
Il percorso è di 8 chilometri e unisce Pineta Ulmo a Monte Fellone
Cresce la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese. È stato inaugurato un segmento di 8 chilometri, lungo il canale principale dell’acquedotto, che unisce Pineta Ulmo, nel territorio di Ceglie Messapica, a Monte Fellone, nel comune di Martina Franca. Una salutare e piacevole passeggiata in bicicletta in uno degli scenari più suggestivi della regione, punteggiato di ulivi secolari e delle classiche abitazioni a trullo, realizzata da Acquedotto Pugliese grazie alle risorse messe a disposizione da Regione Puglia e Unione Europea.
Il tratto inaugurato, con lavori durati un anno e collaudo del luglio 2024, è stato realizzato con delibera dell’AIP e fondi regionali con un investimento pari a 1,6 mln di euro, come previsto dal programma 2018-2024 degli interventi della Regione Puglia.
“L’intervento che oggi si inaugura, completa la realizzazione di un primo tratto di 22 km, finanziato con risorse regionali – spiega l’assessore ai Trasporti e alla Mobilità sostenibile, Debora Ciliento – tratto direttamente collegato al percorso di 166 km, in corso di realizzazione, finanziato con le risorse del PNRR e che sarà ultimato entro il 30 giugno 2026.”. È stato anche completato e collaudato un ulteriore tratto di 10 km fino a Grottaglie, in provincia di Taranto, mentre è in fase di progettazione il tratto Sud della Ciclovia della lunghezza di 157 km, da Grottaglie a Santa Maria di Leuca
La ciclovia di Aqp è il secondo percorso ciclabile europeo su acquedotto ed è parte integrante dell’Itinerario Ciclabile Nazionale n. 11 (Ciclovia degli Appennini) della rete Bicitalia.
“Il tracciato segue la storica strada di servizio del canale principale di Acquedotto Pugliese e dispone di 4 aree di sosta attrezzate, di cui 2 con fontanelle (Pineta Ulmo e Ponte Cavaliere), per offrire momenti di ristoro e relax a contatto con la natura”, spiega l’ing. Massimo Pellegrini, responsabile della progettazione della ciclovia. “La pista, costruita in misto stabilizzato o cementato, è delimitata da staccionate in legno di castagno e caratterizzata dalla presenza di ponti canale storici, esempi straordinari di ingegneria idraulica dei primi del Novecento, che offrono panorami incantevoli sulla Valle d’Itria. Per garantire la sicurezza dei ciclisti – precisa Pellegrini – lungo il percorso sono stati installati cancelli e sbarre che controllano l’accesso, proteggendo così l’area da veicoli non autorizzati. Inoltre sono presenti due attraversamenti principali sulle provinciali SP 23 e SP 66, dotati di semafori a chiamata per i ciclisti”.
La Ciclovia dell’Acquedotto s’inserisce a pieno titolo nel Piano regionale della mobilità ciclistica che, in coerenza con quanto previsto dal Piano strategico di sviluppo del turismo in Italia, mira a realizzare una rete ciclabile regionale continua ed uniformemente diffusa sul territorio, definendo itinerari di lunga percorrenza che valorizzino quelli già consolidati o programmati e privilegino le strade a basso traffico.
L’idea di fondo è contribuire alla diffusione della cultura della mobilità sostenibile, favorendo e diffondendo l’uso delle biciclette sia per scopi turistico-ricreazionali sia per effettuare gli spostamenti sistematici casa-lavoro e casa-scuola, ponendo particolare attenzione ai criteri utili ai fini della sua realizzazione.
Il progetto della ciclovia abbraccia l’idea di sviluppo sostenibile su cui si basa tutta l’attività di Acquedotto Pugliese, come testimonia il Piano Strategico al 2026.






