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Fondi per edilizia scolastica. D’Onghia: “2456 milioni per messa in sicurezza nel 2017 ”

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Il Sottosegretario all'Istruzione, senatrice Angela D'Onghia

 Intervista al sottosegretario all’Istruzione Angela D’Onghia su cosa è stato fatto e cosa è in programma nel mondo della scuola. I fondi per edilizia scolastica, scuole di periferia, educazione ambientale.

Secondo l’opinione comune i fondi per l’edilizia scolastica stanziati – e operativi – sono sempre troppo pochi. Certo i dati sono allarmanti. Solai che cedono, scuole chiuse perché prive delle garanzie di staticità, proteste dei dirigenti scolastici che si vedono ingabbiati in disposizioni-capestro e di studenti che vedono la loro incolumità a rischio. Secondo uno studio di Palazzo Chigi, (fonte: Orizzonte scuola) in Calabria il 94% degli istituti risulta privo della certificazione di agibilità statica e in un solo anno vi sono stati 112 crolli. Eppure l’operazione #Sbloccascuole, lanciata dal Governo lo scorso febbraio, ha messo a disposizione  parecchi milioni di euro liberati dai vincoli di bilancio per Comuni, Province e Città metropolitane per interventi di edilizia scolastica e per la realizzazione di nuove scuole.

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Di questo, ma anche del ruolo aggregatore delle scuole nelle periferie e dell’iter per l’istituzione della materia di Educazione ambientale, abbiamo parlato con la senatrice Angela D’Onghia, sottosegretario al Ministero dell’Istruzione.

Fondi per l’edilizia scolastica, a giorni i criteri per l’utilizzazione

Facciamo il punto sull’operazione #sbloccascuole. A febbraio il Governo ha stanziato 480 miliardi di euro a favore dell’edilizia scolastica. Come si stanno spendendo questi soldi? A quali aspetti del recupero si sta dando priorità?

 «I fondi sono sotto la gestione della Presidenza del Consiglio d’intesa con la Struttura di Missione per il coordinamento e l’impulso nell’attuazione degli interventi di riqualificazione dell’edilizia scolastica e il Ministero dell’Economia e delle Finanze; esiste un osservatorio per l’edilizia scolastica di cui fanno parte, tra gli altri, gli enti locali e territoriali, che decide i criteri per le programmazioni delle risorse.

Dal 2014 al 2017 i fondi stanziati sono stati 5 miliardi e 200 milioni, con 597 milioni per la messa in sicurezza e l’adeguamento delle scuole. Dal 2014 al 2016 le prime somme stanziate sono state spese per il 70%. Il 30% residuo, che perlopiù deriva da economie di tara, sarà  reinvestito nello stesso fondo, quindi verrà utilizzato per adeguamento e messa in sicurezza delle scuole. Per il 2017 sono stati stanziati 2456 milioni e proprio il prossimo 21 giugno l’Osservatorio lancerà i criteri per la programmazione 2018-2020. Posso dire che dopo 10 anni di “carestia” si sta investendo parecchio nel settore scolastico».

#scuole innovative, alla Commissione europea piace

Il Governo Renzi col piano di edilizia scolastica inserito nella riforma della Buona scuola, ha stanziato somme consistenti per il programma #scuole innovative, che grazie a un concorso di idee premia le scuole “sostenibili” e più in generale, scuole che presentano progetti per ambienti di apprendimento innovativi. A che punto siamo?

Gli stanziamenti per l’edilizia scolastica riguardano anche il programma #scuoleinnovative, lodato dalla Commissione europea

«Sono stati stanziati 350 milioni di euro  per 52 scuole con ambienti di apprendimento innovativi e una commissione internazionale sta valutando i progetti selezionati. Siamo molto contenti della qualità del lavoro svolto, al punto che anche la commissione europea  lo ha segnalato come best practice a livello europeo.

Devo aggiungere che in quest’ambito il Sud sta lavorando molto bene. Da una riunione è emerso che, avendo fruito in passato di Fondi europei in altri ambiti, le regioni meridionali riescono a spendere e a rendicontare in modo più efficace».

 Fondi per edilizia scolastica, progetti ambiziosi per le scuole di periferia

Correlato al Programma Periferie varato del Governo c’è una progetto, “Scuola: spazio aperto alla cultura” curato  dal MIBACT e  che prevede interventi in 173 scuole di periferia per i  quali sono stati stanziati 3 milioni di euro. La graduatoria è uscita da poco. Quando partiranno i lavori?

Stiamo lavorando sulla valutazione dei progetti. Il MIUR tiene molto a questo progetto, perchè le periferie sono in grande sofferenza e sono in punto cruciale per permettere una corretta distribuzione delle risorse. Risorse che, aggiungo, non riescono a coprire le sofferenze delle periferie. Siamo convinta che avere spazi aperti possa servire molto ai ragazzi che non hanno quei servizi di cui sentono la mancanza nel momento in cui chiudono le scuole.

Il territorio “salvato” dalla scuola?

 Paolo Verri, direttore di Matera 2019, ha lanciato nell convegno “Futuro periferie” la Nature Education: affidare ai ragazzi tra i 14 e i 18 anni, specialmente nei luoghi sotto i 50mila abitanti, il compito di essere depositari di saperi e competenze degli anziani. Quale è la sua opinione? Come potrebbe secondo lei il sistema scolastico supportare iniziative come queste?

Sicuramente si tratta di una bella proposta che già alcune scuole stanno attuando all’interno dei progetti extracurriculari. E’ possibile e doveroso valorizzare saperi e competenze in sintonia con la grande richiesta di “autoconservazione” che proviene dai piccoli borghi. Voglio ricordare a questo proposito il concorso  di idee “Go Sud – Alla ricerca del possibile nei luoghi della cultura”, rivolto ai giovani 18-25 anni e organizzato dal Gruppo del Mezzogiorno dei Cavalieri del lavoro per le regioni Campania, Basilicata, Puglia e Calabria.

fondi per edilizia scolastica
I lavori al Liceo Scacchi di Bari, da poco conclusi

Il grande merito di questo concorso di idee è soprattutto quello di valorizzare i luoghi di cultura dei centri minori delle regioni del Mezzogiorno poco conosciuti e che spesso sfuggono all’attenzione del pubblico, pur rappresentando l’autentica identità del territorio. Inoltre il valore dell’iniziativa è anche quello di  coinvolgere le categorie deboli, associazioni no profit e cooperative sociali nel merchandising coniugando così l’artigianato artistico con la valorizzazione del patrimonio culturale. Allargare alle fasce sociali più emarginate significa dimostrare attenzione e rispetto del territorio  attraverso una cultura innovativa rispettosa dell’intera comunità.  In questa situazione le scuole possono giocare un ruolo essenziale nel coinvolgere i propri studenti .

 Educazione ambientale, è arrivato il tempo?

Parliamo di educazione ambientale. Esistono dei percorsi didattici già delineati a livello ministeriale; l’educazione ambientale è stata anche inserita nella riforma della Buona scuola. A che punto è l’iter per una concreta istituzionalizzazione di un apposito curriculum scolastico?

 «Istituzionalizzare un’apposita materia “Educazione ambientale”  è allo stato attuale un po’ complicato, ma è certo che questo tema è al cento del dibattito sui saperi fondamentali. La scuola si sta interrogando a tutti i livelli su come fare didattica  in relazione all’ambiente, perché si tratta di saperi e competenze trasversali ad ogni disciplina e che costituiscono valori fondamentali per la vita di ognuno. Penso al rispetto per l’ambiente, alla rivalutazione dei cibi, alla conoscenza del territorio».

La via da seguire consiste allora nello “spalmare” saperi e competenze riguardanti l’ambiente, la biodiversità, su tutte le materie di studio?

 «Certo. Le scuole stanno già lavorando molto bene su questo fronte; ad esempio ci sono molti  progetti di educazione alimentare  nelle scuole del primo ciclo e la differenza possono farla i tanti progetti “a tema” che ogni scuola vara nelle attività extracurriculari. D’altra parte alcuni istituti  hanno nel già attuato caratterizzazioni curvate sulle tematiche ambientali».

(*) Barese di nascita ma da sempre vissuta a Noci, Angela D’Onghia è un’imprenditrice attiva sin da giovanissima nel settore dell’abbigliamento. Candidata nella lista “Con Monti per l’Italia” nel 2013, viene eletta senatrice nella XVII Legislatura. Dal 2014 è sottosegretario al Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca nel Governo Renzi. Tra le deleghe assegnatele, quelle sulla dispersione scolastica, sull’alternanza scuola-lavoro e sulla promozione della cultura scientifica.

 

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