In materia venatoria il parere Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) è vincolante. A stabilirlo è la Commissione Europea, che riconosce così l’autorevolezza dell’Istituto e spiega il perchè delle condanne all’Italia: i pareri Ispra sono stati finora «sistematicamente ignorati dalle autorità regionali». Bruxelles perciò fa sapere, in una missiva indirizzata al Bel Paese, di ritenere che «per le Regioni italiane seguire i pareri Ispra sia un ottimo modo per evitare possibili problemi nell’applicazione della Direttiva Uccelli». Soddisfazione arriva intanto dal senatore Pd Roberto Della Seta, capogruppo in Commissione Ambiente: «Mi auguro che le Regioni italiane si adeguino, ponendo fine all’attuale intollerabile giungla normativa che impedisce un’omogenea ed efficace tutela della fauna», commenta il senatore e aggiunge: «Non è accettabile che le Regioni, cedendo alle pressioni di pochi, calpestino questo principio decidendo calendari venatori e deroghe ai tempi e alle specie cacciabili in palese contrasto con le esigenze superiori di tutela faunistica».
Caccia: Ue bacchetta Italia
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