
Si è conclusa da pochi giorni a Bruxelles la conferenza sulla Giornata Europea delle persone con disabilità e oggi si celebra la Giornata Internazionale delle persone con disabilità, due grandi appuntamenti per sensibilizzare e continuare ad affrontare le sfide quotidiane delle persone diversamente abili
La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità definisce le persone con disabilità come “coloro che hanno menomazioni fisiche, mentali, intellettuali o sensoriali a lungo termine che, in interazione con varie barriere, possono ostacolare la loro piena ed effettiva partecipazione alla società su base paritaria con gli altri”.

Circa 100 milioni di persone nell’UE hanno una qualche forma di disabilità e molte di loro in Europa non hanno le stesse possibilità nella vita delle altre persone.
Scuole o luoghi di lavoro, infrastrutture, prodotti, servizi e informazioni non sono tutti accessibili, le sfide e gli ostacoli sono all’ordine del giorno, per non parlare della possibilità di essere trattati male o ingiustamente.
Questi due importanti appuntamenti però possono aiutare a migliorare e continuare a sensibilizzare le situazioni e, nella giornata di oggi e per tutto il mese di dicembre, sono previste su tutto il territorio nazionale numerose iniziative nei musei e negli istituti del Ministero, visite tattili, percorsi accessibili ma anche spettacoli e approfondimenti nei luoghi della cultura italiani per promuovere l’accessibilità ai luoghi della cultura. La Giornata Europea invece ha lavorato per integrare le questioni relative alla disabilità in linea con la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (CRPD) e la Strategia per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030. La conferenza annuale di quest’anno cade in un momento molto importante, con il nuovo Parlamento appena nominato e con la speranza che la nuova Commissione europea definisca nuove priorità politiche, anche nel campo della disabilità, che coincideranno con l’attuazione della seconda fase della strategia europea per i diritti delle persone con disabilità .
Un po’ di storia
La celebrazione internazionale affonda le sue radici a quasi mezzo secolo fa, quando nel 1976 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite decise di proclamare il 1981 Anno internazionale delle persone disabili, invitando i Paesi membri a definire un piano d’azione focalizzato sulla parità di opportunità, la riabilitazione e la prevenzione delle disabilità e avviando un cammino il cui scopo era arrivare nel tempo alla piena partecipazione ed uguaglianza, intesa come il diritto delle persone diversamente abili a partecipare pienamente alla vita e allo sviluppo della società.
Tutto ciò portò l’ONU a proclamare dal 1983 il “Decennio delle persone disabili delle Nazioni Unite”, a conclusione del quale, nel 1992, con una risoluzione adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite è stata indetta la Giornata Internazionale delle persone con disabilità, recepita nell’anno successivo anche dall’Unione Europea.
La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, adottata nel 2006, ha ulteriormente migliorato i diritti e il benessere delle persone con disabilità nell’attuazione dell’Agenda per lo sviluppo sostenibile del 2030. I diritti delle persone con disabilità e il dovere di non lasciare nessuno indietro sono evidenziati con l’obiettivo di rafforzare i servizi sanitari nazionali e migliorare quelle strutture che possano garantire l’accessibilità per tutte le persone.
L’esempi virtuosi di Emilia Romagna e Puglia: due progetti sperimentali e accessi al mare per i portatori di SLA
I turisti con disabilità e le loro famiglie, che desiderano trascorrere una vacanza nella Riviera romagnola da oggi possono dire “In Emilia-Romagna c’è una vacanza per me”. Questo il titolo del progetto sperimentale regionale di turismo accessibile, finanziato dalla Regione con 1,6 milioni di euro, sostenuto sui social dall’influencer e travel blogger, Giulia Lamarca, il comico, Paolo Cevoli, e la campionessa paralimpica di nuoto ed ex ginnasta Giulia Ghiretti.
40 tirocini avviati per giovani under 35 con disabilità, corsi di formazione per operatori turistici dei comuni costieri e il nuovo sito welcome-everybody.emiliaromagnaturismo.it/, collegato al portale Emilia-Romagna Turismo, che offre informazioni utili per il turista con disabilità che desidera trascorrere una vacanza in uno dei comuni della Riviera dell’Emilia-Romagna, dai Lidi di Comacchio (Fe) a Cattolica (Rn). In 9 di questi Comuni, partner del progetto, sono state realizzate specifiche micro-progettualità, con realizzazione di accessi attrezzati, adattamento di luoghi di interesse paesaggistico e culturale, acquisto di ausili per il bagno, allestimento di strutture per il divertimento e sportive inclusive, stabilimenti balneari adatti a soddisfare le esigenze di persone con disabilità.
Qualche esempio su quello che offre l’Emilia Romagna…
Per chi è in visita a Bologna, il sito web Iperbole e il portale Bologna Welcome propongono sezioni specifiche rivolte a persone con disabilità, dalle quali è possibile ricavare informazioni generali sulla città. Esiste anche BoforAll, una App che offre alcuni itinerari inclusivi attraverso il centro storico a partire dalla zona universitaria.
A Parma esiste il progetto Parmaccessibile per chi vuole vivere liberamente e senza impedimenti i luoghi e gli spazi della città e del territorio, così come Piacenza che offre una mappa del centro storico dedicata specialmente ai turisti con ridotte capacità motorie.
Ravenna dispone la Carta dell’Ospitalità, uno strumento pensato per tutte le persone diversamente abili presenti in città a scopo turistico, di studio o di lavoro. La carta permette di ottenere agevolazioni come sconti, diritto di precedenza, ingressi gratuiti a monumenti e musei della città.
Lungo le coste dell’Adriatico molti stabilimenti balneari sono attrezzati per accogliere persone diversamente abili, così come le strutture alberghiere, in grado di offrire una permanenza serena e rilassante. A Ravenna e Cesenatico, ad esempio, il progetto Best rende le spiagge più accessibili grazie all’installazione di appositi cartelli per parcheggi riservati, passerelle in legno con percorsi dedicati, e poltrone speciali (poltrone job) che consentono a tutti di muoversi liberamente ed effettuare il bagno in mare.

Sempre a Ravenna, sulla spiaggia di Punta Marina, c’è una realtà pressoché unica in Italia e in Europa: si tratta del bagno Tutti al mare, Nessuno Escluso, una struttura balneare attrezzata e assistita, realizzata per accogliere persone con malattie invalidanti, assieme ai loro familiari e amici, e anche ad eventuali animali di affezione.
A Cervia il progetto “Un bagnino per amico” garantisce alle persone con disabilità un servizio gratuito con poltrone brevettate per la spiaggia e un operatore professionale per fare il bagno in mare. Anche in tutta la provincia di Rimini molti stabilimenti balneari coniugano sostenibilità ambientale ed accessibilità, garantendo alle persone diversamente abili la massima libertà di movimento in spiaggia e un’inclusività a 360°.
Fiore all’occhiello è il progetto Autismo Friendly Beach che permette alle persone con autismo di trascorrere serenamente le proprie vacanze al mare.
… e la Puglia
La Puglia accessibile a tutti potrebbe essere un sogno sempre più vicino a diventare realtà con all’attivazione del Progetto C.Os.T.A., il bando promosso dalla Regione Puglia e da Pugliapromozione, per finanziare con 1,3 milioni di euro di risorse pubbliche progetti di Rete pilota che disegnino, lungo tutta la regione, Comunità accessibili e un nuovo modo di fare le vacanze in Puglia, senza barriere. A partire dal mare, per arrivare ai borghi e alle aree dell’entroterra.
La finalità del progetto è qualificare e potenziare il sistema territoriale dell’accessibilità turistica, disegnando lungo tutta la regione, dal mare ai borghi e alle aree dell’entroterra, un nuovo modo di fare le vacanze. Le comunità ospitali infatti realizzano e/o potenziano i servizi e le attività rivolti alle persone con disabilità per rendere le location turistiche accessibili a tutti, indipendentemente da età, mobilità o capacità.
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Sono stati 6 i progetti ammessi a contributo, sui 41 ricevuti, per un valore complessivo pari a € 1.314.000,00 e precisamente: ASS. TURISTICO CULTURALE PROLOCO, GALLIPOLI APS, SoleLuna – Società Cooperativa Sociale, Jazzile Cooperativa Impresa Sociale, SAFESPRO APS, Ass. 2HE Center for Human Health and Enviroment, Naturalmente a Sud APS.
A queste associazioni e cooperative il compito di fare da “apripista” per riuscire a favorire un turismo sostenibile qualitativo per le persone diversamente abili.
“Vogliamo che tutti abbiano la possibilità di apprezzare e vivere le bellezze che la nostra meravigliosa regione presenta e offre – hanno detto gli assessori regionali al Turismo e al Welfare, Gianfranco Lopane e Rosa Barone – mettendole a disposizione di tutti i nostri concittadini non solo nei mesi estivi ed insistendo maggiormente sulle zone costiere. L’obiettivo principale è rendere la Puglia una terra di ospitalità totale, riconoscibile in Italia e nel mondo, ma anche un esempio di buone pratiche di condivisione tra operatori pubblici e privati”.

Qualche esempio virtuoso esiste già: in Salento in particolare a San Foca, da quasi nove anni è stato realizzato il primo accesso attrezzato al mare per persone affette da SLA, patologie neuromotorie e altre disabilità motorie. Chiamato “Terrazza io posso“, si tratta di un virtuoso progetto di spiaggia inclusiva che permette a persone affette da gravi disabilità psichiche o motorie, dunque anche tracheotomizzate o dipendenti da macchinari elettrici, di vivere il mare come chiunque altro.
Con lo stesso nome l’associazione ha aperto due anni fa un’analoga struttura a Gallipoli e quest’anno ha inaugurato la terza spiaggia accessibile nel pieno centro di Porto Cesareo, di fianco alla spiaggia libera. “Ognuna delle Terrazze – spiega Giorgia Rollo, presidente dell’associazione 2HE – garantisce la presenza di differenti ausili per il bagno in mare, apparecchi elettromedicali di riserva come ventilatore e aspiratore, personale di supporto per l’accoglienza e la balneazione e soprattutto assoluta gratuità per tutti gli ospiti e i loro accompagnatori”.
La “Terrazza io posso” è un format già preso come riferimento e replicato in altre parti d’Italia, grazie a una serie di parametri ormai codificati. Seguendo il know how dell’associazione salentina, due strutture gemelle sono nate nel 2018 in Sardegna, a Maladroxia nel Comune di Sant’Antìoco, e in Emilia-Romagna, a Punta Marina nel Comune di Ravenna, entrambe gestite da associazioni locali.
Quest’anno é stata inaugurata in Basilicata, a Metaponto nel Comune di Bernalda (Matera) “Il Sogno del Capitano”, con esplicito riferimento a Gaetano Fuso, assistente capo della Polizia di Stato, malato di Sla che, insieme agli amici e alla moglie ha dato vita al primo accesso attrezzato al mare.
La spiaggia deve poter essere di tutti e per tutti ma spesso non si pensa che quello che per molti è un semplice bagno in mare, per molti rappresenta un grande ostacolo e un divieto.


