E’ tratto da un libro del celebre Dr. Seuss (al secolo, Theodor Seuss Geisel), compianto autore de Il Grinch e de Il Gatto col cappello; realizzato da Chris Renaud e dalla Illumination Enterteinment, rispettivamente regista e casa di produzione del lungometraggio animato Cattivissimo me, il cui sequel è previsto in Italia per il 2013; nel cast compaiono l’idolo delle ragazzine Zac Efron e il grandissimo Danny De Vito, che ha doppiato il suo personaggio non solo in inglese, ma anche in italiano, russo, spagnolo e tedesco. Non è ancora disponibile in Italia, ma ha già sbancato i botteghini in America, dove è in programmazione dal 2 marzo e in un solo fine settimana ha incassato in soli tre giorni (secondo quanto riportato da Greenpeace Italia) 71 milioni di dollari. E naturalmente, come ormai la quasi totalità dei film d’animazione di questi ultimi anni, è in 3D.
Ci sono sufficienti indizi per capire che stiamo parlando di The Lorax, in uscita nelle sale italiane dal 1° giugno e che da queste ottime premesse si annuncia come un capolavoro. Certo, il green è ormai una moda in ogni settore, e abbiamo già avuto modo di notarlo, anche per quanto riguarda cinema e tv (tra gli ultimi esempi, la serie Terra Nova trasmessa da Sky). Ma per essere stata scritta nel 1971, la storia ha dello sconvolgente in quanto a novità: il giovane Ted Wiggins (doppiato da Zac Efron) abita a Thneedville, città chiusa al resto del mondo ed artificiale in ogni suo dettaglio, inclusa l’aria – che viene venduta a caro prezzo dal cattivissimo quanto incredibilmente basso Aloysius O’Hare. Quando allora Audrey, la ragazza di cui è innamorato, gli dice quanto desideri vedere un vero albero, parte per parlare con il vecchio Onceler, l’inventore del Thneed (prodotto artificiale dai molteplici usi). Proprio lui, in gioventù, per bramosia di ricchezze aveva abbattuto tutti gli alberi della Valle di Truffola, nonostante la promessa fatta al Lorax, guardiano della foresta (doppiato da Danny De Vito). Inizia qui la mirabolante avventura di Ted, disposto a tutto pur di far felice la sua innamorata, anche se questo lo porterà a scontrarsi con il perfido O’Hare, che col ritorno degli alberi e quindi dell’aria libera perderebbe il suo impero economico.
Coloratissimo, irriverente e incredibilmente moderno, Lorax, il guardiano della foresta non lascia scampo, coinvolgendo con il suo umorismo grandi e piccini, e allo stesso tempo lanciando ottimi spunti di riflessione, presentandosi sicuramente molto meglio di tanti altri “colleghi-di-genere”, noiosi e banali, realizzati solo per rimanere sull’onda di una moda. Tuttavia, pensandoci un po’ su, l‘eco-trendy non è una moda così deprecabile. In fondo, quando negli anni ’80 iniziarono a prender piede i primi movimenti ambientalisti, nelle loro file militavano tanti giovani ventenni che nella loro infanzia avevano apprezzato il bel libro del Dr. Seuss, pubblicato nel 1971. Ecco come allora una giovane mente si forma a partire da piccole cose come un libro e un film, e come in questo modo si può arrivare a cambiare il mondo. Nell’era della tecnologia, allora, cosa mai potremo aspettarci dai bambini e ragazzi che andranno a vedere The Lorax?


