L’Abbate: “Dalla Xylella all’Ilva, disposizioni urgenti in agricoltura o un Omnibus?”

patty l'abbate
L'on. Patty L'Abbate punta il dito contro quello che ormai è diventato un "Decreto Omnibus"

L’on. Patty L’Abbate, Vicepresidente della Commissione Ambiente alla Camera: “Assistiamo sistematicamente allo svilimento del Parlamento e delle sue funzioni nell’accentramento delle funzioni legislative nel Governo”.  Dalla Xylella al granchio blu, dagli impianti a biometano ai pannelli fotovoltaici, dalla decarbonizzazione all’Ilva, nel Decreto agricoltura e imprese strategiche c’è proprio di tutto

Più che “Disposizioni urgenti per le imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura, nonché per le imprese di interesse strategico nazionale”, il disegno di legge di conversione del decreto-legge 15 maggio 2024, n. 63, all’esame della Commissione Ambiente della Camera, è sembrato un concentrato eterogeneo di argomenti.

L’on. Patty L’Abbate, Movimento 5 Stelle, lo ha stigmatizzato durante la dichiarazione di voto, contrario, in Commissione Ambiente: “E’ l’ennesimo decreto-legge totalmente in contrasto con quanto previsto dalla Carta costituzionale. Il Governo di fatto legifera e il Parlamento deve solo discutere e ratificare quello che il Governo decide. Questo provvedimento che si chiamava addirittura “Decreto agricoltura e imprese strategiche” è poi diventato un provvedimento omnibus, eterogeneo, con cinque capi che disciplinano materie molto diverse tra loro: interventi nel settore agricolo, diffusione delle malattie negli allevamenti; si parla poi di siccità, ma anche di concorrenza, e ancora di Ilva, di imprese di rilevanza strategica a cui si è aggiunto il caporalato. Si tratta di temi molto importanti, anche molto complessi, che avrebbero richiesto una discussione, alcune modifiche e una puntuale risposta”.

Il Decreto (già modificato al Senato) in 15 articoli

In 160 pagine e 15 articoli, il provvedimento dopo essere stato approvato con modificazioni dal Senato, è arrivato all’esame della Commissione Ambiente della Camera per disporre la conversione in legge del decreto-legge 15 maggio 2024, n. 63, in cui si prevedono i seguenti articoli:

  1. la sputacchina media è il principale insetto vettore della Xylella

    Interventi per fronteggiare la crisi economica delle imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura che nell’anno 2023, hanno subìto una riduzione del volume d’affari pari almeno al 20 per cento, o che hanno subito una riduzione della produzione pari almeno al 30 per cento, o, nel caso delle cooperative agricole, una riduzione del 20 per cento delle quantità conferite o della produzione primaria, rispetto all’anno precedente. Per questi provvede quali oneri derivanti dalla sua attuazione, 1 milione di euro per l’anno 2024 e 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2025 e 2026, mediante corrispondente riduzione dell’accantonamento del fondo speciale di parte corrente, relativo al bilancio triennale 2024- 2026, di competenza del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste.

  2. Le disposizioni urgenti per il sostegno del lavoro in agricoltura estende le agevolazioni contributive per le aziende agricole in zone svantaggiate ad alcuni territori delle regioni Emilia-Romagna, Marche e Toscana particolarmente colpiti da eventi alluvionali dal 1° maggio 2023. Gli oneri derivanti dalle agevolazioni sono stati valutati in 67,45 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025.
  3. Misure urgenti per le produzioni di kiwi, per contrastare i danni derivanti dalla peronospora, dalla flavescenza dorata e dalla Xylella fastidiosa. La norma consente ad alcune imprese agricole l’accesso agli interventi del Fondo di solidarietà nazionale per favorire la ripresa dell’attività economica e produttiva.
  4. Interventi per il rafforzamento del contrasto alle pratiche sleali nella filiera agricola e alimentare e che dava attuazione alla direttiva (UE) 2019/633.
  5. Disposizioni finalizzate a limitare l’uso del suolo agricolo. Le norme – modificate durante l’esame al Senato – prevedono che l’installazione degli impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra, in zone classificate agricole dai piani urbanistici vigenti, sia consentita esclusivamente in aree non a destinazione agricola come cave, discariche, siti e impianti ferroviari o aeroportuali. Con disposizioni introdotte al Senato, si prevede che la durata dei contratti, anche preliminari, di concessione del diritto di superficie su terreni ricadenti nelle aree adibite all’installazione della potenza eolica e fotovoltaica non possa essere inferiore a sei anni, decorsi i quali i contratti sono rinnovati per un periodo di ulteriori sei anni.
  6. Misure urgenti per contrastare la diffusione della peste suina africana. Le norme, modificate nel corso dell’esame al Senato, dispongono il rifinanziamento del Fondo di parte capitale per gli interventi strutturali e funzionali in materia di biosicurezza di 5 milioni di euro per il 2024 e 15 milioni di euro per il 2025.
  7. Nomina di un Commissario straordinario per l’adozione di interventi urgenti connessi al fenomeno della diffusione e proliferazione della specie granchio blu – Callinectes sapidus.
  8. Le norme dispongono la nomina di un Commissario straordinario nazionale per il contrasto della brucellosi bovina, bufalina, ovina e caprina e della tubercolosi bovina e bufalina con compiti di monitoraggio e adotta provvedimenti al fine di debellare le patologie animali e valutare le misure di profilassi.
  9. Riorganizzazione del Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dell’Arma dei Carabinieri passando da un decreto interministeriale per la definizione delle competenze del personale ispettivo con compiti di polizia agroalimentare.
  10. Le norme, integrate durante l’esame in Senato, introducono modifiche in materia di guardie venatorie volontarie relativamente al controllo dei cinghiali.
  11. Misure urgenti per il contrasto della scarsità idrica e per il potenziamento e l’adeguamento delle infrastrutture idriche. In particolare, una Cabina di regia dovrà approvare l’elenco delle misure più urgenti, di immediata attuazione, strutturali e gestionali, per il contrasto della scarsità idrica, in collaborazione con le
    autorità di bacino distrettuali.
  12. Istituzione del Dipartimento per le politiche del mare finalizzato al coordinamento, indirizzo e promozione di politiche mirate.
  13. Misure finanziarie urgenti per assicurare la continuità operativa degli impianti ex Ilva. Si dispone che l’amministrazione straordinaria possa incrementare le risorse da trasferire all’amministrazione straordinaria della società Acciaierie d’Italia S.p.A., inizialmente previste nel limite di 150 milioni, fino a un massimo di ulteriori 150 milioni di euro. Inoltre, la disposizione interviene sulla norma che autorizza il Mef a concedere, nel limite massimo di 320 milioni di euro per il 2024, uno o più finanziamenti a titolo oneroso della durata massima di cinque anni a favore delle società in amministrazione straordinaria che gestiscono gli impianti della società Ilva S.p.A.
  14. Rapporto di sicurezza per gli impianti di interesse strategico in cui siano presenti sostanze pericolose.
  15. Procedure in materia di Amministrazioni straordinarie di imprese che gestiscono stabilimenti di interesse strategico nazionale. La normativa prevede che il termine di durata del programma dell’amministrazione straordinaria sia esteso sino alla scadenza del termine ultimo per l’attuazione del Piano delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria e consente al Ministero dell’economia e delle finanze di concedere finanziamenti a titolo oneroso della durata massima di cinque anni, nel limite massimo di 320 milioni di euro per l’anno 2024, in favore delle società – ammesse alla procedura di amministrazione straordinaria – che gestiscono impianti siderurgici della società Ilva S.p.A.

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Questione di merito e di metodo

Per la deputata M5S c’è innanzitutto un problema democratico: “Noi assistiamo sistematicamente allo svilimento del Parlamento e delle sue funzioni nell’accentramento delle funzioni legislative nel Governo.  Non va dimenticato che la tecnica procedurale e legislativa di questo governo consiste nel varare in fretta e furia un provvedimento, spesso inadeguato o insufficiente, per il quale sono necessarie modifiche e integrazioni che vengono approvate nell’unico ramo del Parlamento (quello che ha la fortuna di esaminarlo per primo) legittimato ad intervenire. Già perché nel ramo successivo, come avviene ad esempio alla Camera per questo decreto, non c’è spazio per alcuna modifica. E così ci ritroviamo con un provvedimento già eterogeneo alla nascita, ma arricchito di numerosi innesti su cui non c’è possibilità di esprimere una posizione”.

Ma anche esaminando nel merito il provvedimento, ci sono vari punti discutibili.

L’on. Patty L’abbate è Vicepresidente della Commissione Ambiente alla Camera

Innazitutto sul tema della Xylella fastidiosa (articolo 3, comma 8-bis) “su cui avremmo voluto dire qualcosa e fare proposte, perché è un tema di straordinaria importanza. A nostro avviso – continua l’on. Patty L’Abbate – il Governo avrebbe potuto istituire un fondo, adeguatamente finanziato, finalizzato a salvaguardare la fertilità dei suoli e contrastare la desertificazione dei territori duramente colpiti dalla Xylella, attraverso le una serie di misure:

  • realizzazione di progetti volti alla piantumazione di varietà di olivo resistenti/tolleranti al batterio, al recupero della biodiversità, alla lotta alla desertificazione, all’incremento delle superfici boscate o a macchia mediterranea;
  • incremento dei finanziamenti per la ricerca sulla Xylella fastidiosa, promuovendo lo sviluppo di varietà di ulivo resistenti al batterio e nuove tecniche di contenimento e eradicazione;
  • monitoraggio e controllo fitosanitario, con particolare attenzione alle aree non ancora colpite dal batterio, per prevenire ulteriori diffusioni, incentivi economici e assistenza tecnica agli agricoltori colpiti dalla Xylella, facilitando la riconversione delle colture danneggiate e sostenendo la ripresa delle attività produttive;
  • avvio di campagne informative e di sensibilizzazione rivolte ai cittadini, agli agricoltori e agli operatori del settore agricolo;
  • promozione di un approccio integrato e coordinato nella lotta contro la Xylella, anche attraverso una costante interlocuzione con le regioni interessate, le organizzazioni agricole e i centri di ricerca”.

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Un altro tema che avrebbe meritato un confronto secondo l’on. L’Abbate è l’articolo 5, previsto dal testo iniziale del provvedimento, riguardante la limitazione dell’utilizzo del suolo agricolo per impianti fotovoltaici. “La misura in sé – ha detto – potrebbe essere meritevole di attenzione, ma avremmo voluto avviare un dibattito (costruttivo) su come trovare un punto di equilibrio tra gli obiettivi di decarbonizzazione e di produzione di energia rinnovabile che ci siamo dati (anche attraverso impegni a livello internazionale) e la sacrosanta esigenza di salvaguardare i suoli agricoli pregiati e produttivi.

Anche l’articolo 5-bis – introdotto dal Senato e che dispone Misure urgenti per garantire la continuità produttiva agli impianti di biogas e biometano alimentati con biomasse agricole- interviene su una materia di grande interesse sotto il profilo ambientale e che avrebbe meritato una maggiore ponderazione da parte di questa commissione”.

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Il grande nodo dell’Ilva

Al decreto agricoltura, contesta l’on. L’Abbate, “si è aggiunta l’ennesima norma che riguarda l’Ilva” azienda e correlata questione ambientale meritevole di discussione approfondita che “non può certo essere oggetto di decretazione”.

La sede dello stabilimento ex Ilva

Nel suo intervento alla Camera ha detto: “Occorrerebbe riflettere su cosa si voglia fare in merito all’acciaio del nostro Paese; di come si intenda affrontare la riconversione tecnologica e green dell’acciaio. Come si affronta la questione dell’impatto ambienta e sanitario nonché della bonifica?

Non si può, infatti, continuare a chiedere ai cittadini di Taranto se devono scegliere tra avere un posto di lavoro e, nello stesso tempo, magari morire per un tumore, oppure morire di fame perché non hanno più un posto di lavoro. Non spetta ai cittadini compiere questa scelta. I cittadini devono avere la possibilità di avere un lavoro sano in un ambiente sano.

Questo vuol dire affrontare il problema di quale sia l’indirizzo strategico di questa impresa. Come si pensa di rilanciarla: oppure continuiamo a stanziare risorse senza sapere che esse non possono rilanciare l’impresa, ma consentono solo all’impresa di sopravvivere. Questo è il dato, quando si parla di strategia e di indirizzo strategico. Il problema è che il provvedimento non sembra dare risposte in questa direzione”.

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Riguardo alle misure sulla scarsità idrica l’articolo del Decreto legge “sembra quasi una sorta di esortazione che il Governo fa a se stesso e agli organismi che ha creato rispetto alla necessità di individuare le misure più urgenti e di immediata attuazione per contrastare la scarsità idrica. Peccato che queste erano tutte attività che dovevano essere espletate sin dall’emanazione del decreto legge siccità, che risale a 14 aprile dell’anno scorso. Dunque già entro metà maggio dell’anno scorso la cabina di regia avrebbe dovuto effettuare una ricognizione delle opere e degli interventi di urgente realizzazione per far fronte nel breve tempo alla crisi idrica. E in ogni caso su questo tema, il Governo continua ad ignorare che la causa principale della scarsità idrica è il cambiamento climatico, che si ostina a non voler riconoscere chiudendosi in un preoccupante negazionismo”.

In relazione all’impiego di reflui aggiunge: “Secondo l’ultima relazione annuale dell’Arera, nel nostro Paese il 23 per cento delle acque reflue è potenzialmente destinabile al riuso, ma ne viene effettivamente riutilizzato solo il 4 per cento in agricoltura. Questi sono i dati che devono far accendere le lampadine sugli impegni di spesa, e invece qui si va in urgenza a finanziare provvedimenti spot per far passare il messaggio che si lavora al problema della siccità ora con 15 milioni per la Sicilia, dove mancano proprio le infrastrutture e sarebbero necessari interventi ben più significativi”.

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