Come molti sanno, la scultura e la pittura riproducono oggetti del mondo naturale; e questa può essere anche una operazione esatta e scientifica, classificando i caratteri degli oggetti presenti in essi attraverso i caratteri proporzionali, metrici e fisici (materia e/o colore).Una scultura, in particolare, riproduce gli aspetti essenziali di un oggetto rispettando i caratteri proporzionali, trascurando i caratteri metrici e i caratteri fisici. Una pittura riproduce un oggetto a tre dimensioni su una superficie a due dimensioni: pertanto occorre una costruzione geometrica che permette di passare dall’una all’altra.
Debitori del Rinascimento – Nelle scuole contemporanee, Politecnici e Accademie, si studiano ancora i diversi metodi per effettuare questo passaggio attraverso le proiezioni ortogonali, l’assonometria, la prospettiva. Questo modo di operare è stato diffuso nel 1400; in quel periodo furono definite, in particolare, le regole della prospettiva, metodo complesso ma più familiare per l’osservatore, perché crea un’immagine simile a quella che si forma nell’occhio umano. Antichi libri raccontano che le regole della prospettiva sono state stabilite da Filippo Brunelleschi e il significato storico e culturale di questa costruzione geometrica deriva dalla classificazione dei caratteri che egli stesso definì per l’architettura. Infatti la prospettiva rappresenta direttamente solo i caratteri proporzionali degli oggetti e rappresenta indirettamente le misure effettive e può rappresentare, attraverso i colori, i caratteri fisici, tinteggiando in vari modi le superfici comprese nei contorni delle forme degli oggetti; è la presenza dei colori che amplifica la rappresentazione perché questi ultimi non si presentano in modo piatto ed uniforme, bensì sono modificati dalle luci, dalle ombre, dai riflessi, dallo spessore dell’aria tra oggetti vicini e lontani. Furono gli artisti del 1400 e del 1500 che scoprirono gradualmente le leggi geometriche e fisiche per riprodurre questi risultati, arricchendo il repertorio della pittura e dell’arte in generale, che diventerà tecnica universale per rappresentare e inventare tutti gli oggetti del mondo visibile, attraverso l’uso di tecniche innovative, come i teleri di grande formato, i colori ad olio, l’incisione su lastre di metallo dolce.
Tra Masaccio e Donatello – In tutti questi metodi rappresentativi, il metodo della prospettiva stabilita da Filippo Brunelleschi fu utilizzato e sperimentato da un gruppo di giovani artisti ricercatori che lavoravano accanto a lui: Donatello, adoperando i mezzi della scultura per esplorare il mondo visibile sperimentando ogni genere di materiale (metalli, pietre, stucco, terracotta); Masaccio, dipingendo per primo, uno sfondo architettonico costruito esattamente con le regole prospettiche, adoperando nuovi metodi di rappresentazione per dare consistenza ai suoi personaggi umani, rappresentando l’uomo come il soggetto più importante dell’universo pittorico rivelando, attraverso la pittura, l’universo mentale dei pensieri dell’uomo. Entrambi accettarono la prospettiva come mezzo per guardare con occhi nuovi lo spettacolo del mondo.
Donatello adopera la scultura per esplorare il mondo visibile sperimentando ogni genere di materiale (nella foto, David)L’arte maestra di conoscenza – Nello stesso periodo si precisarono anche i rapporti tra la ricerca artistica e la letteratura. Brunelleschi, Masaccio, Donatello, non hanno lasciato spiegazioni scritte del loro lavoro, solo opere. Fu un letterato dell’epoca Leon Battista Alberti che, entrando in contatto con loro e lavorando lui stesso come pittore e architetto, scrisse una serie di trattati sulla pittura, sulla scultura, sull’architettura. Questi trattati offrirono e offrono tutt’ora la prima definizione storica della nuova esperienza artistica che fu continuata da altri artisti come Piero della Francesca, Il Filarete, Francesco di Giorgio, Leonardo da Vinci. In quello stesso periodo si sentì l’esigenza di sintetizzare tutte queste molteplici esperienze per arrivare ad un’arte nuova ed universale.I protagonisti di quest’impresa furono Leonardo da Vinci, Michelangelo Buonarroti e Raffaello Sanzio che, mostrando le loro capacità tecniche e intellettuali, hanno goduto di un prestigio intellettuale e culturale senza precedenti e furono considerati uomini eccezionali, capaci di sintetizzare l’intera civiltà del loro periodo attraverso le loro competenze che spaziavano dall’architettura, alla scultura, alla pittura estendendo tutta la loro capacità tecnica ed intellettuale in tutto il campo delle arti visive. L’arte occupò un posto centrale nella cultura del tempo, definendosi come disciplina generale, capace di conoscere e padroneggiare tutto l’ambiente fisico, mettendo in evidenza, contemporaneamente, la bellezza e la verità delle cose del mondo visibile.
Bibliografia essenziale:
Leonardo Benevolo, Storia delle città, Laterza, Bari, 2006.


