Greenpeace: «Il Giappone deve dire la verità»

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Riscontrati livelli di fino a 10 micro Sievert per ora (µS/h) nel villaggio di Iitate, a 40 km a nord-ovest della centrale di . Il limite per la dose annua è di 1000 µS/h che viene superato, vivendo in quest’area, in circa cinque giorni. A monitorare la situazione è intervenuta la squadra di radioprotezione di . Il villaggio dista 20 km dalla zona ufficiale di evacuazione ma qui nessuna misura precauzionale è stata presa.

«Le autorità giapponesi sanno perfettamente che qui la radioattività è così alta ma non fanno niente per proteggere gli abitanti né per informarli dei rischi che corrono – afferma Jan van de Putte, esperto di radioprotezione della squadra di Greenpeace – Stare a Iitate non è sicuro, specialmente per i bambini e le donne in attesa: qui si accumula una dose pericolosa di radiazioni in pochi giorni. E, se si aggiunge la contaminazione da ingestione e inalazione, i rischi sono ancora più alti».

Minata è la credibilità del Governo giapponese mentre intanto si apprende la notizia che il Primo Ministro sapeva del rischio di fusione del nocciolo dal primo giorno dell’incidente ma ha autorizzato lo scarico di vapore dal reattore solo due giorni dopo, aumentando probabilmente i danni al combustibile e al sistema di raffreddamento.

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