando le condizioni di cui ai commi 4 e 5 dell’art. 10 del D.L. 3 marzo 2011;
c) Devono essere messi in esercizio “entro 60 giorni” gli impianti inferiori ad 1 MW rispettevoli del comma 6 dell’art. 10 del D.L. 3 marzo 2011.
Considerazioni:
d) Si introduce un nuovo Monopolio: il Demanio Militare
e) In controtendenza si riaprono le grandi lottizzazioni in favore esclusivo delle grandi lobby;
f) Moltissimi impianti inferiori ad 1 MW gestiti da modesti imprenditori e giovani tecnici in 60 giorni non avranno possibilità di essere messi in esercizio (considerando i tempi di ENEL per allaccio e collaudo).
I tempi da concedere non dovrebbero essere inferiori a 6 mesi
g) Paradossalmente, che gli impianti superiori ad 1 MW potrebbero essere realizzati in condizioni di cui al comma 5 dell’art. 10 del D.L. 3 marzo 2011;
h) Stupisce il silenzio delle associazioni Ambientaliste nei confronti della new entry Demanio.
Articolo 65 Liberalizzazioni votato in Senato il 1 marzo (INTEGRATO)
Le contorsioni della Politica Italiana.
In controtendenza a liberalizzare i nostri Senatur ricreano Monopolio nel favorire il Demanio Militare, ovvero “immense praterie” e ghiottonerie per le grandi lobby.
Mentre per gli impianti fotovoltaici già autorizzati inferiori ad 1 MW,attraverso la giungla burocratica italiana, e/o in corso di costruzione e/o completamento vengono concessi 60 giorni, vale a dire “sbarazziamocene” e fottiamocene se mettiamo in fallimento giovani tecnici che hanno cercato di costruirsi dei propri spazi di VITA.
Ovviamente contravvenendo e cambiando continuamente le regole e norme già approvate in precedenza. Sembra spostare in avanti continuamente la linea del traguardo e sfiancare i concorrenti prima dell’arrivo. Filosofia a parte: CHI PAGA I NOSTRI DANNI
E’ urgente informare i politici preposti a modificare, prima della votazione finale, il comma in questione, concedendo , per il completamento e messa in esercizio degli impianti, un periodo di ameno cinque/sei mesi.
Inoltre, diversamente e stranamente, sembrerebbe che gli impianti superiori ad 1 MW potrebbero essere costruiti in tempi e modi non definiti o comprensibili (?)
Buona riflessione e cari Parlamentari modificate alla Camera.
Metteteci nelle normali condizioni di operare, dandoci il giusto tempo di procedere. Fate una moratoria/sanatoria per tutte le Autorizzazione uniche già concesse, regolari e rispettevoli delle norme territoriali, concedendo il periodo di 6 (sei) mesi per tutti, definitivo e senza ulteriori proroghe.
IN SINTESI
a) Viene introdotto il Demanio Militare: apertura alle grandi lobby:
b) Possono essere costruiti e messi in esercizio “entro 180 giorni” gli impianti approvati entro la data di entrata in vigore del Decreto, rispettando le condizioni di cui ai commi 4 e 5 dell’art. 10 del D.L. 3 marzo 2011. In controtendenza si riaprono le grandi lottizzazioni in favore esclusivo delle grandi lobby;
c) Devono essere messi in esercizio “entro 60 giorni” gli impianti inferiori ad 1 MW rispettevoli del comma 6 dell’art. 10 del D.L. 3 marzo 2011. Moltissimi impianti inferiori ad 1 MW gestiti da modesti imprenditori e giovani tecnici in 60 giorni non avranno possibilità di essere messi in esercizio (considerando i tempi di ENEL per allaccio e collaudo), se l’art. 65 non verrà modificato alla Camera.
P.S. – UN PLAUSO E RINGRAZIAMENTO A LEGAMBIENTE. DIVERSAMENTE, DALLA POLITICA NON SI SCORGE NESSUN SEGNALE PROPOSITIVO O A FAVORE.
UN RINGRAZIAMENTO A VOI , CONCESSIONARI DEI BLOG, CHE DATE SPAZIO ALLE NOSTRE VOCI, INTERPELLATE E TRASFERITE AI NOSTRI POLITICI. ALTRIMENTI SONO E RESTERANNO SEMPRE SOLO PAROLE E LA POLITICA DEL NON “FAR FARE” AI NOI NORMALI E MODESTI IMPRENDITORI.
Monti giovedì in commissione Camera su dl liberalizzazioni
(ANSA) – ROMA, 12 MAR – Il presidente del Consiglio Mario Monti giovedi’ pomeriggio alle 17.30 e’ atteso, cosi’ come si legge sul sito del governo, in commissione Finanze della Camera dove e’ prevista la riunione congiunta con la commissione Attivita’ produttive per l’esame del decreto legge liberalizzazioni.