Aumenta a dismisura il consumo di suolo e ogni anno 10mila ettari di territorio scompaiono sotto il cemento nelle sole Lombardia, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Sardegna. Questi i dati ad emergere nel Rapporto 2011 sul Consumo di Suolo (INU edizioni) promosso da Legambiente, grazie ad un progetto di ricerca portato avanti con la collaborazione scientifica del Dipartimento di Architettura e Pianificazione del Politecnico di Milano e sostenuto da Fondazione Cariplo. Della porzione di suolo soggetta ad edificazione ben 5mila ettari sono ambienti naturali e coperti da vegetazione spontanea. Un dato che riguarda soprattutto la Sardegna, dove gran parte dei nuovi edifici sorge su aree coperte da vegetazione mediterranea e in misura minore le province pedemontane dell’ovest Lombardia, che subiscono la perdita di preziose foreste collinari e di pianura.
Il consumo di suolo produce una vera e propria patologia del territorio, tale da minacciare le risorse agricole e di biodiversità che, oltre ad essere un importante bene comune, rappresentano un fattore competitivo nel rapporto con altri Paesi europei. Inoltre la rapida urbanizzazione in aree a basso costo d’acquisto provoca una generale condizione di insostenibilità con aumento del traffico motorizzato individuale e mancanza di spazio pubblico. Per maggiori informazioni, visitare il sito: www.consumosuolo.org.


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