Marea nera: 250 erbe per battere il petrolio

Un composto di 250 piante, dal lieve odore di mentolo, è capace di frammentare  macchie di petrolio in particelle ecocompatibili e disperderle nell’ambiente senza effetti collaterali. Il prodotto si chiama Maggiordomo Ecoremover, è biodegradabile e ipoallergenico, certificato dalla Direttiva Europea 67/548/EEC e succ.

Continua a leggere

Negli interventi per combattere la cosiddetta marea nera, vedi il Golfo del Messico e Dalian in Cina, di cui Ambient&Ambienti ha ampiamente parlato, gli esperti di turno utilizzano prodotti disperdenti che abbassano la tensione superficiale dello stato oleoso e dissipano le macchie di petrolio in piccole particelle.

la marea nera di petrolio nel Golfo del Messico

Il sistema è considerato uno dei modi migliori di proteggere gli uccelli ed evitare che l’olio si depositi sul fondo ma queste miscele contengono solventi e derivati di idrocarburi, come il butossietanolo, dannosissimo sia per l’uomo, sia per tutto l’ecosistema marino interessato. Un ricercatore italiano a vocazione ambientalista, dopo uno studio e una ricerca decennale, ha scoperto, invece, un prodotto per porre rimedio ai danni provocati all’ecosistema dalla fuoriuscita del petrolio in mare, del tutto ecologico. Un composto di 250 piante, capaci di disperdere il petrolio solubilizzando il manto oleoso.

Pietro Malfarà...

Questo prodotto si chiama Maggiordomo Ecoremover. L’esperto di chimica organica si chiama Pietro Malfarà, ha sessant’anni ed è l’amministratore unico dell’azienda che produce il detergente. Un prodotto, assicura il signor Malfarà, di altissima qualità, leader tra quelli della detergenza, senza additivi chimici nocivi che rende l’azienda, che oggi occupa una nicchia pari al 5% del mercato delle grandi multinazionali del settore, unica nel suo genere. Adatto per dissolvere petrolio, greggio, graffiti, gasolio, oli, catrame, solventi, vernici, inchiostri e colle, il prodotto si differenzia da quelli della stessa famiglia per l’aspetto della sicurezza per l’uomo e per l’ambiente, poiché la soluzione è biodegradabile e ipoallergenica così come certificata dalla Direttiva Europea 67/548/EEC e succ.
Ambient&Ambienti ha raggiunto telefonicamente il signor Malfarà, cui ha chiesto di parlarci della sua azienda e della sua invenzione.

«L’azienda, Eurosicura S.r.l., – dice Malfarà – è nata nel ’97. La sede si trova a Settimo Torinese, in Piemonte. Si occupa di detergenti prodotti da estratti vegetali. Il laboratorio per la ricerca è all’interno dell’azienda, dove stanno anche il magazzino di stoccaggio e la logistica».

Si è sempre occupata di prodotti ecologici?

«Diciamo che si è sempre occupata a prodotti per la detergenza con una forte attenzione all’ambiente».

Ci parli del suo prodotto.

« È un composto di estratti vegetali, quindi a PH neutro, al 95% biodegradabile, quindi non è un semplice tensioattivo. L’azione disinquinante è dovuta al fatto che dà origine a una emulsione stabile con il petrolio, in grado di frammentarlo in maniera efficace. Diciamo che aiuta la digestione dell’ambiente nei confronti degli idrocarburi. L’Ecoremover frammenta il petrolio, lo rende compatibile con l’ambiente, del mare. Per esempio, c’è la notizia del catrame sul fondo a Genova. Se ci fosse l’opportunità di aspirare dal fondo il catrame, anche se ci fosse sabbia e ci fossero delle vasche di biossidazione dove buttare tutto quello che viene dal fondo di Genova, sicuramente l’Ecoremover  potrebbe aiutare a depurare anche il fondo del mare oltre che la superficie. Come poteva essere all’epoca la marea nera della Luisiana».

un pellicano intrappolato nel petrolio

Il problema, però sarebbe tirare su questa massa di bitume che si è solidificata sul fondale.

«Certo, ma l’Ecoremover ha questa capacità. La sostanza agisce anche sulla massa di catrame che si è solidificata, come una pasta di burro di arachidi. Ovvio che non ha la possibilità di sciogliere il cemento delle strade. Ma su tutto ciò che riguarda la componente organica non ancora solidificata avrebbe un’azione garantita. I test di laboratorio parlano chiaro».

Rischio allergie per l’uomo?

«Assolutamente no, né per l’uomo, né per gli animali. Il prodotto è certificato dall’ISPA di Milano, che è appunto l’istituto per la determinazione delle allergie, delle componenti allergeniche delle sostanze. Sui 20 pazienti testati, per diversi giorni, non c’è stato alcun tipo di allergia né alla pelle, né all’inalazione perché non ha componenti volatili. A differenza dei solventi, è un prodotto che non evapora. Il solvente evapora in un attimo. È una miscela a base acquosa. Gli estratti vegetali sono al 30%».

il petrolio trattato con solventi chimici

Potrebbe essere, quindi, impiegato anche per altri usi?

«Si spera. Adesso stiamo procedendo a  test su animali, ma abbiamo tutte il conforto scientifico per credere in questo. Per esempio,gli animali che vengono contaminati dal petrolio, come si fa a lavarli? Nel caso dei volatili, levare il grasso dalle loro ali vuol dire consegnarli a morte certa, perché è il grasso che consente loro di galleggiare e vivere alle basse temperature. L’Ecoremover, invece,  ha questa qualità che non danneggia il grasso della pelle dell’animale ma asporta il petrolio».

La realtà, quindi, sarebbe meno drammatica delle immagini che siamo abituati a vedere in televisione.

«Porebbe aiutare sicuramente, senza danneggiare gli animali. Perché ad oggi quegli animali contaminati sul golfo del Messico, sono stati ripuliti con dei solventi e ovviamente sono sicuramente morti. Perché i solventi hanno un’azione tossica, entrano nella pelle e danno origine a tutta una serie di patologie che portano l’animale a morte sicura. In realtà non esiste ancora un detergente per animali. Ecoremover potrebbe essere una soluzione, la mettiamo come ipotesi, soltanto perché sull’uomo non ha nessun tipo di controindicazioni».

il petrolio dopo il trattamento con l'Ecoremover

Quindi non ci sono neppure particolari precauzioni da adottare quando lo si usa?

«Esatto, non ci sono problemi di inalazioni, né di contatto con la pelle, gli occhi, le mascherine ecc., se un tecnico dovesse essere attinto da una secchiata di Ecoremover succede quello che potrebbe accadere con un sapone. Una volta che ti sciacqui gli occhi non hai più nessun tipo di problema».

Ne avete già iniziato la vendita?

«Alcune città nei dintorni di Torino hanno cominciato a usarlo sui graffiti, ottenendo ottimi risultati. senza controindicazioni anche per la gente che vive vicino. Si sente solo un lieve odore di mentolo. È uno dei 250 componenti presente all’interno della miscela di estratti vegetali. È come quando all’inizio del ‘900, si faceva il bucato con la cenere della legna o con la saponina che è proprio la pianta che si chiama così che ha queste qualità detergenti, e venivano dei bucati perfetti».

Quindi potrebbe essere destinato agli scaffali della grande distribuzione.

«In questa fase no, non è ancora sugli scaffali. Quello che sta nascendo e destinato agli scaffali si chiama Zenit, anche quello al 100% di estratti vegetali. È il classico detergente universale, realizzato per lavatrici, lavastoviglie, lava pavimenti. Per i piatti. Quando si lavano i piatti uno si aspetta sempre lo schiumone. Invece proprio per preservare l’ambiente il prodotto è altamente ecocompatibile, a beneficio anche del trattamento delle acque reflue nelle vasche dei depuratori».

Questa voce è stata pubblicata in L'intervista e taggata come . Aggiungi ai segnalibri il permalink.

Post correlati:

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>