Inquinamento a Taranto, addio all’attivista Massimo Battista

Ph Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti

In difesa del diritto alla salute. Oggi lutto cittadino a Taranto per onorare la figura del consigliere comunale immagine della lotta all’inquinamento 

 

“Aspettiamo le motivazioni di una sentenza che ha il sapore della condanna inesorabile al sacrificio a fronte della legittima aspettativa di Giustizia di una comunità intera. Perché di questo si tratta, prima e oltre ogni cavillo giuridico e speculazione politica”. Nei giorni scorsi, il “suo” comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti sintetizzava così sui social quella che deve essere stata l’ultima profonda delusione di Massimo Battista.

Quando il processo “Ambiente svenduto” sul disastro colposo e doloso causato dall’inquinamento dell’ex Ilva di Taranto è stato azzerato, annullando 26 condanne in primo grado del maggio 2021 nel processo in corte d’Assise a Taranto che comminava 270 anni di pena per il disastro ambientale, le speranze di un cambio di passo sono venute meno per tanti ambientalisti che per decenni hanno combattuto per la salute pubblica. “E’ evidente – si legge anche sul necrologio social del comitato – che non si può delegare alla magistratura un compito squisitamente politico ma oggi la Corte d’Assise d’Appello di Taranto, con la sua decisione, ha ammazzato Taranto un’altra volta. Nessuna giustizia per i nostri morti. Vergogna!”.

Massimo Battista con la sua famiglia nell’ultima foto postata sul suo profilo Facebook

Sui social, dove un anno fa aveva reso nota la sua malattia, si legge anche il commiato che ha affidato ai familiari: “La mia battaglia termina qui. Ho lottato tanto per questa città, ho sempre cercato di dare un futuro migliore alla mia amata Taranto. Ho combattuto come un solo leone sa fare. Ed e qui che vi saluto e vi abbraccio uno ad uno”.

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Il tumore, “uno dei tanti” a Taranto

Da tempo Massimo Battista lottava contro un tumore, “uno dei tanti” che allungano drammaticamente e inesorabilmente i necrologi di Taranto. La malattia lo ha portato via a 51 anni dopo anni di battaglie ambientali. Ex operaio Ilva, sindacalista (subì diversi provvedimenti disciplinari per le sue lotte) e consigliere comunale di opposizione a Taranto (si era candidato sindaco alle Amministrative del 2022 per il movimento “Una città per cambiare Taranto” mentre nel 2017 fu eletto consigliere con il Movimento Cinque Stelle, che però lasciò quasi subito per protesta contro l’accordo raggiunto al Mise con ArcelorMittal), era diventato uno dei volti simbolo della lotta contro l’inquinamento.

Nell’agosto 2012, pochi giorni dopo il sequestro dell’area a caldo dell’Ilva, bloccò un comizio sindacale a bordo di un’apecar. L’idea del Comitato che, poi diventato l’organizzatore del concertone dell’Uno maggio di Taranto, nacque il quel contesto.

“Abbiamo scelto questo nome – si legge su www.liberiepensanti.it – perché crediamo, mai come ora, sia necessario superare il conflitto ambiente-lavoro, che fino ad oggi ha visto gli operai contrapposti ai cittadini. Il comitato nasce con questi obiettivi: tutela della salute e dell’ambiente, coniugata alla piena occupazione. Il comitato riunisce operai Ilva, lavoratori, disoccupati, precari, studenti, professionisti, cittadini che, per la prima volta, pretendono di essere al centro di ogni decisione politica sul futuro di Taranto”.

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Il manifesto ambientalista

“Siamo uomini e donne stanchi di dover scegliere tra lavoro e salute. Imputiamo all’intera classe politica di essere stata complice del disastro ambientale e sociale che da più di cinquant’anni costringe la città di Taranto a dover svendere i diritti in cambio del salario. Siamo stanchi di essere rappresentati da sindacalisti che invece di difendere i diritti dei lavoratori salvaguardano profitti dell’azienda.

Pretendiamo che chi ha generato questo dramma, paghi per il disastro prodotto. Non vogliamo più pagare con le nostre vite e i nostri corpi le conseguenze di una crisi ambientale, economica e sociale di cui si conoscono i colpevoli!”.

Il manifesto del comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti spiega così le ragioni della battaglia: “Siamo sempre più convinti che il superamento delle fabbriche ad alto impatto inquinante, a partire dall’ Ilva, siano l’unica soluzione per una rinascita e riconversione economica del nostro territorio.

Ph Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti

Non ci sono e non ci saranno alternative senza la Chiusura di tutte le fonti inquinanti e conseguente bonifica, decontaminazione dei siti e riconversione economica del nostro territorio attraverso il reimpiego di tutta la forza lavoro.

Per questo motivo continueremo a gridare al mondo intero la nostra rabbia ma presenteremo anche una soluzione concreta – pensata e costruita insieme ad altre realtà associative, sindacali (di base) e cittadini attivi – rivolta a tutti i soggetti istituzionali e non che davvero ritengono incompatibile con la salute umana lo stabilimento industriale più inquinante d’ Europa. È ora di dimostrare senso di responsabilità smettendo di difendere l’impossibile”. Per questo spiega sempre il Comitato “i tempi per un accordo di programma sono maturi, bisogna solo capire cosa difendere: il lavoro o questo lavoro a tutti i costi. Il lavoro lo si difende anche riqualificando le maestranze e avviando la più grande bonifica e decontaminazione mai fatta in Italia. Una scelta che, oltre a tutelare i lavoratori attuali, aprirebbe le porte del mondo del lavoro a una parte delle migliaia di disoccupati di questo martoriato territorio tutelando la salute dei cittadini di Taranto. Invitiamo tutti coloro che considerano una vergogna il ricatto occupazionale a cui siamo stati costretti fino ad oggi e che costruire insieme un’altra idea di città, a partecipare al Comitato. Il Comitato cittadini e lavoratori liberi e pensanti siamo tutti noi! Sì ai diritti, no ai ricatti: salute, lavoro, ambiente, reddito e cultura”.

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Lutto cittadino

“Bambini mi rivolgo a voi perché con i vostri genitori ho perso le speranze”. Con una delle sue frasi più simboliche, sui social, hanno voluto ricordarlo quanti si riconoscono nel comitato.

Il Comune di Taranto ha proclamato il lutto cittadino oggi 8 ottobre, giorno delle esequie del suo consigliere “per esprimere la vicinanza e la partecipazione dell’intera comunità tarantina al dolore che ha colpito la sua famiglia e tutti coloro che ne hanno conosciuto e apprezzato le doti e l’impegno.  La cittadinanza, in concomitanza con l’inizio della celebrazione delle esequie, che avrà luogo alle ore 16:30 presso la Concattedrale della Gran Madre di Dio, è invitata ad osservare un minuto di raccoglimento”.

Profilo social di Michele Riondino (Ph Facebook)

“Ho appreso con grande tristezza della scomparsa di Massimo Battista, consigliere comunale e cittadino tarantino da sempre impegnato con onestà e determinazione nella lotta per la salute dei suoi concittadini. La malattia – ha invece detto nel suo messaggio di cordoglio il presidente della giunta regionale pugliese Michele Emiliano – ha fermato la sua vita e la sua lotta. Che verrà proseguita da tanti altri cittadini che provano da anni a far comprendere la gravità della situazione di inquinamento dell’area dell’ex Ilva e le sue conseguenze sui livelli epidemiologici e sulle morti evitabili anche di tanti bambini. Ho incontrato tante volte Massimo e sempre ne ho apprezzato la forza e la genuinità, lo spirito di sacrificio a favore dell’adempimento del suo dovere. Alla sua famiglia, ai suoi amici e a tutti i cittadini Liberi e Pensanti il senso del mio affetto e del mio dolore”.

Se la scomparsa di Battista scuote Taranto, fra le tante voci che ne hanno ricordato, oltre che sempre sostenuto e sottoscritto, le battaglie civiche c’è quella dell’attore e regista di Palazzina Laf, Michele Riondino. L’artista tarantino, cresciuto nel quartiere Paolo VI e figlio di un operaio dell’Ilva, ha raccontato nel libro “Senza padroni. Taranto, l’Ilva e il palcoscenico” (Edizioni Gruppo Abele, 2021) il rapporto con la sua città e il suo impegno artistico e sociale a sostegno del Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti e sul palco dell’Uno Maggio, di cui è direttore artistico insieme al cantautore Diodato e al trombettista Roy PaciAggiornando i profili social, ha aggiunto il logo del Comitato.

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