Fotovoltaico, morte per decreto: 15mila famiglie a rischio

Limite di 8.000 MW per gli impianti fotovoltaici e tagli retroattivi del30% degli incentivi. A rischio 120mila posti di lavoro. Una riflessione sul contenuto del decreto del Ministro per lo Sviluppo Economico Paolo Romani

Continua a leggere

Il 2 marzo il Ministro per lo Sviluppo Economico Paolo Romani presenta al Consiglio dei Ministri un decreto legislativo che rintroduce un limite vincolante fino al 2020 di 8.000 MW per gli impianti fotovoltaici e taglia, retroattivamente, del 30% gli incentivi (per ulteriori notizie leggi l’articolo Nuovo DDL sulle rinnovabili e l’articolo L’Italia spegnerà il suo sole?). E’ una decisione per certi versi sconcertante, che impone una riflessione.

Il Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani

Certo, il settore genera tante perplessità in questi giorni, tanto da indurci a individuare politiche e strategie idonee perché gli interventi siano orientati ad un sempre migliore inserimento ambientale. Dobbiamo con forza dire sì al , ma certamente non a quello selvaggio e che favorisce la distruzione dei valori ambientali; allo stesso tempo avviamo il dibattito sulle altre forme di energia, fra cui quella nucleare, individuando i punti di forza e di debolezza di un sistema a grande rischio. Ma evitiamo che si assumano provvedimenti che indirettamente costituiscano un sostegno di altre forme di energia, quale quella nucleare, che merita di essere ridiscussa e orientata in maniera intelligente. Che il futuro sia verso le è certo, come pericoloso è rischiare di tornare indietro.

Da più parti si afferma che questo decreto, se approvato, rappresenterà la morte delle energie rinnovabili in Italia. 15mila famiglie rischiano di perdere in pochi mesi il posto di lavoro, un indotto che occupa altre 100mila persone sarà colpito. Un prezzo altissimo, in termini sociali ed economici, verrà pagato da uno dei pochissimi settori produttivi non colpiti dalla crisi e da un numero importante di lavoratori e famiglie. E’ quello che succederà se il Consiglio dei Ministri approverà il decreto sulle rinnovabili.  

Impianto fotovoltaico
Impianto fotovoltaico

Solo lo scorso agosto è stata approvata la legge sul nuovo e il 31 gennaio la Commissione Europea ha adottato una raccomandazione in cui invita gli Stati membri ad incoraggiare le politiche di sviluppo delle fonti rinnovabili, scoraggiando esplicitamente strumenti normativi retroattivi, causa di incertezza sul mercato e di congelamento degli investimenti. Eppure, a dispetto di queste premesse nelle bozze del decreto legislativo rinnovabili leggiamo la previsione di introdurre retroattivamente un limite vincolante di 8.000 MW. Un vero e proprio tetto al fotovoltaico, più di 6 volte inferiore a quello fissato dalla Germania (che già ha superato ampiamente i 15mila MW) e che rende pressoché impossibile arrivare al 17% di energia alternativa stabilita per il 2020. È questa la prospettiva che annienterebbe il settore fotovoltaico a partire dalla prossima settimana con l’eventuale approvazione in Consiglio dei Ministri del decreto. A farne immediatamente le spese saranno circa 120mila lavoratori impiegati direttamente e indirettamente nel fotovoltaico e 160mila famiglie italiane che non potranno diventare indipendenti sul piano energetico. In queste condizioni un’industria nascente è condannata a morte prima ancora di essere diventata pienamente adulta; il rischio è quello di una Caporetto, con ripercussioni molto pesanti sia in termini occupazionali che di credibilità del sistema-Paese. La strategia italiana va nella direzione opposta di quella degli Stati Uniti che ha deciso di “puntare forte” sulle rinnovabili, pur in presenza di un taglio delle spese pubbliche molto robusto.

Siamo sbigottiti. Non è abbastanza promuovere l’ambiente e la salute di noi tutti, generare ricchezza e dare lavoro a oltre 15mila addetti diretti e fino a 100mila indiretti, offrire l’opportunità a oltre 160mila famiglie di diventare indipendenti energeticamente? Quali interessi si vogliono davvero tutelare? Chi sono i poteri forti che stanno eliminando ad una ad una tutte le rinnovabili? Prima l’eolico, oggi il fotovoltaico. Che destino attende un paese che distrugge sistematicamente le proprie opportunità di sviluppo?  

Questo decreto, se approvato, non avvantaggerebbe indirettamente il ricorso all'energia nucleare? nella foto la centrale nucleare del Garigliano

Strano, le Commissioni Parlamentari hanno dato parere positivo (per cui lo schema di decreto attuativo della direttiva 2009/28 sull’energia da fonti rinnovabili si inserisce nel quadro della politica energetica europea volta a ridurre la dipendenza dalle fonti combustibili fossili e le emissioni di CO2) ma il dibattito in corso, specie per le notizie di stampa spesso espressione di interessi non necessariamente palesi e esplicati in sede politica e sociale, sembra preludere ad un intervento legislativo che andrà, si teme, in senso diametralmente opposto a quello di incoraggiamento delle politiche di sviluppo delle fonti rinnovabili.

Stupisce il fatto che, a fronte di una crisi che non smette di mordere il tessuto produttivo, venga ad essere penalizzato proprio il settore delle rinnovabili, che si muove in netta controtendenza. Gli incentivi (che, ricordiamo, non gravano sul bilancio dello Stato ma nemmeno su quello delle famiglie, come invece si è letto in questi giorni) hanno creato un volano virtuoso che ha consentito all’Italia di riavvicinarsi al gruppo dei Paesi leader nel campo dell’innovazione e della capacità produttiva. Il fotovoltaico, in un contesto così difficile come quello che abbiamo visto delinearsi negli ultimi anni, rappresenta un settore in crescita occupazionale e di fatturato, oltre che un settore tecnologicamente in evoluzione.

La speranza è che Governo e Parlamento agiscano con saggezza ed equilibrio per evitare che un altro tassello della nostra economia cada vittima di contrapposti interessi e di battaglie ideologiche.  

Centrale nucleare attiva

Questa voce è stata pubblicata in Ambient&Norme, Featured e taggata come , , . Aggiungi ai segnalibri il permalink.

Post correlati:

One Response to Fotovoltaico, morte per decreto: 15mila famiglie a rischio

  1. Pingback: Decreto Romani: le reazioni - Ambiente & Ambienti

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>