La Commissione europea ha deferito alla Corte di Giustizia europea l’Italia, insieme a Cipro, Portogallo e Spagna per «il mancato rispetto delle norme dell’Ue» in tema di inquinamento. I quattro paesi sono stati richiamati in quanto «non hanno finora affrontato in modo efficace il problema delle emissioni eccessive di Pm10». La direttiva europea 2008/50 impone agli Stati membri di limitare l’esposizione dei cittadini alle microparticelle del Pm10 – sigla che identifica polveri, fumo, microgocce di sostanze liquide in sospensione nell’atmosfera sotto forma di particelle microscopiche. La legislazione europea stabilisce valori limite a cui gli Stati membri dovevano conformarsi entro il 2005: 40 microgrammi al metro cubo è la concentrazione annua massima, mentre quella quotidiana è pari a 50 microgrammi al metro cubo. Tali valori non devono essere oltrepassati oltre le 35 volte in un anno di calendario. Tuttavia in Italia, dall’entrata in vigore della normativa nel 2005, i valori limite per il PM10 non sono stati rispettati.
Arriva severo il monito di Legambiente: «Nonostante i ripetuti allarmi e le annuali segnalazioni di Legambiente sull’emergenza polveri, – ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza – il Governo italiano si è ben guardato dall’agire con un piano nazionale di interventi concreti mirati al miglioramento della viabilità generale e del trasporto pubblico in particolare. Ora pagheremo due volte. Con i nostri polmoni e con il nostro portafoglio . La multa europea sarà, infatti, ben superiore al risparmio previsto dai tagli indiscriminati di Tremonti all’ambiente e alle politiche di disinquinamento e ci toccherà pagare con le nostre tasche».


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