Impianto offshore in Salento, la protesta incalza, tra botta e risposta

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Pagliaro contro la Regione, Delli Noci risponde a Pagliaro, Pagliaro ribatte e attacca. Nel mezzo c’è un territorio e una comunità che hanno bisogno di risposte concrete

 

Paolo Pagliaro, consigliere regionale e capogruppo de “La Puglia Domani”

Il Salento si mobilita contro l’impianto offshore di Odra Energia. Il progetto prevede la realizzazione di un parco eolico offshore nei pressi della costa salentina. Nonostante le autorizzazioni siano in regola, il consigliere regionale Paolo Pagliaro di La Puglia domani sta conducendo, insieme ai cittadini, una battaglia contro l’impianto che considera un “mostro” “di fronte alle coste tra Otranto, Santa Cesarea Terme, Castro, Tricase e Leuca. Il piano pubblicato il 26 novembre dalla società proponente sul sito del Ministero dell’Ambiente – che doveva essere rivisto alla luce delle osservazioni giunte da Comuni, Enti e cittadini – di fatto conferma lo scenario progettuale. Solo fumo negli occhi la riduzione da 90 a 73 del numero di pale galleggianti, che restano alte quasi 300 metri, e l’allontanamento di appena 2 chilometri (da 14 a 12) dalla litoranea. Rimangono invariate anche tutte le opere di approdo, scavo e connessione previste in località la Fraula, a Santa Cesarea Terme. Hanno deliberato parere contrario il presidente e l’assemblea dei sindaci della Provincia di Lecce, 72 Consigli comunali e del territorio, la Pro Loco e il Parco regionale naturale Costa Otranto-Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase.”. Pagliaro sottolinea i danni collaterali alla flora e alla fauna marini e il deturpamento del paesaggio che non sarebbero stati calcolati.

Una posizione netta di Pagliaro e del territorio che la Regione e il Mase dovrebbero tenere conto.

“Perché – continua Pagliaro – la Regione Puglia contravviene alle sue stesse linee guida per la gestione dello spazio marittimo, tracciate nella delibera inviata al Ministero dell’Ambiente? Aveva detto sì agli impianti offshore, ma nelle aree portuali già utilizzate a fini industriali e in alto mare, senza alcun impatto visivo sulla litoranea. Invece il progetto Odra andrà ad invadere uno specchio di mare di altissimo pregio naturalistico e «uno dei punti più sensibili del Mediterraneo dal punto di vista storico, culturale e archeologico» secondo il professore emerito Francesco D’Andria – calpestando la volontà dei territori e il loro diritto ad auto determinare l’uso del proprio patrimonio paesaggistico.”.

l’assessore allo Sviluppo economico, Alessandro Delli Noci (foto sito Regione Puglia)

La risposta della Regione Puglia non si è fatta attendere molto. “L’attacco insensato e ingiustificato del consigliere Pagliaro a proposito della valutazione favorevole di impatto ambientale che il mio Assessorato avrebbe rilasciato per l’impianto – ha detto l’assessore regionale allo Sviluppo economico Alessandro Delli Noci – Il parere reso dalla Sezione Transizione Energetica è un contributo istruttorio che afferisce al procedimento di VIA del Governo centrale, reso tecnicamente dalla Sezione che, così come altre autorità e sezioni coinvolte nel subprocedimento regionale confluisce nel provvedimento finale, destinato a perfezionarsi con la determina della Sezione ambientale competente, afferente all’Assessorato all’Ambiente. Si tratta di un mero contributo tecnico-istruttorio del dirigente della struttura, non vincolante che, nello specifico, non riporta alcun segno di favore o non favore all’iniziativa, ma evidenzia la necessità di contemperare, nella fase progettuale, idonee misure di compensazione per il territorio e per lo sviluppo di una filiera locale per l’approvvigionamento di risorse umane e materiali. Questo rilievo di tipo tecnico, se non puntualizzato in alcun contributo tecnico o parere, avrebbe al contrario potuto consentire al MASE (unico soggetto titolare della competenza al rilascio del titolo finale) di leggere un assenso incondizionato all’iniziativa. Quello che come Regione Puglia possiamo fare – e stiamo facendo – è vigilare, e fare in modo che i territori su cui il Governo centrale deciderà di installare impianti a fonti rinnovabili ricevano le giuste compensazioni economiche per le comunità.”.

Immediata, invece, la controreplica di Pagliaro a Delli Noci: “chiediamo a lui come mai una sezione del suo Assessorato rilasci un parere, quando invece di norma, nel procedimento di VIA nazionale, il parere viene espresso unicamente dalla Regione, dalla Giunta o dal presidente, o dall’assessore all’Ambiente che ha competenza in materia di valutazione ambientale. Questo parere vale solo per l’Assessorato di Delli Noci o è condiviso dal presidente Emiliano e dall’assessora Triggiani? Dica piuttosto, una volta per tutte, se è contrario o favorevole all’impianto offshore di Odra: 73 pale galleggianti di 315 metri di altezza, a 14 chilometri di fronte alla costa salentina.”.

Un botta e risposta, quindi, che non aiuta a chiarire le posizioni e le necessità di un territorio che deve decidere di scegliere tra transizione energetica, ambiente, comunità, interessi economici, politica, progresso e tecnologia.

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