Italia richiamata da UE per norme inquinamento

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La ha deferito alla l’, insieme a Cipro, Portogallo e Spagna per «il mancato rispetto delle norme dell’Ue» in tema di inquinamento. I quattro paesi sono stati richiamati in quanto «non hanno finora affrontato in modo efficace il problema delle emissioni eccessive di ». La impone agli Stati membri di limitare l’esposizione dei cittadini alle microparticelle del Pm10 – sigla che identifica polveri, fumo, microgocce di sostanze liquide in sospensione nell’atmosfera sotto forma di particelle microscopiche. La legislazione europea stabilisce valori limite a cui gli Stati membri dovevano conformarsi entro il 2005: 40 microgrammi al metro cubo è la concentrazione annua massima, mentre quella quotidiana è pari a 50 microgrammi al metro cubo. Tali valori non devono essere oltrepassati oltre le 35 volte in un anno di calendario. Tuttavia in Italia, dall’entrata in vigore della normativa nel 2005, i valori limite per il PM10 non sono stati rispettati.

Arriva severo il monito di : «Nonostante i ripetuti allarmi e le annuali segnalazioni di sull’emergenza polveri, – ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza – il Governo italiano si è ben guardato dall’agire con un piano nazionale di interventi concreti mirati al miglioramento della viabilità generale e del trasporto pubblico in particolare. Ora pagheremo due volte. Con i nostri polmoni e con il nostro portafoglio . La multa europea sarà, infatti, ben superiore al risparmio previsto dai tagli indiscriminati di Tremonti all’ambiente e alle politiche di disinquinamento e ci toccherà pagare con le nostre tasche».

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