«Cosa posso fare per garantire un futuro migliore ai miei quattro figli?» Questo mi chiedevo pensando a quale mondo sarò capace di lasciar loro. Intanto, le tradizionali fonti energetiche come petrolio e carbone, mostrano sempre con maggiore evidenza i loro limiti. Bisognerà ingegnarsi per ricercare nuove tipologie di fonti energetiche.La fonte inesauribile, e di più immediato e semplice utilizzo, è proprio il sole, portatore di vita e di energia. Gli sforzi della ricerca in questo campo sono orientati a migliorare la capacità di ricezione e la qualità di trasformazione del suo calore in energia utilizzabile all’uomo.

Allora, mi sono detto, vediamo cosa c’è “in giro”, navigando sul web. La soluzione di più facile realizzazione in questo senso mi è sembrata l’installazione di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia. Vuol dire avere la possibilità di produrre da soli, e direttamente dal sole, energia elettrica. Inoltre, fattore non da poco, lo Stato offre due tipi di incentivo a chi decide di installare i pannelli fotovoltaici. Comincio così già da luglio 2011 a concretizzare quello che ho letto, pensato e studiato. Installo un piccolo impianto fotovoltaico da 3,00 kw circa sul tetto della mia abitazione. Primo riscontro pratico: con la mia produzione riesco ad ottenere un incentivo non solo dallo Stato, ma anche da parte dell’ente erogatore di energia, che mi ripaga del finanziamento. E in più guadagno anche qualche centinaia di euro. Per gli scettici, dunque, basterebbe pensare che l’impianto si ripaga da solo; e invece si tratta di un investimento che consente anche un guadagno. Soddisfatto della scelta energetica, m’ingegno a questo punto per ridurre le spese delle bollette di gas, sempre più esose. Ed ecco che “scopro” un’altra tecnologia che sfrutta la potenza del sole, questa volta per il riscaldamento dell’acqua e la produzione di energia termica attraverso l’accumulo di acqua calda. Un prodotto, a quanto pare, completamente alternativo alla caldaia a gas. Sempre navigando sul web, cerco un’azienda che produca i pannelli per la produzione di acqua calda sanitaria nella nostra regione. E la trovo ad appena 150 km da casa, nel Leccese; la Cmg Solari. Sembrerà un fattore di poco conto, ma scegliendo aziende della propria regione si abbattono i costi, riuscendo ad avere prodotti di qualità ad un prezzo concorrenziale. E, anche in questo caso, lo Stato ci permette di avere una detrazione del 55%.
Qualche altra “buona pratica” ambientale? Installare le valvole termostatiche ad ogni radiatore di casa; in cambio si ottiene un notevole risparmio del gas. E ancora: l’autoproduzione di acqua da bere. Con un mini impianto ad osmosi (acquistato a buon prezzo da internet) riesco ad evitare di prendere l’auto e recarmi al supermercato caricandomi di fardelli d’acqua: risparmio di tempo e di benzina, nel rispetto dell’ambiente. Le idee, anche piccole, non mancano: per esempio si potrebbe fare molto anche nel campo della raccolta differenziata. Già da tempo in altri Paesi vengono distribuite le cosiddette compostiere, contenitori ad hoc per la produzione di concime organico grazie agli scarti di cucina, che solitamente buttiamo, al massimo nei rifiuti organici. Le compostiere potrebbero trovar posto senza problemi nei giardini condominiali così come nei giardini privati; e garantirebbero la produzione di concime a costo zero.
Purtroppo sono in molti, ancora oggi, a non credere che basterebbe poco per ottenere molto: i tempi lunghi per veder ammortizzati i costi spesso scoraggiano i più. Dal punto di vista istituzionale, tra l’altro, manca un’informazione capillare e costante. Le singole campagne informative dovrebbero tempestare i cittadini attraverso ogni mezzo di comunicazione. Perché se nell’immediato i problemi da affrontare sono quelli economici e occupazionali, almeno tentiamo di lasciare ai nostri figli un pianeta meno devastato dal punto di vista ambientale.



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