Infrastrutture verdi. La strategia di Bruxelles

Una nuova strategia per promuovere l’utilizzo delle infrastrutture verdi in Europa. Soluzioni basate sulla natura, che forniscono un’alternativa economica e più efficiente rispetto alle costruzioni tradizionali. Ecco di cosa si tratta

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Ogni anno oltre 1000 kmq² di superficie sono convertiti ad uso abitativo, industriale, stradale o ricreativo. Da qui la necessità di un cambiamento e di infrastrutture in armonia con l’ambiente, utili a favorire un uso del territorio più integrato, attraverso l’offerta di servizi ecosistemici e soluzioni basate sulla natura (per saperne di più leggi l’articolo di A&A L’Unione Europea punta sulle Infrastrutture Verdi).

Rotterdam - Più verde in città per un clima migliore
Rotterdam – Più verde in città per un clima migliore

Cosa sono – Lo sa bene anche la che parla di come di “una rete di aree naturali e seminaturali pianificata a livello strategico con altri elementi ambientali, progettata e gestita in maniera da fornire un ampio spettro di servizi ecosistemici”.

Strumenti dall’UE – Per questi motivi l’UE ha messo a punto una nuova strategia per promuovere l’utilizzo delle infrastrutture verdi in Europa, con benefici ecologici, economici e sociali.

La strategia, pubblicata il 5 maggio 2013, si basa su quattro punti principali. Primo gradino è la promozione delle infrastrutture verdi nelle aree politiche fondamentali, con annessa integrazione nella pianificazione e nello sviluppo territoriali. Per incoraggiare questo processo Bruxelles intende pubblicare delle linee guida per integrare e finanziare le infrastrutture (ad esempio attraverso la Politica Agricola Comune, i Fondi di Coesione e il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale).

Esempio di "ponte verde" (Autostrada A6 Austria-Slovacchia)
Esempio di “ponte verde” (Autostrada A6 Austria-Slovacchia)

Secondo step sarà migliorare le informazioni e incentivare l’innovazione. Nell’ambito di Orizzonte 2020, La Commissione valuterà la necessità di un sostegno metodologico agli attuali lavori di mappatura e valutazione, nonché di nuove tecnologie da introdurre.

Il terzo punto si basa sul miglioramento dell’accesso ai finanziamenti, dando voce anche al settore privato. Al fine di contenere i rischi per quest’ultimo soggetto, infatti, si vedrà di mettere a disposizione strumenti finanziari – come pratiche di ripartizione del rischio – e accordi multilaterali con finanziamenti sia pubblici che privati. In particolare la Commissione sta lavorando in sinergia con la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) per creare, entro il 2014, uno strumento di finanziamento che sostenga i promotori di progetti a favore della .

Quarta e ultima ratio pone al centro il sostegno a progetti di infrastrutture verdi a livello di UE, considerando la possibilità di sviluppare una Infrastruttura verde trans-Europea (TEN-G). Infatti molti ecosistemi – tra catene montuose, fiumi e foreste – si estendono oltre certi confini nazionali e fanno parte del patrimonio naturale e culturale dell’intera Unione. Una visione paneuropea è vista, perciò, come necessaria per tutelare e valorizzare al meglio queste risorse. Entro la fine del 2015 Bruxelles produrrà uno studio con una valutazione dei benefici economici, sociali e ambientali nonché i costi legati ad un’iniziativa quale TEN-G .

Stepping stones
“Stepping stone”: per migliorare la qualità ecologica di un
ambiente è importante garantire la permeabilità del paesaggio alla fauna
selvatica

Best practices – Intanto, nell’ambito di un progetto transfrontaliero e intersettoriale finanziato dall’UE tra Austria e Slovacchia sono state sperimentate pratiche “modello”. Obiettivo ultimo sarà la creazione di un lungo 120 km, dalle Alpi ai Carpazi. Esistono già “ponti verdi” in punti chiave e restringimenti selle autostrade, frammenti di habitat o stepping stones (elementi di paesaggio discontinui, meglio note come pietre da guado, ovvero pozze o paludi utili durante una migrazione di avifauna) all’interno del corridoio ecologico.

Un altro bell’esempio, stavolta di collaborazione proficua tra pubblico e privato, arriva dalla Francia. Risale ormai al 1993 l’adesione dell’azienda di imbottigliamento di acqua minerale Vittel ad un programma di pagamento per servizi ecosistemici. In sintesi, per mantenere alto lo standard di qualità delle acque di falda, il programma paga i 27 agricoltori del bacino del Grande Source, al fine di adottare le migliori pratiche nella produzione di latte.

Ma investire sulla natura non comporta solo azioni presso grandi spazi aperti. Ad esempio in città, con l’adozione di infrastrutture verdi, si può ottenere facilmente la mitigazione del clima, spesso invivibile. L’effetto urbano” si può combattere attraverso la produzione di aria più umida, generata a basso costo dalla presenza di vegetazione. Per ottenere una qualità dell’aria migliore, assorbire le emissioni di CO2, ridurre il deflusso delle precipitazioni basteranno parchi più ricchi in termini di biodiversità, spazi verdi e corridoi di aria fresca.

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One Response to Infrastrutture verdi. La strategia di Bruxelles

  1. sono per il verde credo non si pos-
    ossa farne a meno dipende
    tutto dalla natura anche le nostre
    piccole vite che non hanno fatto
    altro che distruggerlo.

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