Beccato tombarolo con reperti del IV – III secolo a. C.

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Brillante operazione della a tutela del . Colto sul fatto e denunciato un in Via Marche a Taranto. I militari del nucleo di Polizia Tributaria del comando provinciale della Guardia di finanza di Taranto, nella notte scorsa hanno fermato un ancora intento a dissotterrare   da una tomba. Giorni addietro operai dell’Acquedotto Pugliese nel corso di interventi sulla rete idrica hanno scoperto tre sepolcri. All’interno di uno di questi che risale al IV – III secolo avanti Cristo, gli archeologi della soprintendenza hanno rinvenuto un corredo funerario intatto e in ottimo stato. Nel timore, più che giustificato, che l’importante ritrovamento destasse interesse da parte di trafficanti e collezionisti di , i militari della Guardia di Finanza, agli ordini del colonnello Salvatore Paiano, hanno intrapreso un’attività di monitoraggio del sito.

L’appostamento è stato premiato perché un tombarolo del posto, attirato dalla possibilità di mettere a segno un colpo redditizio, è stato beccato in flagranza di reato, mentre, arnesi del mestiere alla mano, cercava di fare incetta dei suddetti reperti. L’uomo, già gravato da precedenti specifici, è stato denunciato alla locale autorità giudiziaria per violazione dell’art. 124 del decreto legislativo nr. 490/99 (testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali).

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