Il Fai acquisisce la gestione dell’Abazia S.Maria di Cerrate

La notizia è diventata ufficiale con l’iniziativa fissata domenica 22 aprile dalla delegazione FAI pugliese per poterla visitare prima dell’inizio dei lavori: l’Abazia di Santa Maria di Cerrate a Squinzano (Lecce) entra a fare parte del Fondo Ambiente Italiano, grazie alla decisione della Provincia di Lecce d’affidarla in concessione alla Fondazione scelta come soggetto ideale per l’impegno e la competenza dimostrata, una concessione trentennale che prevede la gestione e la valorizzazione del monumento costruito nel XI secolo.

La gestione e valorizzazione dell'Abazia di Santa Maria di Cerrate passano al FAI grazie ad un accordo con la Provincia di Lecce

Alla presentazione dell’accordo hanno preso parte Antonio Gabellone, presidente della Provincia di Lecce e Ilaria Borletti Buitoni, presidente del Fai che ha dichiarato: «Grazie a questa concessione il Fai avrà un nuovo bene nel Sud Italia e il primo bene in Puglia, in una zona – il Salento – di grande sviluppo turistico . Un’opportunità per far conoscere un altro pezzo del nostro patrimonio agli italiani e stranieri che frequentano questa regione». S. Maria di Cerrate è considerato uno dei più importanti monasteri italo-greci d’Italia, fondata agli inizi del XII secolo da Tancredi di Altavilla, conte di Lecce al quale, secondo una leggenda, comparve la Madonna tra le corna di un cervo (da cui il nome Cerrate o Cervate). L’Abbazia fu officiata prima dai monaci Basiliani e quando scomparvero (verso il XVI secolo) fu sottoposta al controllo della Santa Sede. Ma nel tempo è stato poi inevitabile il suo abbandono. L’area, venendo poi ai giorni nostri, fu acquistata dalla Provincia di Lecce nel 1965 per essere destinata a museo e centro di ricerche e studio del folklore e delle tradizioni popolari salentino.

Gli affreschi nei sottarchi risalgono ai secc. XIII-XIV

Il suo un aspetto – La chiesa romanica ha un prospetto monocuspidale animato da una serie di archetti che fanno comprendere la spartizione interna della struttura. La facciata presenta un piccolo rosone al centro, una monofora per lato e un duecentesco portale nel cui intradosso sono figurati i rilievi dell’Annunciazione della Vergine, della Visita a Santa Elisabetta, dei Magi e della Fuga in Egitto. Lungo il lato sinistro del tempio, invece, fa bella mostra di sé un portico, risalente al XIII secolo, impreziosito da colonne cilindriche e poligonali che reggono dei capitelli figurati. E di fronte al portico c’è un pozzo ornamentale del XVI secolo. L‘interno a tre navate, con altrettante absidi, con soffitto di travi, canne e tegole, mostra anche un baldacchino che è stato posto sull’altare maggiore nel 1269.

E oltremodo degni di nota sono gli affreschi duecenteschi e trecenteschi nei sottarchi, mentre gli altri, quelli che arricchivano le pareti della chiesa, sono purtroppo quasi completamente scomparsi. Da aggiungere che durante i lavori di restauro furono staccati dalla chiesa alcuni affreschi e trasportati nel vicino museo nel quale sono tuttora esposti: ricordiamo all’attenzione dei visitatori le opere Dormitio Virginis, Annunciazione della Vergine, Miracolo della cerva, San Giorgio con la principessa, Sant’Anna e San Gioacchino con Maria Vergine, San Demetrio, San Michele e altri Santi. Passando alla navata, quella centrale ha la caratteristica di essere più alta e più ampia delle laterali e vi si accede attraverso un portale riccamente scolpito. Inoltre nei pressi dell’Abazia sono state rinvenute tre sepolture scavate nel banco di roccia naturale. Una di queste era stata già svuotata ed era priva, al momento del ritrovamento, della copertura. Ed ancora all’interno sono state rinvenute macerie di pietre calcaree mescolate con terra e tracce di ossa umane: tutte sepolture che risalgono all’epoca basso medioevale.

Il programma di visita – Diamo qualche anticipazione (ne parleremo più diffusamente nei prossimi giorni)  sul programma di visita dell’abazia, organizzata dal FAI. Oltre a  Santa  Maria di Cerrate, sarà possibile visitare il Monastero degli Olivetani (XII sdc.) attualmente sede del Dipartimento degli Studi Storici dell’Università del Salento, il Giardino di Villa Reale e Palazzo De Secly, entrambi a Lecce.

Assonometria dell'interno dell'Abazia di Santa Maria di Cerrate (Squinzano, Lecce)

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