La Puglia sta dando alle periferie, ai centri storici ed alle città un nuovo modello sociale. L’opportunità giunge dai 129 Pirp, i piani di riqualificazione delle periferie. Con l’assessore all’Urbanistica ed Assetto del Territorio della Regione Puglia, Angela Barbanente, è stato fatto il punto, illustrandone i contenuti e le novità.
Qual è lo stato di attuazione di questi piani?
«Sono tutti in fase di attuazione. Tutti gli accordi di programma, che abbiamo stipulato, prevedevano tempi per l’elaborazione dei progetti esecutivi da parte dei comuni».
Ci sono alcuni PIRP che hanno colpito la Regione Puglia per il modello sociale proposto?
«E’ difficile pronunciarsi perché i Pirp sono veramente tanti. Anche la gamma di situazione è molto variegata. Possiamo parlare di situazione sociali di contesto. Non c’è dubbio, per esempio, che il quartiere Croci di Foggia sia estremamente degradato anche dal punto di vista sociale. Anche San Pietro Piturno a Putignano è molto degradato, emarginato e marginale rispetto al contesto urbano. Sia i grandi centri, come Foggia, sia i medi, come Putignano, possono avere situazioni di disagio sociale piuttosto pesanti».
Per i contesti di disagio sociale quali soluzioni sono state elaborate?
«Ogni Pirp presenta soluzioni specifiche. Bisogna evidenziare come il bando fosse molto stringente ed orientasse in modo netto verso programmi integrati, cioè che considerano la dimensione fisica e sociale. Sono stati previsti requisiti di sostenibilità ambientale, in modo tale che fossero realizzati quartieri pilota dal punto di vista dell’innovazione nel modo di costruire. In particolare, si prevede la riqualificazione o realizzazione di nuovi alloggi, la realizzazione di servizi sociali, il ricongiungimento di quartieri emarginati con le zone più vitali e centrali in modo da rompere la spirale che lega in modo indissolubile emarginazione fisica, disagio sociale e degrado urbano. Per questo saranno realizzati spazi pedonali e luoghi di aggregazione».
Un caso, di cui il nostro magazine si è occupato è quello di Sant’Agata di Puglia. Cosa ne pensa?
«Anche il caso di Sant’Agata di Puglia è interessante. Lì l’obiettivo è la rivitalizzazione non di un solo quartiere, il suo recupero e riqualificazione, ma di tutto il centro storico».
«Direi che tutti i casi hanno valenza sociale. Se questi interventi saranno realizzati così come progettati, hanno tutti un’importanza sociale. Quando s’interviene per la riqualificazione di parti di città e lo si fa con un approccio integrato, è evidente la rilevanza sociale. La valenza sociale, inoltre, emerge anche dall’occupazione che la Regione Puglia sta generando con i Pirp da un lato, con l’apertura di cantieri e dall’altra con la creazione di spazi per il commercio ed il ristoro. Questo aspetto non è da sottovalutare in una fase di crisi economica».




Loading...