Piattaforma petrolifera Shell bloccata da attivisti di Greenpeace

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Una della è stata bloccata nel porto di Taranki, in Nuova Zelanda, da attivisti di . La era diretta in Alaska dove sono in programma attività di ricerca di idrocarburi che minaccerebbero l’ecosistema marino e le coste. Insieme con gli attivisti di Greenpeace Nuova Zelanda, l’attrice , la principessa guerriera delle serie TV, che, salita a bordo della nave ha scalato la torre di trivellazione equipaggiata per resistere a oltranza.

“Siamo entrati in azione per fermare la Shell e impedirle di perforare in Artico, dove uno sversamento di , impossibile da contenere, distruggerebbe un ecosistema fragilissimo – afferma Nathan Argent di Greenpeace Nuova Zelanda – La Shell deve lasciare la Noble Discoverer in porto; altrimenti l’Alaska rischierebbe una catastrofe peggiore di quella della nel “.

Le riserve stimate in Artico sarebbero sufficienti a soddisfare solo tre anni degli attuali consumi globali di petrolio.

“Dobbiamo ridurre la dipendenza dal petrolio – sottolinea Andrea Boraschi, responsabile campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia – anche per proteggere i mari italiani, continuamente minacciati dalla lobby dell’oro nero. La stessa Shell ha da tempo progetti di ricerca nel canale di Sicilia. Un disastro nel Mediterraneo avrebbe conseguenze devastanti tanto da un punto di vista ambientale quanto economico, con impatti incalcolabili sulla pesca e sul turismo”.

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