Dilma, salva l’Amazzonia!

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Attivisti di hanno visitato le ambasciate brasiliane di quattordici città del mondo per consegnare il messaggio: “Dilma, salva l’. Non distruggere il Codice Forestale”. L’appello è stato recapitato a Piazza Navona, a Roma, in contemporanea con Parigi, Washington DC, Berna, Londra, Città del Messico, Berlino, Oslo, Amsterdam, Copenhagen, Bruxelles, Helsinki, Stoccolma e l’Aia. Un disegno di legge che modifica il Codice Forestale è alla Camera per essere approvato. “Ridurre la in Amazzonia dell’80percento entro il 2020 e fare del un capofila nella lotta ai cambiamenti climatici attraverso la lotta alla deforestazione”, è una promessa, elettorale, che la Presidente Dilma Rouseff rischia di non poter mantenere dovesse poi firmare il provvedimento.

Il testo contiene disposizioni che mettono a rischio la salvaguardia dell’Amazzonia, a favore delle potenti lobby del settore agricolo e zootecnico «che hanno il pieno controllo della Camera dei Deputati in Brasile ed è chiaro che il Congresso è pronto ad approvare un Codice Forestale che favorisce le motoseghe» denuncia Chiara Campione, responsabile della campagna Foreste di Greenpeace Italia.

Secondo gli scienziati brasiliani il nuovo Codice Forestale metterebbe in pericolo 47milioni di ettari di foresta, quando, invece, dimostrano che più di 60milioni di ettari di foresta già sventrata e di suoli non utilizzati sarebbero già sufficienti per aumentare la produzione di cibo e garantire la crescita e lo sviluppo del settore agricolo brasiliano.

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