Situazione stazionaria per lo stato ambientale della città di Bari, con presenza di polveri sottili al di sotto della media al centro e con livelli più alti nelle vie esterne e trafficate. É invece l’inquinamento acustico ad essere sopra i limiti di legge, soprattutto a causa dei decibel registrati nelle ore notturne e per l’assenza del piano di zonizzazione previsto dalla legge. Questo il quadro emerso dalle analisi compiute dal Treno Verde, la campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato, che ha fatto tappa nei giorni scorsi a Bari e ne ha verificato il grado di inquinamento atmosferico.
Le analisi sono state condotte per un totale di 62 ore di monitoraggio, effettuato dal laboratorio mobile dell’Istituto Sperimentale di RFI (Rete Ferroviaria Italiana). «Siamo soddisfatti del quadro rassicurante che emerge dai tre giorni di monitoraggio a Bari – ha dichiarato Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia – ma questi dati non devono disimpegnare l’Amministrazione Comunale a fare di più e meglio per le aree ancora trafficate e inquinate della città, come ha dimostrato il rilevamento orario su via Capruzzi, via Amendola e via Giulio Petroni. Servono ulteriori interventi strutturali come l’aumento delle zone a traffico limitato e l’ampliamento dell’estensione delle isole pedonali e delle piste ciclabili».


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