
Il progetto di impianto fotovoltaico galleggiante nella laguna di Varano sta tenendo in apprensione un intero territorio. Il Comune di Cagnano ha dato il via libera all’istruttoria ma non mancano le perplessità. Se ne è discusso anche in Regione. Ma quello del fotovoltaico non è l’unico progetto che anima politicamente il territorio della provincia di Foggia
Occupare 400 ettari del Lago di Varano al fine di realizzare un impianto fotovoltaico flottante combinato con molluschicoltura e sistemi di ossigenazione delle acque. Per ora c’è “solo” un nulla osta preliminare all’istruttoria, come recita la delibera di giunta del Comune di Cagnano Varano. Eppure, il provvedimento ratificato il 13 maggio scorso, mette già in allarme.
La vicenda è stata portata su più tavoli e in più aule istituzionali, a cominciare proprio da quella del Consiglio comunale di Cagnano Varano: l’opposizione, nella seduta dello scorso 3 giugno, ha chiesto la revoca della delibera, perché “evidenzia l’incapacità dell’attuale Amministrazione comunale di elaborare e attuare una visione strategica e sostenibile per lo sviluppo del territorio. Invece di promuovere un modello che valorizzi le risorse naturali, i diritti storici delle comunità locali e il comparto della pesca — già in crisi — si persegue una politica miope e tecnocratica, che rischia di provocare irreversibili danni ambientali e sociali”.
L’effetto, però, non è stato sortito: richiesta respinta. E un commento quasi provocatorio del sindaco: “È un atto puramente embrionale e mi sarei aspettato dei dati scientifici da parte della minoranza”.
Per l’opposizione, in realtà, c’è una “grave opacità amministrativa”, in quanto “nonostante le reiterate richieste, i Consiglieri non hanno potuto accedere agli atti richiamati nella delibera, impedendo una corretta valutazione e un confronto trasparente con i cittadini”.
Le carte in Regione
Di consiglio, in consiglio. Le carte, infatti, sono arrivate anche in Regione, varcando i confini della provincia di Foggia. Perché il progetto non tocca solo Cagnano: i vicini Comuni di Ischitella e Carpino hanno depositato una nota in Commissione Ambiente in cui affermano la contrarietà a un progetto che rischia di alterare l’ecosistema. Il loro è un deciso no all’istruttoria per un impianto di 195 megawatt di potenza in una laguna sottoposta a vincoli ambientali e paesaggistici.
Nonostante le rassicurazioni della giunta di Cagnano, espresse anche in Commissione, che da una parte minimizzano ma dall’altro, ovviamente, strizzano l’occhio all’impianto: “La delibera non è una autorizzazione ma solo la decisione di rendere possibile la valutazione della realizzazione di questo importante impianto fotovoltaico nel lago di Varano, che potrebbe mettere a sistema svariate economie”.
L’allarme del WWF
Le perplessità, però, sono numerose. E non si può ignorare l’allarme lanciato dagli operatori turistici del lago di Varano e dal Wwf e le preoccupazioni per quello che potrebbe accadere all’ecosistema e per gli impatti sul paesaggio, dal momento che l’impianto occuperebbe 400 ettari del bacino della laguna. Inoltre, c’è da considerare che gli impianti galleggianti finora sono stati realizzati in bacini statici, non in ambienti costieri vulnerabili, e parliamo di impianti che anche su piccola scala possono influenzare temperatura e ossigenazione dell’acqua, con il rischio di una possibile proliferazione di specie invasive che potrebbero causare squilibri ecosistemici.

“Siamo assolutamente a favore delle energie rinnovabili – sottolinea la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Rosa Barone – ma non si può pensare di realizzare impianti nelle lagune, che sono ‘corpi vivi’ che dobbiamo preservare e valorizzare, creando opportunità economiche per il territorio basate su acquacoltura, itticoltura e pescaturismo”.
Un laguna che nei prossimi giorni sarà interessata da lavori. Inizieranno, infatti, gli interventi di dragaggio delle lagune di Varano e Lesina, grazie allo sblocco di circa 3 milioni di euro della Provincia di Foggia, risorse trasferite nel 2003 dalla Regione alla Provincia per progetti diversi, che si è riusciti a sbloccare attraverso la interlocuzione tra i due enti. “Un passaggio necessario per questi bacini, ma non basta. Servono piani di gestione e regolamenti per impedire che altre società possano presentare progetti simili e serve soprattutto – sottolinea Barone – che la Regione supporti i Comuni interessati anche con l’istituzione di una apposita task force”.
La salvaguardia delle lagune
L’auspicio, nel Movimento, è che venga calendarizzata al più presto la discussione delle proposte di legge depositate dal M5S e dal consigliere Napoleone Cera per garantire la salvaguardia delle lagune pugliesi. “La nostra proposta in particolare promuove l’istituzione di un apposito fondo regionale specifico, con relativo capitolo di spesa per la salvaguardia delle lagune pugliesi, come già fatto in altre Regioni ed è prevista la redazione di un piano per la gestione delle lagune da parte della Giunta, previo parere dei Comuni e delle Province interessate, di Arpa Puglia e dell’ASSET”.
In mezzo a tante voci, in Regione si lamenta anche qualche silenzio di troppo: “Aggiorneremo l’audizione chiedendo di sentire anche la Capitaneria di Porto e con la speranza che questa volta si presenti anche l’Ente Parco del Gargano, che si è limitato ad inviare una nota alla commissione per esprimere la propria contrarietà al progetto. Chiediamo che il Parco sia maggiormente presente su questo tema e sulla tutela e salvaguardia di Baia Zaiana a Peschici, dove è stata documentata la presenza di una golf car che effettuava un servizio navetta abusivo sulla strada costruita altrettanto abusivamente negli anni sulla discesa per arrivare alla spiaggia”.
Le biomasse

La battaglia contro il fotovoltaico sul lago di Varano si intreccia anche a quella sugli impianti di biometano a Serracapriola. “Non può esserci transizione ecologica senza equità territoriale”, evidenzia il consigliere regionale Napoleone Cera, commentando i due progetti presentati a Serracapriola da due distinte aziende per la realizzazione di impianti, sottosoglia, per la produzione di biometano da biomasse, non solo da scarti agricoli, ma anche processando liquami di animali da allevamento. “Non possiamo trasformare i piccoli Comuni in discariche organiche mascherate da impianti green – dice Cera per affermare la sua contrarietà al progetto in questione ed appoggiando così la linea adottata dalla amministrazione comunale in Consiglio – La Regione ha il dovere di supportare i Comuni, rafforzare la normativa per i sottosoglia, pretendere trasparenza e coinvolgimento pubblico. Dove mancano confronto e regole, cresce la sfiducia. E la Puglia non può permetterselo”.
Colonialismo ambientale
Ancor più duro, se possibile, Cera lo è stato sul controverso progetto di impianto fotovoltaico flottante sul lago di Varano i cui possibili impatti ambientali e paesaggistici preoccupano molto le comunità garganiche e non solo: “Questa non è innovazione, è colonialismo ambientale. La Laguna è viva, è fragile, è la nostra. Se vogliamo davvero parlare di energia pulita, partiamo dal rispetto. E allora io lo dico chiaro: no a questo progetto. No a questo scempio. Sì alla tutela del nostro territorio. Sì a uno sviluppo che ascolta chi ci vive davvero. E se serve combattere, io sono già pronto”.


