Dossier amianto – Marinai vittime dell’amianto vittime del dovere

Il personale imbarcato sul naviglio di Stato vittima dell’amianto equiparato alle vittime del dovere. Il fondo già esistente è stato incrementato del cinquanta per cento. Intervista al senatore Filippo Saltamartini.

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Sino a oggi il personale militare esposto all’ a bordo delle unità navali della , deceduto o che ha contratto infermità permanentemente invalidanti ha dovuto richiedere il risarcimento dei danni costituendosi parte civile in alcuni procedimenti penali.

Filippo Saltamartini

Grazie all’emendamento presentato dal senatore Filippo Saltamartini (PDL) sarà, invece, riconosciuto il trattamento analogamente a quello previsto per le vittime del dovere. Per la precisione, la sulla prevenzione degli infortuni e per l’igiene del lavoro sarà applicata oltre che agli aeromobili anche al personale che lavora a bordo del naviglio di Stato che in precedenza era escluso. Per questo motivo, il fondo già esistente in favore delle vittime del dovere è stato incrementato del cinquanta per cento. La normativa sana inoltre la disuguaglianza di trattamento finora in atto che escludeva le navi militari e, in generale, il naviglio dello Stato, dalla disciplina del lavoro prevista a bordo delle navi mercantili e degli aeromobili che, oltretutto, ha determinato un evidente danno economico al personale imbarcato sul naviglio militare. Il senato, insieme al senatore del Pd , ex generale dell’esercito, ha anche approvato un “salvacondotto”, per l’eventuale illecito penale dei datori di lavoro, stabilendo che non si può attribuire responsabilità penale ai comandanti delle navi che sono state costruite utilizzando anche l’amianto.

Senatore  Saltamartini, quali sono le novità che introduce il suo emendamento?

L’emendamento sull’amianto cerca di affrontare un problema, molto dibattuto e annoso, che riguarda l’intossicazione da fibre di amianto del personale militare imbarcato sulle navi che presentavano questa caratteristica costruttiva. In particolare, con l’emendamento, si attribuisce alle vittime la qualità giuridica di . Con la conseguenza che il risarcimento previsto per le vittime del dovere si estende, in questo caso, anche alle vittime, appunto da .

 

La fregata Zeffiro in navigazione

Per il personale civile imbarcato sulle navi mercantili erano già previsti risarcimenti.

Il problema era che la norma che è stata modificata eliminava questa cosa per il personale militare. Praticamente, la norma prevedeva che i dispositivi di sicurezza del personale imbarcato su naviglio militare non fossero gli stessi del personale civile, quindi c’era una tutela più bassa, paradossalmente, per il personale militare.

In precedenza, i familiari di alcune vittime hanno portato la questione in tribunale.

L’emendamento approvato nel corso della discussione parlamentare prevede che, naturalmente, la nuova legge non incide sull’eventuale azione risarcitoria che sia stata proposta o nel processo penale con la costituzione di parte civile, o nell’eventuale azione civile fatta appunto contro lo Stato, dai familiari di queste vittime. Paradossalmente, l’Inps che è un ente previdenziale finanziariamente ed economicamente molto forte, questo tipo di trattamento non lo estendeva al personale militare.

 

Il cacciatorpediniere Mimbelli a La Valletta Malta

I risarcimenti sono previsti a decorrere da quando?

I risarcimenti sono previsti a decorrere dal sinistro. Da quando è maturato il diritto al risarcimento del danno. Quando si è verificato l’evento infausto, la lesione, e si è accertato che la lesione dipende da questo problema. Nella pubblica amministrazione funziona così: chi si ammala e ritiene che questa malattia abbia una causa invalidante deve chiedere il riconoscimento della malattia come dipendente dalla causa di servizio. E quindi, attraverso l’avvio di questo procedimento si interrompe il termine di prescrizione del diritto. Anche l’azione risarcitoria ha un termine di prescrizione, quindi diciamo che il diritto matura man mano che la parte attrice, l’interessato richiede, appunto, il risarcimento del danno.

Cosa cambia, allora?

Quello che cambia, sostanzialmente, è che mentre l’azione di risarcimento del danno, comunque, nel caso di un lavoratore è stabilito sulla base del premio, sulla base dell’età, sulla base di criteri civilistici, la norma che invece accompagna il risarcimento per vittime del dovere è una norma fissa; non si va a valutare la persona che si ammala o che è deceduta se era giovane, che capacità di reddito aveva e così via. Lo Stato, i capitoli per il risarcimento dei danni ai suoi dipendenti ce li ha.

Perché sono stati messi sotto accusa gli ammiragli?

È un principio di diritto, per i fatti illeciti risponde lo Stato e siccome lo Stato deve essere personificato da qualcuno, da un dirigente, è evidente che si è cercato di citare in giudizio coloro che avevano la responsabilità della direzione dei lavori, insomma.

Il portaeromobili Cavour ammiraglia della Marina Militare italiana
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5 Responses to Dossier amianto – Marinai vittime dell’amianto vittime del dovere

  1. Nunzio dicono:

    …. e allora l’Inail cosa aspetta ancora per riconoscere meritoriamente il rischio per l’esposizione ultradecennale al personale imbarcato ai sensi del comma 8 dell’art 13 della Legge 257/92 ??

  2. Nunzius dicono:

    Quando sono le Istituzioni come L’INAIL deputate de facto a NON accertare per NON dover riconoscere diritti previsti da una legge regolarmente finanziata a negare diritti previdenziali , nonostante il Suo massimo dirigente abbia esternato che “sull’amianto si può fare di più “allora o siamo un Paese poco democratico o siamo su Marte e non ci rimane che sperare che a Berlino sia rimasto sempre “quel giudice” !!

  3. Patrizia dicono:

    L’intervista
    DOSSIER AMIANTO – Marinai vittime dell’amianto vittime del dovere

    Il personale imbarcato sul naviglio di Stato vittima dell’amianto equiparato alle vittime del dovere.Ovviamente,vi siete dimenticati di avvisare ..gli interessati… cioe’ “i superstiti”…che le pratiche ,vengono inviate ,da Previmil,al Comitato di Verifica..che, a quanto parte ,deve “verificare “,se la malattia “Mesotelioma Pleurico Maligno”,riconosciuta come causa di servizio…dallo stesso Comitato ..e’ riconducibile all’esposizione all’amianto .

  4. Patrizia dicono:

    Per le morti di oltre 1000 UOMINI , militari e civili, deceduti a causa dell’amianto respirato a bordo delle navi, e negli arsenali della Marina Militare,non esistono dei responsabili….: e’ facile prendere delle decisioni ,assurde e vergognose ,quando si tratta della vita degli altri..

  5. Pingback: Fucilate gli ammiragli | Ambiente & Ambienti

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