Anche il settore vitivinicolo si evolve e pone l’attenzione all’ambiente e al territorio. La Franciacorta, in tal senso, ha avviato dal 2010 un programma volontario di autocontrollo con l’elaborazione di Ita.Ca, metodo che calcola l’impronta carbonica con l’obiettivo di ridurre impatto e consumo energetico, che rappresenta il primo esperimento in Italia sia per la condivisione a livello territoriale tra le aziende, sia per la rilevanza internazionale del metodo ideato e utilizzato.
Tale strumentazione, nata da un accordo tra i maggiori Paesi viticoli e delineati in accordo con l’OIV (Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino), è il risultato della revisione del metodo IWCC (International Wine Carbon Calculator), che in accordo con WFA (Winemakers’ Federation of Australia) a sua volta in contatto con organismi analoghi di Sudafrica, Nuova Zelanda e California, è stato prima revisionato e poi adattato alla realtà produttiva italiana. Al progetto hanno collaborato anche gli esperti di URS, multinazionale che si occupa di studi, elaborazioni e progettazioni sui temi della gestione del territorio e dell’ambiente.
Il sistema analizza tutte le emissioni di gas serra (GHG) dovute alle varie fasi della produzione suddividendole secondo le responsabilità dell’attività: in campo, in cantina e nella rappresentanza.


