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Motul Onirika 2853, una moto in beneficenza

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motul onirika 2853

Il 9 febbraio a Parigi Motul metterà in vendita la sua opera d’arte Motul Onirika 2853. I proventi andranno alla fondazione Motul Corazón per progetti in Burkina Faso

Una moto da sogno, e infatti il suo nome non poteva che ricordare il sogno segreto di tutti i centauri e non: per questo si chiama Onirika, anzi Motul Onirika 2853. Ma che significa questo nome? E perché parlare di questa moto? Cominciamo da quest’ultima domanda. Il prossimo 9 febbraio a Parigi la Casa d’Aste Bonhams batterà ad un prezzo tra i 25mila e i 30mila euro la moto Motul Onirika 2853 durante il prestigioso evento Les Grandes Marques du Monde au Grand Palais. A metterla in vendita la sua proprietaria, la multinazionale francese Motul. E fin qui niente di strano. Se non fosse che il ricavato della vendita andrà a finanziare una scuola di formazione professionale in meccanica/riparazione di motociclette a Ouagadougou, capitale del Burkina Faso.

La moto

Motul Onirika 2853
Un dettaglio di Motul onirika 2853

Ispirata da innumerevoli dettagli, citazioni, forme d’arte e tecnologie, Motul Onirika 2853 è un’opera d’arte creata dall’atelier italiano Officine GPDesign di Luca Pozzato su base MV Agusta Brutale 800.  Il termine “Onirika” è la rappresentazione di un sogno, e dal numero 1853, anno di fondazione dell’azienda, si passa direttamente al 2853 facendo un salto di un millennio. Un ideale passaggio temporale che, da una parte condensa in un’idea lo sviluppo tecnologico, e dall’altra mantiene inalterati i valori che hanno fatto la storia di Motul.

Motul Onirika 2853 è stata sviluppata utilizzando particolari realizzati su misura come il serbatoio in alluminio lavorato a mano e rivestito con la tecnica della cubicatura. Intrigante il suo colore grigio ghisa, così come il tappo del serbatoio a forma di ingranaggio o il fanale posteriore a Led, che ricorda piccole gocce d’olio. L’accensione, infine, avviene mediante riconoscimento dell’impronta digitale.

Dopo il suo esordio nel 2016 al salone Motor Bike Expo di Verona, era naturale che un capolavoro su due ruote come Motul Onirika 2853 venisse esposta ai più importanti appuntamenti internazionali come il WorldSBK di Imola, le tappe della MotoGP in Francia e Olanda,  la 24 ore di Le Mans, solo per citarne alcuni, per fare di nuovo tappa lo scorso gennaio al Motor Bike Expo e concludere il  suo tour il 9 febbraio a Parigi con l’asta, da dove inizierà il suo nuovo viaggio. Il suo nuovo acquirente deciderà se fa tornaste Motul 2853 su strada (attualmente il modello non è marciante).

Due parole su Motul

Motul è un gruppo multinazionale francese fondato a New York nel 1853. Presente in oltre 85 Paesi, compresa l’Italia, ha la sede principale ad Aubervilliers, vicino a Parigi. Il suo core business è la produzione di lubrificanti per i motori di serie e da competizione di automobili, motociclette e altri veicoli, con uno sguardo al rispetto delle politiche ambientali: è del 1971 il  primo olio sintetico a base di Estere. Negli anni successivi sono stati prodotti lubrificanti dalle elevate prestazioni sempre utilizzando additivi di origine vegetale e non derivati dal petrolio capaci di diminuire la fumosità e i depositi come richiesto dalle normative specifiche JASO e ISO. All’attivo c’è anche una linea di prodotti ecocompatibili con una biodegradabilità almeno dell’80% .Le scelte di Motul in ambito ambientale hanno portato l’azienda a scegliere imballi in plastica e metallo completamente riciclabili.

Il progetto

Ricerca e innovazione non significano solo motori più potenti o  scelte ecocompatibili, ma anche  soluzioni che possano migliorare il nostro futuro attraverso l’ l’impegno sociale. E per Motul il futuro è in Africa, perché   l’azienda donerà tutti i proventi della vendita della moto Onirika 2853 alla fondazione Motul Corazón, nata nel 2011 sotto l’egida della Fondation de France, associazione benefica attiva a livello internazionale. Motul Corazòn è un ente senza fini di lucro che si pone come scopo quello di migliorare costruttivamente il futuro di giovani generazioni vittime di disagi sociali, anche attraverso la formazione professionale.

motul
I ragazzi dell’officina meccanica di Ouagadugu seguiti da Motul Corazòn e da Bambini nel Deserto al lavoro

Infatti nel 2013 Motul Italia entra in contatto con l’Associazione ONG Bambini nel Deserto, che presenta il progetto Garage Italia, un progetto che si pone l’obiettivo di creare in Burkina Faso una scuola di formazione professionale in meccanica/riparazione di motociclette per dare la possibilità a ragazzi socialmente vulnerabili dei quartieri più disagiati una prospettiva professionale. L’incontro tra Motul Italia e Bambini nel Deserto è un vero e proprio colpo si fulmine e attraverso il progetto Garage Italia offre una possibile soluzione a una delle problematiche che caratterizzano i quartieri più disagiati delle capitali dei Paesi in via di sviluppo dell’Africa. Una problematica, scoperta attraverso indagini sul campo, che colpisce i giovani tra i 15 e i 16 anni e impedisce loro di accedere al mondo del lavoro con una qualifica. Il Burkina Faso è stato scelto in quanto Bambini nel Deserto era già presente nel paese con diversi progetti realizzati o in fase di sviluppo. Quanto all’attività prevista, è emerso da un’indagine da parte delle istituzioni locali che il mestiere più ambito, dopo quello del calciatore professionista, è quella del meccanico; risposta più che naturale per i ragazzi delle capitali dei paesi dell’Africa subsahariana dove la quantità di motoveicoli circolanti è seconda solo a quella di India e Cina.

Ecco allora la proposta che proprio la vendita di Motul Onirika 2853 andrà a finanziare: un Centro di Formazione Professionale in Meccanica – Riparazione di Motoveicoli da installarsi a Ouagadougou, capitale del Burkina Faso, dove Bambini nel Deserto interviene dal 2003 ed è tuttora al lavoro. Lì oltre a formare i giovani, gli operatori del progetto gestiscono l’officina della scuola aperta al pubblico. I ragazzi che vi lavorano non hanno ricevuto denaro; i fondi raccolti in questi anni sono andati a finire in libretti di risparmio personali da consegnare ai ragazzi alla fine del corso.

Questo tipo di progetto è replicabile in altri centri d’accoglienza dell’infanzia del Burkina Faso, del Niger, del Mali, della Costa d’Avorio e del Senegal. Parallelamente questo tipo di progetto è replicabile anche in altre realtà, non collegate a dei centri d’accoglienza dell’infanzia ma in qualsiasi cittadina di almeno 80mila abitanti posta su una strada asfaltata o nei pressi (1km.) da questa. Il rombo di una moto da sogno  si confonde col rombo di una motoretta che solca le strade dell’Africa.

 

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