La centrale termoelettrica Enel di Porto Tolle, in provincia di Rovigo, sarà ufficialmente riconvertita a carbone. A confermarlo, la pubblicazione del decreto da parte del Ministero dello Sviluppo Economico che dà il via libera alla conversione a carbone della centrale. «É una mera follia – dichiara WWF Italia – non solo dal punto di vista ambientale, ma anche da quello energetico ed economico».
La critica degli ambientalisti giunge sulla base di un dato ormai certo: a livello mondiale il ruolo del carbone è in progressivo declino, specie nei Paesi già industrializzati. «Perché l’Italia, in presenza di un surplus di gas a livello mondiale scelga il carbone sarebbe un mistero, se non fosse spiegabile con dinamiche tra l’Enel e altre compagnie – denuncia WWF – Perché il Governo italiano lo consenta, a fronte di una gestione delle emissioni di CO2 inesistente, in un Paese che ha affrontato gli impegni di Kyoto senza uno straccio di piano credibile, non è invece comprensibile e accettabile».
Interrogativi vengono posti anche alla stessa Regione Veneto che non si è opposta alla riconversione a carbone, potenziale minaccia sia per la salute dei cittadini che per attività economiche importanti come l’agricoltura: il carbone è infatti la maggiore fonte di inquinamento da mercurio, un serio pericolo per il settore.


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