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La Green Economy nel cinema

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In Italia l’industria cinematografica produce circa 5.600 tonnellate di CO2 l’anno, ma modi per ridurli di circa il 20% ce ne sono. Se ne è parlato oggi, 4 settembre, nel corso del convegno La Green Economy nel cinema. Il workshop è stato organizzato nell’ambito del Green Drop Award, il premio assegnato da Green Cross Italia e Città di Venezia al film che meglio interpreta i valori della sostenibilità ambientale tra quelli in concorso alla 71^ Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Carlo Cresto-Dina, produttore cinematografico de La Tempesta Film, ha realizzato il disciplinare EcoMuvi. Se tutte le produzioni seguissero le indicazioni EcoMuvi si realizzerebbe una riduzione delle emissioni pari a 1.120 tonnellate di CO2, equivalenti a quelle relative all’illuminazione pubblica annuale di un comune di oltre 10.000 abitanti.

«Esistono già film che dichiarano lo zero carbon footprint, ma a noi interessava andare oltre, non soltanto compensare. Ci interessava studiare un modo-di-fare attivo, un atteggiamento iniziale di risparmio, rispetto e uso intelligente», ha dichiarato Carlo Cresto-Dina. «Cosa mai potrà cambiare se la provvisoria carovana di un set cinematografico prova a risparmiare energia, usare fonti rinnovabili, non inquinare? Il set di un film è una carovana, che mima e ripete quasi tutto quello che avviene in una vera città. Sul set si mangia, si cuce, si produce energia, si dipinge, si costruisce e si distrugge, si bagna e si asciuga. Inventare un disciplinare per un set cinematografico è come studiare l’impatto di un villaggio contemporaneo».

«Il cinema può fare molto per l’ambiente, in termini di divulgazione di stili di vita sostenibili, di promozione del patrimonio artistico, culturale e ambientale e, sotto il profilo tecnologico, per ridurre gli impatti della stessa industria dello spettacolo» ha detto Marco Gisotti, direttore del Green Drop Award.

Al workshop era presente anche Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera: «Anche per l’industria del cinema è arrivato il momento di accettare la sfida della green economy e di scommettere sulla riduzione delle emissioni di anidride carbonica. A tal proposito, ho presentato un’interrogazione ai ministri della Cultura e dell’Ambiente, chiedendo l’istituzione di forme di incentivazione per ridurre l’impatto ambientale delle produzioni cinematografiche».

 

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