Musica come terapia, musica come relax, musica come valvola di sfogo… musica come canale privilegiato e più diretto per mandare un messaggio. Sicuramente fa parte di quest’ultima categoria No O.G.M. La Terra è nostra!, l’ultima canzone di Luca Bassanese.
Luca Bassanese, arte al servizio dell’ambiente – Spendiamo qualche parola per spiegare ai più chi è Luca Bassanese: attore, scrittore, musicista e cantastorie, il 39enne nativo di Vicenza si definisce sulla proprio pagina web «un artista molto attivo nel sociale, in sintonia con i movimenti ambientalisti e di impegno civile». Benché non siano tantissimi quegli artisti che si fanno portavoce di un certo tipo di messaggio che può essere sociale piuttosto che ambientale, è altresì vero che Bassanese (sul sito tutte le notizie biografiche e artistiche) ne è uno degli exempla meglio riusciti, e la canzone citata ad inizio articolo non fa che ribadire, confermare questa sua inclinazione.
Una ballata contro il cattivo utilizzo della terra – Realizzata con la preziosissima collaborazione dello scrittore Jacopo Fo – anche lui coinvolto in prima persona nell’attivismo ambientale – e la divertente partecipazione del Coro delle Mondine di Bentivoglio, più che una canzone è una vera e propria ballata – o filastrocca – che punta un metaforico dito contro gli uomini e quelle grandi industrie che sfruttano il sottosuolo e lo modificano secondo le proprie leggi, quelle del denaro. Si finisce così per avvelenare il mondo, e noi stessi; sì, perché – come recita Jacopo Fo nella parte di testo narrata – «la natura non è un qualcosa di altro da noi, qualcosa da manomettere, da sfruttare, da usare. La natura siamo noi! Siamo noi in ogni albero, in ogni foglia, nel canto degli uccelli, nel frinio delle cicale. Siamo acqua, terra, aria». La tematica sugli O.G.M. è di grande attualità, elemento di feroce contestazione da parte delle organizzazioni e avversate anche dalla scienza, dati alla mano, perché stride non poco parlare di natura quando poi un organismo – modificato – diventa di fatto artificiale; ma oltre alla critica il cantautore vuole anche farsi cassa di risonanza di un atteggiamento propositivo (anzi, pro-positivo per riprendere il gioco di parole dello stesso Bassanese), ed il messaggio di chiusura, ancora affidato alla voce profonda e rassicurante di Fo, è chiaro, efficace, e di buon auspicio: «la storia più bella del mondo inizia con un seme, finisce con un grande albero, e in mezzo i cattivi muoiono tutti!».
Il video che per musicalità, ironia e immagini non può che conquistare l’ascoltatore, è a questo link


