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Green bond, obbligazioni verdi emessi per finanziare progetti in campo ambientale e in tecnologie sostenibili, dopo la Polonia, ora utilizzati anche dalla Francia.

I green bond sovrani rappresentano un passo importante che iempegna gli Stati a utilizzare fondi per le transazioni energetiche.

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Segolene Royan, ministro dell’Ambiente francese

Nigeria e Lussemburgo hanno già comunicato le imminenti intenzioni di lanciare i titoli obbligazionari verdi. Qualcosa si sta muovend in ambito sostenibile e resta da comprendere quali saranno i reali utilizzi dei gren bond.

Per quanto riguarda la Polonia, i titoli verdi avranno una durata di 5 anni e finanzieranno energie rinnovabili, trasporti “puliti”, agricoltura sostenibile, riforestazione e parchi nazionali e ripristino di aree contaminate.

I titoli francesi saranno nel terzo “Programme d’investissements d’avenir” per il finanziamento della transizione energetica. “Il Governo ha identificato 10 miliardi di euro l’anno di progetti potenzialmente eligibili, ma ciò non significa che le obbligazioni verdi finanzieranno la totalità di questa cifra”. Ha confermato il ministro dell’Economia Michel Sapin.

Cosa sono i green bond:

Secondo l’analisi della ONG Bond Climate Initiative, i green bond sarebbero ben 41 miliardi di dollari nel 2015 e tra i 75 e i 100 miliardi nel 2016.

Secondo quanto riportato nella relazione più di due terzi delle obbligazioni verdi emesse sono destinate attualmente a progetti per trasporti a basse emissioni di carbonio, che rappresentano il 67 per cento del totale.

Al settore energia pulita, il secondo beneficiario, è riservato il 19 per cento dei fondi raccolti.

 

Dopo Varsavia, ora è il turno di Parigi. La Polonia è stata la prima a sperimentare questo strumento, lanciando lo scorso dicembre il primo green bond sovrano: 750 milioni di euro di importo nominale complessivo e una scadenza di cinque anni.

Ieri il ministro delle Finanze Michel Sapin, invcece, ha annunciato che entro la fine del mese,il governo emetterà il primo green bond con una scadenza compresa tra 15 e 25 anni.

“Con questa emissione, lo Stato francese si propone non solo di finanziare politiche climatiche ed ambientali in maniera innovativa, ma anche di contribuire a sviluppare questo mercato”, ha spiegato ai giornalisti il ministro.

L’obbligazione sarà verificata da un’agenzia specializzata e un comitato indipendente controllerà che i fondi vengano utilizzati per progetti a tutela dell’ambiente.

 

 

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