EnglishL'intervista
Golfo del Messico: la soluzione per la marea nera è barese

Un impianto progettato e brevettato da  Michele Sanseverino a Bari, è in grado di ripulire il Golfo del Messico dalla marea nera di petrolio. Senza l’uso di additivi chimici la OLISEP FLUIDOTER permette di separare dall’acqua e recuperare il cento percento  di greggio. Subito dopo l’incidente alla piattaforma petrolifera Sanseverino ha offerto a titolo gratuito l’uso dei propri macchinari. A quasi due mesi e mezzodall’incidente,  dagli Stati Uniti non ha ancora ricevuto nessuna risposta.

Guarda il video

A distanza di settanta giorni dall’incidente avvenuto nel Golfo del Messico, il 20 aprile scorso, a seguito dell’esplosione e affondamento della piattaforma petrolifera tutti gli sforzi per contenere la perdita di greggio sono stati vani. Il continua a fuoriuscire e a riversarsi in mare a un ritmo diverse migliaia di barili il giorno.

<p>è ben visibile la macchia di greggio la cui estremità nord-est ha raggiunto il delta del Mississipi</p>
al centro della foto è ben visibile la macchia di greggio che ha raggiunto il delta del Mississipi

La compagnia petrolifera () ha stanziato dieci miliardi di dollari per ripagare il governo degli Stati Uniti dai danni subiti ma l’ambiente in ampie zone della foce del Missisipi, come si può vedere dalle foto (vedi a fianco) dei satelliti NASA Terra e Aqua utilizzati dal () che monitorizzano l’evoluzione dell’enorme macchia di petrolio che si è generata, è ormai irrimediabilmente compromesso. La BP ha cercato in vari modi di porre rimedio ma già dieci giorni dopo l’inizio del disastro, il 30 aprile, il NOSS ha dichiarato l’incidente uno (SONS). Per la sua gravità, dimensione, posizione, davanti alle coste della , e per i potenziali impatti sulla salute pubblica e dell’ambiente questo tipo di incidente è di una complessità tale da richiedere un coordinamento straordinario federale, statale e locale. È, però, solo del 30 giugno, due mesi e dieci giorni dall’incidente, la notizia che gli Stati Uniti accettano gli aiuti di dodici Paesi stranieri per tentare di fermare la fuoriuscita di petrolio nel Golfo del Messico e lottare contro le conseguenze della marea nera.

<p>Golfo del Messico - barriere galleggianti per arrestare la marea nera</p>

Golfo del Messico - barriere galleggianti per arrestare la marea nera

Il comunicato lo ha diffuso il Dipartimento di Stato americano. «Gli Stati Uniti accetteranno 22 proposte di aiuto presentate da 12 Paesi e organizzazioni internazionali», recita il comunicato; senza specificare le nazioni e le aziende interessate hanno risposto dall’Ambasciata degli Stati Uniti a Roma. Da indiscrezioni, però, pare che tra i Paesi che hanno offerto il proprio supporto agli Usa ci sono Canada, Giappone, Messico, Norvegia, Francia, Messico e Paesi Bassi.  Fino a questo momento, non è stata ancora ufficializzata la partecipazione dell’Italia, quindi. Tuttavia è proprio l’Italia a possedere la tecnologia più adeguata a porre rimedio al danno ecologico e recuperare il petrolio sversato in mare. L’impianto si chiama . È una macchina in grado di separare in modo netto l’olio dall’acqua e di recuperare il 100% del greggio aspirato, senza trattamenti chimici, progettata e costruita a Bari, dalla Sanseverino Fluidotecnica.

<p>Michele Sanseverino davanti alla sua Olisep Fluidoter</p>

davanti alla sua Olisep Fluidoter

L’Olisep è stato acquistato da Fiat, Porsche e Boeing, ed è commercializzato anche in Australia e Medio Oriente. Sia la British Petroleum sia le ambasciate italiana, britannica  e americana sono al corrente dell’interesse della Sanseverino, il cui prodotto è stato selezionato nell’ambito del progetto Italia degli innovatori, promosso dal Ministero dell’Innovazione per l’Expo 2010 di Shanghai. Ma la BP ha sinora preferito agire prima con i propri mezzi, anche per motivi di prestigio e poi affidarsi a impianti messi a disposizione Kevin Kostner. Purtroppo, però, il “tappo” della BP non ha retto alla pressione di uscita del petrolio e la tecnologia delle apparecchiature dell’attore americano è anacronistica e inadeguata. Ambient&Ambienti ha incontrato Michele Sanseverino nel suo laboratorio, per conoscere la sua invenzione. Il principio del funzionamento è molto semplice e rapido, dice Sanseverino e permette una rapida eliminazione degli elementi inquinanti e il recupero della risorsa. «Generalmente viene aspirata l’acqua con il petrolio e vanno a riempire le cisterne delle navi  il 98% di acqua e il 2% di petrolio. Noi andiamo a recuperare solo il petrolio, riutilizzabile al 100%. Senza uso di additivi chimici. Il processo è fisico, basato sulla diversa velocità dei fluidi – l’acqua inquinata è risucchiata in una camera attraversata da tubi con fori calibrati; il petrolio, più denso ha una velocità di scorrimento nei tubi diversa da quella dell’acqua, per cui le particelle di acqua e petrolio si distaccano – questo permette, in un solo passaggio, di separare acqua e petrolio».

(nel video sotto la dimostrazione di Michele Sanseverino – english version translate by Brian Molloy)

 

<p>per una dimostrazione, una tanica di olio motore è versata in una vasca colma di acqua</p>

un tecnico versa dell'olio motore in una vasca colma di acqua per una dimostrazione

Il signor Sanseverino inizia la sua attività negli anni ’70 nel settore della motoristica e dell’oleodinamica; nel ’97 la sua società comincia la collaborazione con Fiat, Bosch e altri grandi gruppi industriali. La Olisep nasce per soddisfare l’esigenza, proprio di Fiat, di separare l’olio dall’acqua. L’impianto consente notevoli risparmi delle riserve di acqua usata per la produzione e di denaro perché i tempi di smaltimento si allungano di molto. Il successo della Olisep spinge gli interessi dell’azienda anche nel settore dell’ecologia. A seconda dell’uso, gli impianti vanno da quello che aspira 600 litri di liquido l’ora a quelli più grandi che aspirano 250 mila litri il giorno. «Per il campo dell’ecologia abbiamo preparato delle macchine specifiche utilizzate in Oman e in Australia dove abbiamo aperto le nostre filiali – proprio in questi giorni è giunta a Bari una commissione tunisina per visionare l’apparecchiatura -. Partecipando poi a fiere internazionali come quella di Dubai o di Istanbul, abbiamo verificato che macchine come la nostra non ce ne sono».

<p>a fine processo il petrolio è completamente separato dall'acqua</p>

a fine processo il petrolio è completamente separato dall'acqua

In poco più di dieci anni, Sanseverino ha speso circa 2 milioni di euro in ricerca e sviluppo, «senza usufruire di nessun contributo». L’impianto, progettato e brevettato da Sanseverino e supervisionato dal professor Laforgia, attuale rettore dell’ – Sanseverino attualmente collabora sia con l’Univerità di Lecce sia con il Politecnico di Bari,  dove tiene anche lezioni di oleodinamica e fluidodinamica -, è stato venduto in oltre quaranta esemplari. Un intervento nel Golfo del Messico, sarebbe una ottima base di lancio per far conoscere un prodotto di eccellenza italiano cui l’Olisep è entrato a far parte. «Quando c’è stato il disastro del Lambro, ci siamo proposti perché la macchina era risolutiva ma azioni politiche non ci hanno permesso di presentarci. Per il disastro in Louisiana abbiamo avuto il supporto politico di Vendola,  – e, pare anche di Poli Bortone – e del ministero degli Esteri che ci ha messi in contatto diretto con loro. Ora attendiamo una risposta». Preme una risposta, dice Sanseverino, che ha organizzato anche un pool tecnico scientifico composto da esperti di pozzi petroliferi off-shore,  perché la vastità della marea nera richiederebbe l’intervento di centinaia di macchine. «Nel frattempo abbiamo avviato un piano di emergenza per la costruzione di più macchine in tempi molto brevi. E in funzione di quella che sarà la risposta, attiveremo questo comparto industriale, dove andremo a costruire almeno una cinquantina di impianti  al mese».

 

Post correlati:

Condividi su
http://www.wikio.it

2 comments
Leave a comment »

  1. Siamo lieti che anche l’Italia si mobiliti ed offra le proprie capacità e competenze per dare un contributo alla rimozione e pulizia delle acque del Golfo del Messico, contaminate dalla grave perdita di petrolio conseguente all’incidente alla Piattaforma Deepwater Horizon.

    Anche noi ci siamo proposti per fornire il nostro supporto ed aiuto con una macchina brevettata dalla Technofluids S.r.l. di Reggio Emilia, il cui nome è “Water Wall” ed in grado di opportunamente separare l’olio dall’acqua, riportando quest’ultima in linea con le prescrizioni normative per il riciclo a mare.

    La nostra proposta è stata visionata ed avallata dalle Autorità USA, come idonea a contribuire all’opera di pulizia dalla contaminazione delle acque del Golfo del Messico.

  2. Sono molto interessato al Vostro sistema di separazione; tuttavia, vorrei chiedere alcuni dettagli circa le qualità dei liquidi separati per esempio l’acqua separata esce in regime di tabella 3? quanti ppm di contaminazione contiene? è possibile riutilizzarla senza classificarla come rifiuto?
    speranzoso di una Vostra gentile risposta
    vi auguriamo buon lavoro…

Scrivi un commento

image Il porto: chiave di volta nella mobilità sostenibile
a cura di Giovanna Lodato

Dalla gestione sostenibile dei porti marittimi passa la messa in campo di una mobilità nuova, efficiente e in armonia con l’ambiente.


30 gennaio 2012 / Commenta ora
image Il progetto firmato Djuric-Tardio per la casa ecosostenibile
a cura di Sara Natilla

Domotica e impiego del legno costituiscono i must di questa abitazione pensata in rapporto vivo con la natura circostante. Ma c’è anche l’uso responsabile dell’acqua piovana, che alimenta anche l’irrigazione del giardino.


27 gennaio 2012 / Commenta ora
Dossier Bari 2015

Il Piano Strategico “Bari 2015″ è nato con l’intento di disegnare un nuovo volto di Terra di Bari, ormai catalogabile come una vera e propria area metropolitana, in virtù dell’alto numero di abitanti e di densità di popolazione, dei collegamenti tra comuni, dell’elevata varietà e qualità di aree naturali e antropizzate da valorizzare. Questo è uno dei 10 Piani strategici elaborati in Puglia; si caratterizza per la sua complessità e avremmo voluto raccontare quanto è stato fatto, ma purtroppo molto rimane ancora sulla carta. Vogliamo, però, raccontare non solo le oggettive difficoltà che l’attuazione di questo piano sta incontrando, prime fra tutte la mancanza di fondi e una certa lentezza nel completare le procedure; vogliamo raccontare quanto merita di essere realizzato o portato a termine. Interviste, analisi, riflessioni, zoom sui luoghi da recuperare, tutto questo costituisce materia del nostro dossier “Bari 2015″. Buona lettura.

image In Campania l’importante è fare un orto
a cura di Pierluigi De Santis

L’esperienza delle aree cittadine destinate ad attività colturali nel territorio regionale


4 febbraio 2012 / Commenta ora
image Bari, a quando il Wi-Fi libero?
a cura di Fulvio Di Giuseppe

Dopo il primo esperimento di wifi per tutti nel capoluogo, si tenta una nuova esperienza simile a quella delle grandi città europee. Emiliano Mancini ( Coweb): «In Puglia ci sono città all’avanguardia come Lecce». Ma gli ambientalisti non sono d’accordo…


30 gennaio 2012 / Commenta ora
image Acque sotterranee: tutelate dalla Regione Puglia?
a cura di Antonello Fiore

Perentoria scadenza della Regione Puglia in campo di sfruttamento delle acque sotterranee. Ma si tratta solo dell’ulteriore proroga di fine anno


28 gennaio 2012 / Commenta ora
image Ruota forata? Meglio la pochette
a cura di Felicita Scardaccione

Una insegnante leccese ha creato il brand Ricicletta e dà vita su Facebook a copertoni e camere d’aria. Come? Leggete qui


3 febbraio 2012 / Commenta ora
image Riciclo d’autore
a cura di Alessandra Mastrodonato

Dal blog di Bollenti Spiriti, un’altra opportunità interessante per giovani artisti amanti dell’ambiente. Il concorso di idee “Riciclo” scade il prossimo 12 marzo


2 febbraio 2012 / Commenta ora
image L’energia degli scarti
a cura di Claudio Mastrodonato

Nella zona rurale del Sindh, in Pakistan, è stato avviato un impianto che produce energia dai tantissimi scarti agricoli che gli abitanti del luogo producono


5 febbraio 2012 / Commenta ora
image Nordic Walking: dalle 4 ruote ai 4 piedi
a cura di Claudio Mastrodonato

I prossimi 4 e 5 febbraio la città di Bari accoglie questa manifestazione che punta a farci ricordare quanto può essere bello e salutare … tornare a camminare


2 febbraio 2012 / 1 Commento
image Cucinare in lavastoviglie
a cura di Sanzia Milesi

Con un comodo indice per ricette in ordine (alfabetico, per stagione, per alimento o per lavaggio) questo libro cambierà il vostro modo di lavare i piatti e servire in tavola.

 


/ Commenta ora
Questa è un vera e propria "piazza virtuale", dove accogliamo riflessioni, interventi, denunce, proposte di voi lettori e di personaggi della società civile, per avviare il dibattito sui temi e sulle scelte strategiche che riguardano il territorio. indirizzate il vostro contributo a contributo@ambienteambienti.it
image Fragagnano dice no alla discarica Vergine
a cura di redazione

Firmata una convenzione tra il Comune di Fragagnano (TA) e la Discarica Vergine. Svenduta la salute dei concittadini per 300.000 euro, è quanto sostiene l’associazione “Progetto x Fragagnano”


15 gennaio 2012 / Commenta ora
© 2012 Ambiente & Ambienti | Progetto grafico a cura di SIT&A | Sviluppato da Roberto Antonacci, siti web a Bari.
Alcune delle immagini pubblicate sono tratte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio (è consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro)