Il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola si è recato a Roma, presso il Senato. A Palazzo Madama, Vendola è stato ricevuto in audizione dalla Commissione Ambiente e Industria, per discutere sul futuro dello stabilimento Ilva di Taranto. A fine 2014, il Governo ha varato un nuovo decreto Salva-Ilva (legge n. 1/2015).
Il testo prevede «Disposizioni urgenti per l’esercizio di imprese di interesse strategico nazionale in crisi e per lo sviluppo della città e dell’area di Taranto». Il decreto attribuisce al commissario straordinario i poteri necessari per attuare le prescrizioni di carattere ambientale previste dall’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA). Allo stesso commissario saranno destinate le somme sequestrate all’ILVA, che confluiranno in una contabilità speciale. La gestione dell’impresa sarà considerata attività di pubblica utilità e gli interventi previsti dal piano ambientale saranno dichiarati urgenti e indifferibili. Per il Governo, «il Piano […] si intende attuato se entro il 31 luglio 2015 sono realizzate, almeno nella misura dell’80 per cento, le prescrizioni in scadenza a quella data». Quanto al 20 per cento restante, sarà lo stesso esecutivo a determinare la scadenza “con apposito decreto del presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro dell’Ambiente». Al commissario straordinario ed ai suoi incaricati, sarà concessa immunità penale.
In audizione, Vendola ha enfatizzato luci ed ombre rispetto al decreto. «Siamo contenti che si possa siglare un contratto istituzionale di sviluppo per la definizione di una cabina di regia che, su tutti i programmi di riqualificazione e di rilancio della città di Taranto, possa fare in modo che si proceda celermente».
Nichi VendolaTuttavia, il governatore osserva che si tratta dell’ennesima decretazione di urgenza: tale strumento normativo è stato giudicato poco idoneo alla realtà di Taranto. «Le norme susseguitesi hanno determinato, nel tempo, un potere progressivamente crescente posto in capo ai commissari. A tale competenza attribuita ai commissari non si può certo dire che sia corrisposta una tutela crescente dell’ambiente e della salute dei cittadini. Questo processo non ha affatto determinato una migliore efficienza e maggiore rapidità nella realizzazione degli interventi di ambientalizzazione necessari. Anzi, si è avuto esattamente l’effetto contrario, cioè una continua proroga dei termini ultimi previsti per l’ottemperanza a tutte le prescrizioni dell’AIA».
Il decreto – osserva Vendola – prosegue l’azione di differimento dei tempi previsti per attuare le necessarie tutele ambientali riproponendo le medesime criticità: «Preliminarmente non si può prescindere dalla opinabilità dei numeri indicati. L’80% è una misura economica, sostanziale o numerica? E perché proprio l’80% e non il 90 o il 50%? Quali sono le motivazioni poste a base di tale numero?».
Vendola ha poi commentato il comma relativo all‘impunibilità penale del commissario straordinario. «Da un lato si eliminano gli obblighi a rispettare un crono-programma di attività e dall’altro si introduce una sorta di zona franca normativa per chi opera sull’unico presupposto che si faccia il bene, senza peraltro esplicitare quali siano i fondamenti tecnico-scientifici di tale affermazione». Vendola ha auspicato la reintroduzione del Garante, con compiti di vigilanza ed informazione nei confronti della popolazione.
La Regione Puglia ha introdotto, relativamente al siderurgico, la valutazione del danno sanitario. È stato istituito il Centro Salute Ambiente, per valutare la correlazione tra esposizioni ambientali attraverso tutte le matrici e gli effetti sulla salute umana. Il Centro ha avviato attività di monitoraggio e ricerca e le relative dotazioni strutturali e infrastrutturali. Vendola ha segnalato alla Commissione la necessità di attribuire specifiche risorse economiche al Centro Salute e Ambiente, al fine di assicurare la piena efficacia delle azioni intraprese, anche per introdurre elementi che rafforzino la credibilità degli Enti di fronte ai cittadini. Considerazioni analoghe sono state estese anche in relazione alla dotazione umana e strumentale di ARPA Puglia.
Un articolo del decreto fa riferimento alle due discariche di proprietà dell’Ilva, una per rifiuti pericolosi ed una per rifiuti non pericolosi, che hanno ottenuto un decreto di compatibilità VIA rispettivamente da parte del ministero dell’Ambiente e della Regione Puglia. «Singolare è la proposta della norma (anche questa pare norma-provvedimento) che, da un lato approva documenti commissariali per i quali il commissario è già dotato di autonomia decisionale e, dall’altro, rimette in capo alle autorità competenti la successiva fase di gestione delle procedure con le immaginabili conseguenze sotto il profilo della inefficienza dell’azione amministrativa».
In conclusione, Vendola ha valutato positivamente l’ipotesi di Contratto istituzionale di sviluppo per l’area di Taranto. «La funzione di programmazione di misure ed interventi non può che essere attribuita al tavolo istituzionale e non già al commissario straordinario per le bonifiche che, in tale ottica, assume il ruolo di esecutore degli interventi.


