Presentato a Napoli a villa Diamante l’edizione 2014 de il Calendario delle Studentesse, ideato e progettato da Arakne Communication. Quest’anno il tema è la violenza contro le donne, violenza che sembra estendersi in modo preoccupante in tutta Italia, senza distinzioni di età, ceto sociale, situazioni, colore della pelle, religione.
Questo calendario lancia un messaggio positivo, le studentesse che si sono prestate allo scatto delineano delle donne che si ribellano alla loro condizione di debolezza, di sudditanza, di discriminazione, presentandosi forti, coraggiose, sorridenti, ironiche, provocatorie. Donne che hanno ben chiaro il loro ruolo e che pretendono di essere rispettate per il contributo che danno alla società civile senza dover subire nessun tipo di “violenza” che essa nasca da vincoli religiosi, economici o sociali.
Agosto – La libertà non ha religioniIl Calendario delle Studentesse non è solo un messaggio forte in difesa delle donne, ma è diventato una opportunità lavorativa per le ragazze fotografate che grazie a Optima Italia, multi utility leader nel settore della telefonia, gas ed energia elettrica, hanno lavorato nel settore Marketing & Comunicazione dell’azienda. Altre imprese campane di livello nazionale e internazionale sono state coinvolte in questo progetto: Laif Nail Collection, Giappo Italia Franchising, Mc Donald’s.
Novembre – Non sono la bambola di nessunoLe foto sono state eseguite da un gruppo di importanti fotografi. Il calendario sarà distribuito gratuitamente in abbinamento al freepress patinato “Pocket Magazine” non solo a Napoli ma anche a Milano e Roma. I dodici scatti saranno visibili anche sul sito de Il calendario delle studentesse. Ne citiamo tre: lo scatto di Agosto ritrae una donna mediorientale nell’atto di tagliare con le forbici il niqab, uno dei tipici veli della tradizione islamica. Un gesto di ribellione a una costrizione di origine religiosa e culturale. La foto di giugno è un omaggio al femminismo attivo delle Pussy Riot, infine la studentessa di novembre si rifiuta di fare la donna oggetto, riconquistando la propria identità.


