La Puglia, l’ambiente, le leggi (3a parte)

Tra settembre e dicembre 2010 altra raffica di norme e provvedimenti adottati dalla regione Puglia a proposito di ambiente: si pensa al completamento del catasto delle grotte e cavità carsiche, ai Sistemi Ambientali e Culturali, al piano regionale dei riffiuti urbani e a tanto altro ancora

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La terza ed ultima parte del viaggio di Ambient&Ambienti nella normativa regionale in materia ambientale e degli avvenimenti che hanno caratterizzato il 2010 riprende dall’analisi dei lavori dell’ente regionale avviati dopo la pausa estiva.

Il primo importante provvedimento è la firma del protocollo di intesa per il censimento delle cavità naturali e artificiali per il completamento del catasto, fermo al 2006, che riporta schede relative a 654 grotte con l’auspicio di arrivare a 2100.

Grotta dei Cervi

A settembre, in occasione della Campionaria della Fiera del Levante di Bari, la Regione presenta il bando per finanziare i () avviati dall’Area politiche per la promozione del territorio, dei saperi e dei talenti della Regione Puglia, previsti nel programma pluriennale di attuazione del Piano operativo fondo europeo di sviluppo regionale (Po Fesr) 2007-2013 e finanziati con 15 milioni di euro a valere sull’Azione 4.2.2 dell’Asse IV. I sono “aggregazioni” di risorse ambientali e culturali del territorio pugliese che vengono messe in rete, integrate e valorizzate, attraverso un programma di interventi per promuovere l’attrattività, lo sviluppo economico, la cooperazione fra istituzioni e l’iniziativa delle imprese.

Ad ottobre si avvia la procedura della Valutazione ambientale strategica () per l’aggiornamento del piano regionale dei rifiuti urbani; obiettivi innovativi che riguardano la definizione di un programma per la riduzione della produzione dei rifiuti, nonché un programma per la riduzione dei rifiuti urbani biodegradabili da avviare in discarica, anche ai sensi di quanto previsto nella direttiva 2008/98/CE. A novembre arriva il riconoscimento per il che riunisce 337 aziende e rappresenta uno dei settori economici più strategici della Puglia.

Una centrale funzionante a

L’ultimo mese del 2010 si apre con l’analisi per l’approvazione delle linee guida per l’autorizzazione dei nuovi impianti destinati alla produzione di energia da , compreso quello da biomasse, cioè che recupera gli scarti di origine vegetale e, attraverso la loro valorizzazione termica, dà come risultato il .

A metà dicembre parte la campagna di adesione al marchio “” che servirà ad “etichettare” i prodotti agroalimentari pugliesi con la garanzia di tipicità, qualità, sicurezza e tracciabilità e il via ufficiale al progetto “100%Puglia”. Il marchio garantirà i consumatori che avranno finalmente la certezza di acquistare prodotti di qualità e provenienti da filiera certificata; il marchio, infatti, garantisce la provenienza del prodotto, la materia prima utilizzata e la fase di trasformazione.

Il 30 dicembre, la giunta Vendola dice sì a tre nuovi privati in Puglia e contraddicendo se stessa:  infatti a febbraio 2008 aveva categoricamente messo il veto alla loro costruzione sul suolo regionale. Nella stessa seduta la giunta ha approvato lo schema di disegno di legge per la conclusione dell’iter istitutivo del .

 

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