Ambient&Norme
Petrolieri e nucleare contro ambientalisti: per l’Italia un’altra partita persa?

Il TAR, la giustizia amministrativa, ha riconosciuto che il nostro mare non sarà devastato da piattaforme e tralicci. La Corte costituzionale ha respinto i ricorsi delle Regioni che ritengono illegittima la legge delega sulla scelta dei siti delle nuove centrali nucleari. Quale futuro aspetta la Puglia e il nostro Paese.

La giustizia amministrativa ha riconosciuto che il nostro mare non sarà devastato da piattaforme e tralicci. Il presidente del , Onofrio Introna, che nella passata legislatura è stato assessore all’ ha accolto con soddisfazione la sentenza del Tribunale amministrativo della Puglia.

<p>una piattaforma petrolifera off-shore</p>

una piattaforma petrolifera off-shore

Il TAR ha accolto il ricorso della Regione e della Provincia di Bari contro i si del Ministero dell’ alla costruzione di impianti off-shore di perforazione sottomarina per la ricerca di idrocarburi e respinto le richieste di trivellazioni con una «decisione innovativa» per l‘assessore regionale all’Ambiente Lorenzo Nicastro.  La Puglia, da sempre schierata a difesa dell’ambiente e delle sue risorse, è contro le trivellazioni. «No a qualsiasi scorciatoia burocratica», ha ricordato il presidente.

<p>la marea nera nel Golfo del Messico ha causato un disastro ecologico incalcolabile</p>

la marea nera nel ha causato un disastro ecologico incalcolabile all'ambiente

«Esistono preoccupazioni paesaggistiche da un lato e ambientali, dall’altro». Quelle del governo regionale non sono posizioni preconcette, «il disastro nel Golfo del Messico dimostra che gli allarmi ecologici non sono ingiustificati, tantomeno iettatori». E promette ancora battaglia il presidente Introna, perché l’Adriatico non diventi una palude di petrolio a discapito dell’ecosistema marino già fortemente penalizzato sia dal mancato riciclo, perché tutto il si può considerare un grande lago. Sia per la pericolosità dei sondaggi subacquei effettuati con apparecchiature che causano gravi danni alla fauna marina, fino alla morte come nel caso dei cetacei spiaggiati a Peschici, in provincia di Foggia, colpiti dagli air gun (leggi gli altri articoli in Archivio http://www.ambienteambienti.com/archivio/ ). All’orizzonte, infatti, un’ondata di piccoli e grandi petrolieri è in agguato. Compagnie italiane e straniere, negli ultimi due – tre anni, si sono messe in fila davanti ai ministeri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente per richiedere nuove autorizzazioni alle trivellazioni. Secondo un’inchiesta di Repubblica, un centinaio di trivellazioni sono al . Dall’Elba alle Tremiti i piani dei petrolieri per mettere le mani su cento milioni di tonnellate di oro nero custoditi nel nostro sottosuolo. 95 i permessi già rilasciati: 71 a terra (25mila chilometri quadrati, un’area equivalente alla Sicilia) e 24 a mare (11mila chilometri quadrati, quanto l’Abruzzo). 65 le istanze per nuove ricerche: 24 a terra (7mila kmq) e 41 a mare (23mila). «Speriamo che l’ottimo risultato conseguito dalla Puglia nella Guida Blu 2010 e questa sentenza contribuiscano a evitare ogni ipotesi di installazione di piattaforme petrolifere al largo delle nostre coste» commenta  Francesco Tarantini, Presidente Legambiente Puglia. «Ci auguriamo adesso – continua Tarantini – che la commissione Valutazione Impatto Ambientale, esaminando il progetto, lo rigetti, considerando il giudizio del Tar Puglia». Ma se da una parte la Puglia può esultare, da un’altra cresce la preoccupazione. La Corte costituzionale, infatti, ha respinto i ricorsi delle Regioni che ritengono illegittima la legge delega sulla scelta dei siti delle nuove .

<p>le grandi nubi di vapore prodotte da una centrale nucleare</p>

le grandi nubi di vapore prodotte da una centrale nucleare

La Consulta ha rigettato i ricorsi sollevati da Lazio, Umbria, Basilicata, Toscana, Calabria, Marche, Molise, Puglia, Liguria ed Emilia Romagna (il Piemonte aveva deciso di ritirare il suo) sulla , che conferisce al Governo la delega per la riapertura delle centrali atomiche in Italia, dichiarandoli in parte infondati e in parte inammissibili. Le motivazioni della sentenza sono attese per le prossime settimane. Il Ministro per l’Ambiente apprezza la decisione della Corte Costituzionale che «fuga ogni dubbio sulla legittimità della impostazione del Governo su questo tema chiave per lo sviluppo del Paese». E annuncia un’accelerazione nel varo della nuova Agenzia per la Sicurezza Nazionale. In realtà l’Agenzia avrebbe dovuto essere già operativa dal febbraio scorso ma il Governo non ha i soldi per finanziare i privati che dovrebbero costruire le centrali. Il ritorno dell’Italia al nucleare sembra, comunque, cosa fatta. In questo caso il prossimo passo del Governo è di scegliere i siti che ospiteranno le centrali.

<p>Vladimir Putin e Silvio Berlusconi</p>

Vladimir Putin e Silvio Berlusconi

<p>il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo </p>

il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo

Operazione per la quale ci vorranno tre anni secondo quanto riferito da Berlusconi al summit con Putin ad aprile scorso. La tecnologia cui si affiderà il Paese è quella francese dell’European Pressurized Reactor (EPR); richiede zone poco sismiche, prossimità di grandi bacini d’acqua e lontananza da zone densamente popolate. I nomi dei siti possibili sono Caorso, nel Piacentino, e Trino Vercellese (Vercelli), Montalto di Castro, in provincia di Viterbo, Termoli, in provincia di Campobasso, Porto Tolle, a Rovigo, dove c’è già una centrale a olio combustibile in processo di conversione a carbone pulito, Monfalcone (in provincia di Gorizia) Scanzano Jonico (Matera), Palma (Agrigento), Oristano e Chioggia (Venezia). In Puglia due le ipotesi, Mola di Bari e Nardò vicino Lecce.

<p>Angelo Bonelli  leader Verdi</p>

Angelo Bonelli leader Verdi

….

Ma per Angelo Bonelli la partita sul nucleare è tutt’altro che chiusa. Il leader nazionale dei Verdi lo ha ribadito Bari, dove ha partecipato a un incontro per la raccolta di firme per una proposta di legge sull’efficienza energetica delle fonti rinnovabili, con Mimmo Lomelo, coordinatore del movimento ambientalista in Puglia. Secondo Bonelli i costi  delle bollette dell’ aumenterebbero del 15%.

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