La parola ai lettori
A Barletta una giornata della memoria

Con l’aiuto della Scuola, ecco l’obiettivo 2010 per non dimenticare i cinquantotto morti innocenti nel crollo di Via Canosa di quel tragico 16 settembre 1959

<p>un'immagine del crollo di via Canosa a Barletta </p>

un'immagine del crollo di via Canosa a Barletta

Cinquantotto furono i morti innocenti del tragico crollo di Via Canosa a Barletta del 16 settembre 1959, funesto episodio del secondo Novecento italiano dove malaffare, speculazione e avidità di guadagno furono le cause di una sciagura che tuttora dolorosamente segna il tessuto urbanistico della città, dove sul luogo del disastro hanno riedificato negli anni successivi un palazzone di edilizia privata ed un cavalcaferrovia come opera pubblica senza che alcuno (politici compresi) si facesse un bell’esame di coscienza sul perché non fosse stato lasciato come le ruspe lo avevano ripulito dalle ultime macerie…
Ma nonostante l’offesa di aver cancellato un luogo della memoria così tanto luttuoso proprio perché così tanto colpevolizzante di un certo modo d’intendere l’edilizia di azzardo, quel luogo dove il presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, accorso a seguito delle notizie rilanciate in tutto il Paese dalle prime pagine di tutti i quotidiani nazionali, si sentì gridare in faccia dalla gente “Vogliamo giustizia per i nostri morti!”, in onore e a ricordo delle famiglie distrutte, ecco l’idea forte: una giornata della memoria per i martiri di mala edilizia da commemorare ogni 16 settembre, a partire da quest’anno.

Il cavalcavia realizzato dopo il crollo di via Canosa, 7

Il cavalcavia realizzato dopo il crollo di via Canosa, 7

Esattamente a pochi mesi dalla celebrazione del cinquantesimo anniversario del tragico crollo di Via Canosa con una serie di attività tecnico-scientifiche e di forte impatto popolare, un convegno di studi e lo scoprimento del cippo commemorativo, a Barletta il nostro Gruppo di Lavoro stabilizza la propria opera elaborando una precisa “strategia del ricordo” con tappe importanti: in primis, la legittimazione storica di un fatto dalle proporzioni così devastanti da far interrogare l’Italia intera (anche in Parlamento) sul come fosse stato possibile che una mazzetta da trentamila lire passata nelle tasche di un funzionario comunale potesse valere cinquantotto vite innocenti. Il processo che seguì alla tragedia fu così importante per l’opinione pubblica che fu  seguito da inviati eccellenti (Montanelli, Bocca, Zatterin, Cervi, Stille) e con condanne che allora parvero esemplari, come tragicamente esemplari furono le testimonianze rese davanti ai giudici dai parenti delle vittime.
E ancora, il profondo coinvolgimento del mondo della scuola, attraverso le più giovani generazioni, come l’emblematica adozione da parte della scuola elementare “Giovanni Paolo II”  del cippo monumentale inaugurato nel verde di via dei Pini: adozione certo simbolica, ma che fa da perno ad un prossimo triennio di iniziative che educheranno i più grandi nella scia dei ragazzi all’idea della sicurezza nel costruire come valore assoluto.

<p>Barletta Via dei Pini Inaugurazione Cippo Commemorativo </p>

Barletta Via dei Pini Inaugurazione Cippo Commemorativo

Infatti, il nostro motto è appunto “Dalla mala edilizia dei crolli al costruire sicuro nella città che cambia”, uno slogan intorno al quale s’intende chiamare a raccolta le associazioni professionali di categoria e gli ordini professionali, quello degli ingeneri in prima linea, e formare una coscienza popolare ed autorevole nel rispetto di regole che oltrepassano i cosiddetti strumenti urbanistici per diventare vincoli inviolabili dai facili arricchimenti.

Nino Vinella  giornalista e portavoce del Gruppo di lavoro “Barletta Via Canosa 16 settembre 1959-2009” Dalla mala edilizia dei crolli al costruire sicuro nella città che cambia, in partenariato col Comitato Italiano Pro Canne della Battaglia www.comitatoprocanne.com
(mail: comitatoprocanne@oggiweb.com)

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